Scommesse con PostePay 2026: il conto di gioco vuole la carta intestata

Updated Ottobre 2026
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Se cerchi un bookmaker che accetti PostePay, sappi che questa è la metà facile della faccenda. La carta ricaricabile di PostePay S.p.A. entra senza problemi in diversi conti di gioco con concessione ADM, ma ogni euro che esce dal conto di gioco torna indietro solo se la carta e il conto hanno lo stesso titolare, e non sempre con la stessa velocità con cui è entrato. Il resto del lavoro è capire cosa ti costa tenere insieme una prepagata e un conto di gioco: canone, plafond, prelievi giornalieri, tempi di accredito.

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
La PostePay Evolution ha un plafond di 30.000 €, un limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare e prelievi ATM di 900 € al giorno e 3.500 € al mese.

Verificato il 30 Ottobre 2026 sulle condizioni pubblicate da Poste Italiane, sui termini e condizioni dei concessionari e sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Indice dei contenuti
  1. Perché la tutela del giocatore decide tutto il resto
  2. Cosa cambia davvero tra ricarica e prelievo
  3. Cinque concessionari ADM che accettano PostePay messi a confronto
  4. Come funzionano oggi le scommesse con PostePay
  5. Le regole che decidono se un bookmaker è davvero autorizzato
  6. I concessionari, uno per uno
  7. Quello che resta dopo l’ultima puntata
  8. Domande frequenti

Perché la tutela del giocatore decide tutto il resto

Chi apre un conto di gioco per scommettere con una prepagata pensa di risolvere un problema di pagamento. In Italia, con un operatore autorizzato, compra anche un pacchetto di regole che non ha scelto: un registro che lo segue su ogni piattaforma, limiti che si abbassano subito e si alzano con calma, un conto bloccato se l’identificazione non si chiude. Sono le prime cose da mettere sul tavolo, prima della quota e prima del bonus, perché sono quelle che non si possono trattare.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La PostePay Evolution costa 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo.

Cosa scatta la prima settimana

Il momento in cui il conto di gioco si apre è anche il momento in cui i limiti entrano in funzione. La legge delega sul riordino dei giochi pubblici a distanza — art. 15, comma 1, D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 — mette insieme cinque cose che il concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Letta così è un elenco. Letta dal lato del conto, è una sequenza. Alla registrazione scegli un limite di deposito settimanale o mensile, e la scelta la fai in un momento in cui non sai ancora quanto giocherai: meglio partire bassi, perché è l’unica direzione che si muove senza attesa. Admiralbet lo dice in chiaro nei propri termini: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Chi ha intenzione di puntare forte alla prima settimana ha già perso un vantaggio che il concessionario non restituisce.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
La PostePay Evolution si ricarica da Poste e dall’app con altre PostePay, carte Visa o Mastercard e conto BancoPosta, in ufficio postale con contanti.

Accanto ai limiti volontari c’è una parte che non dipende dalla tua buona volontà. Il conto di gioco richiede identificazione piena; senza SPID, l’account va convalidato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Non è una formalità rimandabile: è la differenza tra un saldo che si muove e un saldo fermo, e il contatore parte dall’apertura.

Requisiti di età e identificazione, senza sconti

Il divieto per i minori di 18 anni è un principio che l’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 nomina come «tutela dei minori di età», entrando nelle condizioni di concessione; l’età di 18 anni la fissa la legge italiana. Non è un’informazione da verificare all’ultimo minuto: sotto quell’età non esiste conto di gioco legale, e qualunque piattaforma che prometta il contrario sta operando fuori dal sistema.

Sull’identificazione, gli operatori viaggiano su due binari paralleli. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica con documento: due strade che portano allo stesso conto, con tempi diversi. Il binario più veloce è quello dell’identità digitale, che di solito chiude la pratica in pochi minuti; la registrazione con copia del documento fa il suo lavoro, ma si porta dietro il termine dei 30 giorni e, se salta, la sorpresa arriva al primo prelievo.

Porta con te la carta d’identità valida e il codice fiscale, i due documenti che servono sia all’operatore sia alla ricarica. Chi ha già lo SPID fa il lavoro una volta sola e non ci pensa più.

L’autoesclusione è uno strumento serio

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, è il pezzo che rende il sistema italiano diverso da qualunque .com trovato in ricerca. Una volta iscritto, l’autoesclusione blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e tutte le sale sul territorio: non c’è un bookmaker che ti riapra la porta, non c’è un giro di vite diverso da un altro.

Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi che convivono sul calendario, e la data conta: chi decide oggi e guarda le condizioni pubblicate prima di febbraio legge scale che il regolamento in vigore ha già superato. La finestra minima a 7 giorni è la novità che pesa di più, perché rende lo stop breve una scelta praticabile invece di un salto nel vuoto.

Vale la pena fermarsi su una conseguenza che sfugge: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Il registro che copre tutto il sistema legale è, dal lato opposto, un confine netto. Per un giocatore già autoescluso, quella zona è senza rete, e la frase vale per il regime ADM nel suo insieme.

I riferimenti che restano aperti tutti i giorni sono l’ultima cintura. bet365 indica tra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia segnala il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero da tenere scritto prima che serva: nessuno lo cerca nel momento in cui serve davvero.

Cosa costa all’operatore, e cosa non ti riguarda

Fra i tanti obblighi ce n’è uno che non tocca la tua tasca ma dice molto su come funziona il settore. L’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti in campagne informative o comunicazione responsabile, con un tetto di 1.000.000 € l’anno, su temi indicati da una commissione governativa.

Ammettiamo che faccia sorridere: i soldi che l’operatore spende per scoraggiare il gioco escono dal gioco. Il punto però è un altro, e riguarda la lettura di questo mercato. Il costo di quella comunicazione non tocca la tua quota, e non sposta il margine che il bookmaker applica a un mercato. Separare i due piani aiuta a leggere con più freddo il resto: un’offerta di benvenuto generosa non nasce dalla generosità, nasce dal conto economico di chi la pubblica.

Cosa cambia davvero tra ricarica e prelievo

La sequenza che quasi nessuno guarda è quella lunga: depositare è facile, riportare i soldi sulla carta è un’altra procedura, con nomi e tempi propri. Mettere ordine qui evita la maggior parte delle sorprese, perché quasi tutti i problemi di «PostePay e bookmaker» nascono in uscita, non in entrata.

PostePay entra, con la carta del titolare

Admiralbet indica per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. La PostePay sta in mezzo a un elenco che comprende anche il bonifico, ed è una collocazione utile: chi deposita con prepagata e poi vuole prelevare su conto corrente può farlo senza cambiare strumento principale.

BetFlag accetta PostePay, carta o app anche con QR code, per i depositi, con accredito immediato, e per i prelievi se il titolare della carta coincide con quello del conto. L’immediatezza del versamento è la parte che piace; la condizione sulla titolarità è la parte che decide, e non è negoziabile.

Il resto del mercato usa etichette larghe. Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri. Goldbet si ricarica e preleva con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento. bet365 indica carta di debito, PayPal e Apple Pay, senza nominare la prepagata tra le voci elencate.

Una nota che vale per tutti i conti di gioco: la carta che deposita deve essere intestata a te. Non è una clausola di stile, è il punto su cui crolla il conto condiviso tra familiari — quello del padre che ricarica per il figlio, della coppia che usa una carta sola. Il conto di gioco non è un conto di famiglia, e il controllo che lo impedisce è lo stesso che protegge il prelievo.

Prelievi su PostePay: il tetto e la finestra

Le condizioni di William Hill sono quelle che dicono più cose insieme: per i prelievi su Postepay un importo minimo di 5 € e massimo di 2.500 €, con tempi da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte. Quattromila euro di differenza tra il minimo e il massimo, e soprattutto due velocità dentro lo stesso operatore. Chi preleva una somma grossa non ha un problema di plafond — 2.500 € per operazione sono un tetto generoso — ma di orologio, perché la finestra rapida ha requisiti propri.

Un servizio di prelievo istantaneo esiste anche altrove, ma non dalla prima volta. BetFlag rende il prelievo immediato disponibile dal secondo prelievo: una prova generale prima di entrare nel regime veloce, e vale la pena pianificarla proprio quando non hai fretta.

Il resto della carta lascia una scia. PostePay Evolution ha un plafond di 30.000 €, un limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare e prelievi ATM di 900 € al giorno e 3.500 € al mese. Il limite di ricarica non è per carta ma per titolare, e questo è il dettaglio che frega chi apre una seconda Evolution pensando di raddoppiare la capacità: la somma resta quella.

