Cartellini scommesse 2026: un cartellino rosso vale due punti nel conto di William Hill
Un gol si vede subito, nell’app come nel salotto. Un cartellino no. Il pallone finisce in rete e tutti sanno come è finita la scommessa; l’ammonizione arriva al 62°, e mezza schedina che sembrava chiusa resta aperta ancora ventotto minuti. È per questo che il mercato dei cartellini somiglia più a una partita a scacchi che a una scommessa sul risultato: lentissimo in avvio, nervosissimo alla fine, e quasi mai deciso dal giocatore che tutti stanno guardando.

Aggiungiamo il dettaglio che sposta tutto: nella maggior parte dei mercati sui cartellini non si gioca il numero di cartellini, si gioca un punteggio. William Hill, per esempio, conta 1 punto per ogni cartellino giallo, 2 punti per uno rosso, e mette un tetto di 3 punti a giocatore. Chi non ha letto quella scala prima di giocare non sta scommettendo su ciò che crede.
Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).
- Prevenzione e tutela: quello che succede al tuo conto quando chiedi un limite
- Fondamenti dei cartellini: come si costruisce la giocata e come si legge la quota
- Classifica dei bookmaker con cartellini: chi li quota e con quale regolamento
- Fondamenti del mercato: cosa si gioca, come si chiude, quanto si paga
- Normativa e vigilanza: chi risponde, e cosa ti riguarda davvero
- William Hill: l’unico con la scala dei punti scritta nero su bianco
- SNAI: cartellini nel catalogo, regolamento altrove
- Goldbet: il cartellino nel catalogo, la concessione condivisa
- Eurobet: il mercato non è il punto di forza, la schedina sì
- Lottomatica: lo streaming prima del mercato
- AdmiralBet: la lezione sui limiti che nessuno vede
- Betsson: il catalogo internazionale
- Planetwin365: la diretta quotidiana
- Betfair: l’exchange e i cartellini
- StarCasinò: il calcio accanto alle slot
- NetWin: il rigioco che taglia le gambe ai cartellini
- Domande frequenti sui cartellini
Prevenzione e tutela: quello che succede al tuo conto quando chiedi un limite
La parte scomoda di un mercato come questo non è il regolamento. È che si gioca su una cosa che non puoi controllare, spesso su una partita che non avevi in programma di seguire, e che si gioca fino al recupero. I cartellini arrivano quando l’arbitro vuole, ed è esattamente il tipo di partita in cui un limite impostato in fretta e per scherzo diventa il freno che ti tiene in piedi.
Prima di tutto il tetto che scegli tu
In fase di registrazione gli operatori con concessione ADM chiedono di fissare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Admiralbet è fra quelli che lo mettono nero su bianco nelle proprie condizioni: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato aspetta sette giorni. Sette giorni non sono un dettaglio burocratico. Sono la differenza fra un martedì sera in cui decidi di alzare il tetto e un martedì sera della settimana dopo, in cui quasi sempre quella decisione ti sembra meno urgente.
Il quadro generale sta nell’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che mette accanto ai limiti di tempo, spesa e perdita anche i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, i messaggi automatici su durata e spesa, gli strumenti di autoesclusione — anche per singola categoria di prodotto — e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Un conto che ti lascia impostare il tetto mensile ma non ti manda nessun avviso quando lo stai per toccare ha fatto metà del lavoro.
L’autoesclusione, e il posto in cui non funziona
L’autoesclusione non è una promessa dell’operatore: è un registro. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. Chi si esclude da un bookmaker si esclude da tutti, e questa è la parte che i giocatori scoprono solo quando provano a rientrare dalla porta di servizio.
Le durate sono cambiate. Nelle condizioni di Admiralbet l’autoesclusione si poteva chiedere per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una finestra più elastica in basso, più lunga in alto. Per chi ha bisogno di un mese di pausa è una buona notizia; per chi sperava di rientrare dopo tre mesi su una richiesta a tempo indeterminato, il conto è cambiato di parecchio.
Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Il giocatore che si è autoescluso e prova a registrarsi su un .com che accetta italiani non trova nessun blocco, e in quel momento crede di aver trovato una scappatoia: in realtà ha solo lasciato l’unico posto in cui lo strumento esisteva.
Il giorno in cui il mercato si chiude
Nelle scommesse di William Hill su risultato, marcatori e cartellini il referto segue i dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se non sono disponibili si passa ai dati OPTA e, in casi particolari, alla registrazione video del match. Sul risultato finale questa gerarchia non fa quasi mai discutere nessuno. Sui cartellini sì, perché la fonte che conta è la stessa che decide se quella ammonizione era un giallo o un rosso, e non sempre coincide con quello che hai visto in televisione.