Il costo lato carta, che nessuno mette nel conto

PostePay Evolution costa 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo; i pagamenti in euro presso gli esercenti, anche online, sono gratuiti e un bonifico SEPA da app o da PostePay costa 1,00 €. Il canone è il costo fisso che non compare in nessuna offerta di benvenuto e che si paga comunque, anche in un anno in cui giochi poco.

La ricarica, invece, si muove su binari diversi per velocità e costi di comodo: PostePay Evolution si ricarica dal sito di Poste Italiane e dall’app con altre PostePay, carte Visa o Mastercard e conto BancoPosta, in ufficio postale con contanti, agli sportelli Postamat e nelle tabaccherie Punto Poste con contanti da 1,00 € a 997,99 € per operazione, con documento e codice fiscale. La tabaccheria è la strada più rapida per chi non ha un conto BancoPosta collegato, ma porta con sé i documenti e un tetto per singola operazione appena sotto i mille euro: per una ricarica importante servono più passaggi, oppure un altro canale.

L’uso online è quello che interessa a un conto di gioco: si paga con numero carta, scadenza e CVV2/CVC2 oppure con Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay, e i pagamenti contactless fino a 50,00 € non richiedono il PIN. La carta è una prepagata ricaricabile con IBAN associato, emessa da PostePay S.p.A., e può ricevere bonifici, stipendi e pensioni; si richiede dall’App Poste Italiane, dal sito di Poste Italiane o in ufficio postale. L’IBAN è l’elemento che conta davvero in questa storia, perché è quello che può trasformare un pagamento elettronico in un accredito sul conto.

Il marchio della carta dura quanto la carta, però, e qui arriva la parte meno gradevole: la scadenza. Quando il mese e l’anno stampati sopra passano, la carta non funziona più, e non tutte le prepagate si rinnovano da sole. Con una nuova carta arriva un nuovo numero, e con un nuovo numero arrivano le verifiche del bookmaker — nei casi peggiori un deposito di prova, un prelievo di prova, un’attesa. Chi ha un prelievo in corso su una carta in scadenza farebbe bene a chiuderlo prima del cambio. È il tipo di grana che si evita con dieci minuti di anticipo e che altrimenti costa giorni.

Un’ultima cautela, e riguarda il conto di gioco più che la carta: ADM tiene un registro dei punti vendita ricariche, in forza dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 — tabaccai e ricevitorie — e quei punti ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure con contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite e non restituiscono saldo. Chi immagina la ricevitoria come un bancomat del bookmaker si sbaglia di grosso: quella è una porta a senso unico, e il denaro che riporti a casa esce solo dalla carta.

Gli strumenti che non vedi quando apri il conto

Due concessioni, due società dello stesso gruppo. Lottomatica ha concessione ADM n. 16010 e Goldbet n. 16009, entrambe in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy). Due conti di gioco della stessa azienda, con due ragioni sociali separate davanti al regolatore.

Per chi gioca, la conseguenza pratica è che l’autolimite si imposta due volte. Un limite di deposito scelto su un conto non si estende automaticamente all’altro, e la stessa cosa vale per la sessione, per i limiti di tempo e per gli avvisi: ogni conto porta le proprie impostazioni. È un lavoro di manutenzione, non una trappola, e chi tiene due conti attivi conviene lo faccia alla stessa data, così i due calendari non si scollano.

L’elenco dei concessionari conferma la logica sottostante: la concessione è per sito, non per azienda. Nel bando di settembre 2025 sono state assegnate 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025; una stessa società può gestire più .it, come Eurobet Italia S.r.l., titolare di Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un marchio con due siti è due concessioni, con la supervisione che ne deriva su ciascuno.

Cinque concessionari ADM che accettano PostePay messi a confronto

Il confronto che segue non è una classifica di chi paga di più: sui tempi di accredito ogni casa fa storia a sé e nessun dato ufficiale li mette in fila. Quello che si può mettere in fila è la concessione, letta dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, e quello che ciascun operatore scrive nei propri termini sul tema del giorno: la carta ricaricabile. Sono due piani diversi, e tenerli separati è il punto.

Criteri usati per selezionare e valutare questi bookmaker

Il primo criterio è il più noioso e il solo che non si discute: la presenza nell’elenco ADM con un numero di concessione leggibile. Quell’elenco è il test completo di chi è autorizzato, e chi non c’è non ha titolo per raccogliere scommesse in Italia. Lottomatica e Goldbet lo dimostrano in modo istruttivo: sono due siti, due concessioni, una sola società.

Il secondo criterio riguarda quello che l’operatore dichiara sul mezzo di pagamento. Un conto che elenca la Carta Postepay/BancoPosta nel proprio elenco di ricariche dice una cosa verificabile; un conto che scrive «ampia gamma di metodi di pagamento» dice poco, e in questa sede lo trattiamo come tale. Non è un difetto, è un livello diverso di informazione.

Il terzo criterio è la parte che l’elenco di ADM non copre. La lista non ha una colonna per i giochi, e un nome scritto lì non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive: la prova è il sito e l’app dell’operatore. Un concessionario può avere il diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Chi arriva da una ricerca su una prepagata non guarda quella colonna perché non esiste, e finisce per confondere l’etichetta con il prodotto.

Il quarto criterio è la sostanza del termine. Un prelievo minimo, un massimo per operazione, una condizione di titolarità, un accredito che parte dal secondo prelievo: sono queste le righe che decidono l’esperienza, e sono le uniche che questo confronto pesa. Il resto è contorno.

Il confronto in tabella

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema Supporto sul tema
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. PostePay, carta o app anche con QR code, per i depositi con accredito immediato e per i prelievi se il titolare della carta coincide; prelievo immediato dal secondo prelievo Confermato
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Carta Postepay/BancoPosta tra le ricariche e Postepay tra i prelievi, senza costi aggiuntivi, purché lo strumento sia intestato al titolare del conto Confermato
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Prelievi su Postepay da 5 € a 2.500 €, tempi da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte Confermato
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy) PostePay e PayPal tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi, oltre ad altri —
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy) PostePay, PayPal e altri metodi per ricaricare e prelevare il conto gioco —

Il numero di concessione è l’unica colonna che non ammette interpretazioni, e vale la pena guardarla con attenzione: codici tutti nella fascia 16008–16048, cioè la tornata assegnata tra il bando di settembre 2025 e l’avvio del nuovo regime del 13 novembre 2025. Chi si chiede se un operatore è «nuovo» o «vecchio» può leggere quella cifra invece di fidarsi dell’anzianità del marchio.

La colonna centrale è quella che mostra le differenze reali, e non riguarda la simpatia di un operatore per le prepagate. BetFlag e AdmiralBet descrivono il rapporto tra carta e conto, chiarendo che la titolarità deve coincidere; William Hill pubblica numeri e orari. Lottomatica e Goldbet, nella formulazione disponibile, si fermano al nome PostePay accanto a PayPal: un’accettazione dichiarata, senza le condizioni che l’accompagnano. Nessuna delle due affermazioni è falsa; semplicemente, una non basta a decidere.

Un’ultima nota sui marchi del gruppo GBO Italy, che è anche una nota sul ridimensionamento di questo confronto. Le due etichette condividono l’azienda ma non condividono la concessione, e questo dice quanto sia stretto il perimetro di una licenza italiana. Il regolatore non autorizza un gruppo a operare, autorizza un sito, e ogni sito arriva con il proprio numero.

Come funzionano oggi le scommesse con PostePay

Il meccanismo è più semplice di come viene raccontato. La carta prepagata è un conto con IBAN, il conto di gioco è un altro conto, e tra i due si muovono bonifici in entrata e in uscita: la prepagata entra nel conto di gioco come qualunque altro strumento di pagamento elettronico. Il resto sono condizioni contrattuali, ed è lì che si nasconde la fatica.

Dal conto di gioco al conto della carta

L’apertura ha tre passaggi. Si registra, si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile — la scelta è obbligatoria, non differibile — e si completa l’identificazione. Con SPID o CIE la pratica si chiude in fretta; con documento e codice fiscale si apre la finestra dei 30 giorni oltre la quale il conto viene sospeso e i prelievi si bloccano.

Poi si deposita, e la carta del titolare fa il suo lavoro. Il verso opposto è disciplinato da regole proprie: Lottomatica elenca PostePay tra i metodi per depositi e prelievi, Goldbet fa lo stesso, AdmiralBet chiede che lo strumento per prelevare sia intestato al titolare del conto. La condizione di titolarità è quella che decide se la carta che usi per entrare è la stessa che userai per uscire.

Sul tempo di uscita il mercato non ha una regola unica. William Hill dichiara da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte, con un punto importante: la carte diventa il fattore che cambia l’attesa, non l’orario in cui fai richiesta. BetFlag riserva l’immediatezza dal secondo prelievo. Chi pianifica un prelievo per una data precisa dovrebbe trattare il primo prelievo su ogni conto come un test, non come un trasferimento da programmare.

Cosa resta fuori se scegli un sito senza concessione

Un operatore con concessione ADM porta con sé quattro cose: il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non ne porta nessuna, è soggetto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, nella lettura che ADM stessa dà, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.

Il controllo di chi offre gioco a distanza senza titolo è strutturato: l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 affida ad ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza, con sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione a carico di fornitori di accesso e operatori di pagamento che disattendono un ordine di ADM. Il blocco opera a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti secondo quanto riportava la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati».

La conseguenza da tenere a mente è la più scomoda: un sito oscurato non restituisce i saldi. Un blocco non è un rimborso, e chi ha soldi su una piattaforma inibita non ha un percorso ovvio per riprenderli — non c’è un’agenzia italiana che intervenga su un operatore che non ha mai avuto titolo per operare qui.

Le voci di spesa che restano anche quando smetti

Il conto lato carta non si chiude con l’ultima scommessa. Il canone annuo di PostePay Evolution è di 19,00 €, oltre ai 5,00 € di emissione: chi tiene la carta per una passione saltuaria paga comunque un fisso, e su un anno di puntate piccole quel fisso pesa più di qualunque margine. Non è un motivo per rinunciare alla carta, è un motivo per non aprire tre prodotti diversi per tre bookmaker diversi.

Ci sono poi le commissioni che si vedono solo all’uso: un bonifico SEPA da app o da PostePay costa 1,00 €, mentre i pagamenti in euro presso gli esercenti, online compresi, sono gratuiti. Chi ha il conto BancoPosta collegato ricarica senza passare dalla tabaccheria, e chi non ce l’ha trova nella tabaccheria Punto Poste il canale più veloce, con contanti da 1,00 € a 997,99 € per operazione.

La domanda utile non è «quanto costa PostePay». La domanda è quante volte al mese devi fare un giro per il conto di gioco, e con che fretta. Per due ricariche al mese la carta fa il suo lavoro nel modo più semplice; per operazioni grosse e frequenti i tetti per singola operazione e i limiti giornalieri ATM iniziano a contare, e vale la pena guardare le alternative con lo stesso metro.

Le regole che decidono se un bookmaker è davvero autorizzato

Il modo in cui questa storia funziona in Italia è diverso da quello che immagina chi arriva da altri mercati: la licenza non si chiede, si vince. Le concessioni sono assegnate da ADM con gara pubblica, hanno durata massima di nove anni e non si rinnovano automaticamente. L’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 fissa quel limite e i requisiti — una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti, l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando — mentre l’art. 6, comma 5 lega quell’impegno al bando stesso. Chi cerca «ADM concessionari elenco» sta cercando, in pratica, la fotografia di una gara.

Il testo di riferimento è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel linguaggio del mercato compare ancora come «ADM (ex AAMS)» e che molti continuano a chiamare AAMS. Le date contano: la concessione nasce con il bando di settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. In quella struttura, i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata: art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3. Detta così sembra burocrazia. In pratica significa che le regole che leggi oggi saranno ancora quelle tra qualche anno, e che nessuna proroga salva un concessionario in ritardo.

Elenco aggiornato il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Sulla verifica di una concessione vale un avvertimento: la concessione è per sito, non per società, e un concessionario può detenere il diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. A questo si aggiunge il limite dell’elenco stesso: non ha una colonna per i giochi. Un nome presente non dimostra un’offerta di scommesse sportive, e un posto in un confronto non è una concessione. La dimostrazione sta nel sito e nell’app dell’operatore.

Cosa puoi scommettere e con quali vincoli

L’art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette al primo posto le scommesse a quota fissa su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; la lett. b) aggiunge i concorsi pronostici sportivi e ippici, la lett. c) i giochi di ippica nazionale, la lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa, la lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange, e la lett. f) il bingo. Un concessionario può avere l’una, l’altra o entrambe, e il modo in cui la concessione è scritta non ti dice cosa troverai in palinsesto.

Il palinsesto è la parola che regge tutto: l’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, secondo quanto riportava la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto di un singolo operatore è cosa che si guarda sul suo sito.

Due categorie meritano una riga in più. Le scommesse su eventi simulati — art. 2, lett. v), eventi sportivi, di corse di cavalli e altri generati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — vivono dentro la concessione per le scommesse sportive, e sui siti degli operatori compaiono sotto l’etichetta «Virtuali». L’ippica è invece due cose distinte: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, di tipo totalizzatore, definiti dall’art. 2, lett. h) — che richiedono una concessione propria. Non è una distinzione da giuristi: chi cerca l’ippica al totalizzatore sta cercando un prodotto diverso da quello che il nome suggerisce.

Sulle scommesse live, infine, ognuno fa per sé. Tutti i grandi operatori offrono il «Live»; le regole di ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e nessuna lista di mercati live esiste in questa sede. Chi costruisce una strategia sulla velocità dell’accredito in-play sta lavorando su un terreno che nessuno gli garantisce.

Il conto di gioco non è un conto corrente

C’è una confusione che costa cara, e riguarda il bordo del conto. Un conto di gioco con concessione ADM non è una carta, un conto corrente o un deposito: è un conto di gioco, e non tutti i metodi passano. Il nome «bonus senza deposito» o «100 % di bonus» non cambia il regime giuridico di quello che ci sta dentro.

Il versante dei pagamenti ha già una regola scritta: l’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore non è confermata. Se e quando quella norma produrrà effetti, il canale .com diventerà più stretto anche dal lato dei pagamenti — ed è il tipo di cambiamento che si nota prima sulla carta di credito che sulla pagina di un sito.

Un secondo elemento, fiscale, è nella sostanza dei conti: l’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — nella misura del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le stesse aliquote valgono per le scommesse ippiche a quota fissa, prima al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

I concessionari, uno per uno

Sotto trovi i cinque operatori con dati sul tema della prepagata, ognuno con la propria storia. Le licenze sono lette dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza aggiornato al 25 ottobre 2026; dove la concessione non basta a dimostrare un’offerta di scommesse sportive, lo diciamo. Nella tabella qui sopra, dove il supporto sul tema non risulta, la cella resta vuota: quello che manca non si inventa.

BetFlag: la carta del titolare vale fin dal primo deposito

La concessione di BetFlag è la ADM n. 16008, in capo a Betflag S.p.a., sul sito .it del marchio. L’apertura del conto si può fare con le procedure di identificazione SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Sulla prepagata BetFlag è tra i più espliciti di questo gruppo: PostePay, carta o app anche con QR code, è accettata per i depositi con accredito immediato e per i prelievi se il titolare della carta coincide con quello del conto. Il prelievo immediato è disponibile dal secondo prelievo. Messa in fila così, la condizione è già una risposta: chi pensa di depositare dalla carta di un familiare e prelevare sulla propria ha scelto la casa sbagliata, e lo scoprirà al momento peggiore.

Sul fronte delle promozioni, il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un tetto a cinque cifre è una cifra che vale la pena leggere insieme al resto delle condizioni dell’operatore: un bonus di quella dimensione vive o muore sul requisito di puntata che lo accompagna, e quel requisito è la prima cosa da controllare nei termini del singolo conto. Vale anche il rovescio: chi deposita 50 € non tocca mai quel tetto, e per lui i 5.000 € sono una decorazione.

La valutazione secca: BetFlag è la casa per chi vuole la prepagata come strumento principale e non secondario, perché il rapporto tra carta e conto è scritto, con una sola condizione da accettare — la titolarità — e un vantaggio che arriva dalla seconda operazione in poi. Chi ha una carta intestata a sé e la usa anche per gli altri pagamenti si trova a posto senza dover cambiare nulla.

AdmiralBet: la prepagata tra le ricariche senza costi aggiuntivi

AdmiralBet opera con concessione ADM n. 16048, in capo ad Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it. Nei propri termini indica per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente.

Il quadro sui pagamenti è il pezzo più solido della sua offerta, ma la parte interessante arriva prima, in registrazione. La casa chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Chi arriva da un mercato senza questi obblighi lo legge come una seccatura, e sbaglia: è l’unica leva che il giocatore controlla senza dover chiedere permesso a nessuno.

L’autoesclusione segue lo schema noto: Admiralbet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una casa che scrive ancora le due scale è una casa che sta aggiornando la documentazione mentre il regolamento cambia: leggere la versione giusta conta. Il versante dei prelievi, con Postepay tra i metodi, non arriva però con numeri propri: nessun minimo, nessun massimo, nessun tempo dichiarato in questa sede.

La valutazione secca: AdmiralBet è la scelta di chi vuole un elenco di ricariche largo e gratuito e non ha fretta in uscita. Il profilo del giocatore paziente, che pianifica i prelievi e non li rincorre, si trova meglio qui che altrove.

William Hill: l’unico che mette per iscritto i tempi di accredito

William Hill ha concessione ADM n. 16044, in capo a William Hill Malta Plc, sul proprio .it. È il caso in cui la documentazione si prende la scena: prelievi su Postepay con importo minimo di 5 € e massimo di 2.500 €, tempi da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte.

I tre dati insieme — minimo basso, massimo alto, due velocità — raccontano una politica precisa. Un minimo di 5 € significa che anche un residuo piccolo si porta a casa; un massimo di 2.500 € per operazione significa che una vincita grossa viaggia in più tranche, e ogni tranche riparte con il proprio orologio. La differenza tra quattro ore e tre giorni non è un dettaglio tecnico: è la distanza tra il saldo che vedi sulla carta domani e quello che vedi la settimana prossima, e dipende dal circuito che serve la carta.

Sul versante del benvenuto, il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. È un’offerta piccola rispetto ai bonus a quattro cifre, e la differenza è proprio la forma: un bonus cash del genere arriva come denaro, non come giocata gratuita, e la quota minima di 5.00 sulle multiple è il filtro che decide se lo prendi o lo lasci lì. Con 50 € di tetto, l’errore non costa molto; il tempo speso a rincorrere una multipla a quota alta, sì.

La valutazione secca: William Hill è la casa giusta per chi vuole sapere in anticipo quando arriva il denaro sulla carta. La trasparenza sui tempi è rara in questo mercato, e un bookmaker che pubblica i propri orari si può controllare il mese dopo, quando la prima attesa è passata.

Lottomatica: una concessione che vale anche per Goldbet

Lottomatica ha concessione ADM n. 16010, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy), sul proprio .it. Il conto di gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password.

La concessione n. 16010 è la stessa società che firma la n. 16009 di Goldbet, e la conseguenza vale più di ogni altro dettaglio di questo profilo: chi ha entrambi i conti ha due registrazioni, due profili di limiti e nessun automatismo che li allinei. L’accettazione della prepagata è dichiarata su questo conto, con l’etichetta PostePay accanto a PayPal, senza le condizioni che l’accompagnano: nessun minimo di deposito, nessun massimo di prelievo, nessuna indicazione di tempi. Per chi vuole capire cosa succede al momento del prelievo, il conto non basta: i termini aggiornati del servizio sono la fonte da leggere.

Con una concessione di quella fascia, la casa non ha nulla da dimostrare sul piano della legittimità. La questione è tutta nel dettaglio operativo, ed è lì che resta aperta.

La valutazione secca: Lottomatica è la scelta di chi ha già un conto e vuole usarlo anche per versare con la prepagata, accettando di scoprire le condizioni di prelievo strada facendo. Per chi apre solo per la carta, l’informazione disponibile non basta.

Goldbet: la prepagata su un conto della prima tornata

Goldbet opera con concessione ADM n. 16009, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy), sul proprio .it. Il conto si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento; l’accesso all’app avviene con le credenziali del sito.

Il profilo è quello di un conto che elenca la prepagata in entrambe le direzioni senza aggiungere altro: nessuna soglia, nessun tempo, nessuna condizione di titolarità dichiarata pubblicamente. Chi cerca un conto di gioco già rodato — e i numeri di concessione dicono che questa fascia ha operato nel sistema anche sotto il regime precedente — trova un ingresso discreto e una gestione via app, con le credenziali come unico requisito di accesso.

Vale però la stessa conseguenza detta per Lottomatica, e vale nella stessa misura perché la società è la stessa: due conti, due concessioni, due profili di limite da configurare separatamente. Per chi distribuisce le giocate su più case, questo è il punto di manutenzione da mettere in calendario.

La valutazione secca: Goldbet è la scelta di chi vuole un conto storico, con l’app come porta d’ingresso e la prepagata accettata senza fronzoli. Chi pretende di conoscere in anticipo le condizioni di prelievo deve chiedere al servizio clienti o leggere i termini aggiornati, perché il resto non lo dice.

Quello che resta dopo l’ultima puntata

Il filo che unisce tutte queste parti è uno solo: la carta non è il protagonista. Il protagonista è la condizione che la accompagna, e le condizioni italiane hanno una caratteristica precisa — arrivano tutte insieme all’apertura del conto e quasi nessuna si può spostare dopo.

Metti in fila quello che hai letto con questa chiave. C’è una concessione da verificare nell’elenco di ADM, con un numero che identifica un sito e non un gruppo. C’è una carta che costa 19,00 € di canone annuo e 5,00 € di emissione, che accetta ricariche da un euro fino a 997,99 € per operazione in tabaccheria e che porta la scadenza stampata sopra. Ci sono prelievi che vanno da un minimo di 5 € a un massimo di 2.500 € per operazione, con tempi fra quattro ore e tre giorni che dipendono dal circuito. E c’è un tetto di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare, che nessun bookmaker ti segnala perché non è affar suo.

Poi ci sono le regole che non si trattano: la titolarità per forza coincidente, l’identificazione entro 30 giorni senza SPID, l’autoesclusione che dal 1° febbraio 2026 va da 7 a 270 giorni o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi, e il limite di deposito che si abbassa subito e si alza dopo 7 giorni. Non sono clausole di contorno: sono il modo in cui il sistema italiano ti obbliga a decidere quando conti ancora lucidamente, prima di aver speso il primo euro.

Se dovessi riassumere in una riga sola, direi questo: scegli prima la casa con la concessione scritta e i termini leggibili, decidi il limite di deposito prima di depositare, e verifica che il nome sulla carta e quello sul conto di gioco siano lo stesso. Il resto viene da sé, e le sorprese le eviti quasi tutte con quelle tre cose.

Domande frequenti

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Non esiste un elenco ufficiale dei mezzi approvati: i metodi li decide ciascun operatore nei propri termini. Nel gruppo di questa pagina trovi carte di credito e debito, PostePay e BancoPosta, PayPal, Skrill, Neteller, Paysafe Card, bonifico e punti vendita ricariche. Vale una regola generale: lo strumento deve essere intestato a chi ha aperto il conto, e la preparazione di documenti e codice fiscale vale anche per una ricarica in tabaccheria.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, con codici nella fascia 16000–16051: per BetFlag 16008, Goldbet 16009, Lottomatica 16010, William Hill 16044, AdmiralBet 16048. Il controllo da fare è doppio, perché la concessione è legata a un singolo sito .it e non al marchio: dopo l’elenco va guardato il sito dell’operatore, dove i termini dichiarano concessione e concessionario.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il conto di gioco chiede un limite di deposito settimanale o mensile già in fase di registrazione, e alcuni operatori vi affiancano limiti di ricarica, spesa e tempo giornalieri. Le cifre le fissa il giocatore o le propone il concessionario in base a età e comportamento. Ridurre un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede anche 7 giorni: conviene partire cauti e correggere dopo.

Da che età si può scommettere e cosa si controlla all’apertura del conto?

L’età minima è 18 anni, come prevede la legge italiana e come ribadiscono le condizioni di concessione che impongono di escludere i minori dal gioco. All’apertura servono identificazione completa e codice fiscale: si può fare con SPID o CIE, oppure con documento. Senza identità digitale il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui conti con concessione ADM l’imposta unica la paga il concessionario — 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite — quindi il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Questa lettura è riportata dalla stampa di settore e non da una pagina dell’amministrazione finanziaria: la conferma va chiesta a un commercialista.

Cosa succede alle vincite di un sito estero non autorizzato?

Non c’è alcuna ritenuta alla fonte sul sito estero, e questo è il problema. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per siti registrati od ospitati all’estero, tassabili per l’intero importo ricevuto. L’interpretazione va confermata con un commercialista: non è consulenza fiscale.

Come si calcola la vincita di una scommessa, dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota: 50 € a quota 1,85 restituiscono 92,50 €, con 42,50 € di profitto. Nella multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano tra loro e il prodotto è la quota finale. La quota è decimale, con il punto come separatore delle migliaia.

Si può usare la carta PostePay di un familiare per scommettere?

No, e la regola vale in entrambe le direzioni. Gli operatori chiedono che lo strumento di ricarica e di prelievo sia intestato al titolare del conto di gioco: BetFlag accetta il prelievo su PostePay solo se il titolare della carta coincide con quello del conto, e AdmiralBet formula la stessa condizione per le ricariche. Per aggirarla servirebbe un conto a nome di un altro, che è la strada per il blocco del prelievo.

Prodotto dalla redazione di «Previsionisulcampo».

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