C’è poi la questione di chi non ha giocato. Nei mercati sui cartellini gialli e rossi le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo: restano fuori le espulsioni dalla panchina, quelle di allenatori e membri dello staff, e quelle arrivate dopo la fine della partita. Un rosso a un vice allenatore nel recupero è una scena che vale un servizio fotografico e zero punti. Chiedere il regolamento prima di puntare non è pedanteria: è l’unico modo di sapere cosa stai comprando.
Il canale che resta aperto quando smetti
Per i residenti in Italia bet365 indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, dentro un pacchetto di strumenti di gioco responsabile che comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Il numero è l’unica parte di quella lista che funziona anche quando hai chiuso tutti i conti. Limitare il deposito serve a un conto attivo; una pausa serve a un conto che stai per riaprire; il telefono serve alla persona, che resta la stessa in entrambi i casi.
Va detto senza girarci intorno: nessuno degli strumenti descritti in questa sezione esiste per merito di un regolamento scritto bene. Esistono perché qualcuno li ha resi obbligatori. Su un sito senza concessione non li trovi, e non perché quel sito sia generoso: perché quei vincoli non sono mai stati scritti per lui.
Fondamenti dei cartellini: come si costruisce la giocata e come si legge la quota
Un’ammonizione è un evento come un altro, e come ogni evento ha un regolamento. Il guaio è che il regolamento dei cartellini è pieno di regole che non hanno nulla a che vedere con il calcio, e sono proprio quelle che decidono la schedina.

Due scale di punteggio che non si somigliano
Cominciamo dalla scala più diffusa, quella dei punti cartellino. In William Hill un giallo vale 1 punto, un rosso 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore. Fin qui sembra aritmetica da prima elementare, e invece c’è un caso che manda all’aria l’intuizione: un doppio giallo con rosso vale 3 punti. Il giocatore non torna negli spogliatoi con due cartellini distinti ma con un’espulsione, e il mercato lo paga tre punti, cioè il tetto previsto per quel singolo giocatore. Il rosso diretto, che sulla panchina sembra il peggiore dei due casi, ne vale 2.
Le due scale raccontano la stessa partita in modo diverso. Un mercato che conta solo i cartellini gialli assegna 2 punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale: il rosso diretto, che nella scala a punti pesava, qui sparisce. Chi passa da una schedina all’altra senza rileggere il regolamento sta giocando un gioco diverso con lo stesso nome.
Quello che il mercato chiede oltre al punto
Sotto la scala dei punti c’è il formato della giocata. Sul risultato hai tre esiti e qualche variante; sui cartellini le domande sono altre: quante ammonizioni in totale, quante per squadra, chi lo prende per primo, quanti punti mette insieme una squadra, un reparto o un singolo giocatore. Ogni riga ha la sua quota e ogni quota la sua probabilità implicita, che non è la probabilità vera: è la probabilità più il margine che l’operatore trattiene su quel mercato. Il margine vive dentro la quota, non accanto.
Il formato che rende i cartellini più pericolosi è anche il più comodo. Su una multipla di cartellini le gambe si moltiplicano, e la quota finale sale in fretta; il mercato però è più lento di tutti gli altri, perché un’ammonizione può arrivare al novantesimo. Chi ha giocato una multipla su quattro partite conosce la sensazione: tre partite finite e serene, la quarta in bilico su un fallo di frustrazione. La convenienza della quota è reale, la fragilità pure.
Quanto vale davvero una quota
Qui entra il conto che nessun operatore mette in vetrina. Su un mercato a due esiti proposti a 1,90 e 1,90, la somma degli inversi dà 1/1,90 + 1/1,90 = 1,0526, quindi la quota paga il 95,0 % di quanto viene puntato e l’operatore trattiene il restante 5,0 %. Detto in una riga: in un mercato del genere la casa incassa 5,0 centesimi per ogni euro giocato.
La cifra è il risultato di quell’ipotesi, non del mercato dei cartellini in sé: con tutti gli esiti quotati 1,90, chi quota la riga a 1,88 o a 1,86 lascia un margine più largo, e una quota più corta su una sola delle due uscite allarga il margine anche quando l’altra sembra generosa. Un mercato sui cartellini con due esiti a 1,90 non è un mercato con un margine del 5 %; è un mercato il cui margine dipende da quanto il bookmaker ha deciso di stringere le righe quel giorno. Fra due operatori che quotano lo stesso esito a 1,90 e a 1,86, la differenza di prezzo è una parte del margine che il secondo si tiene in più, e non è un’inezia quando le giocate di cartellini si accumulano.
Classifica dei bookmaker con cartellini: chi li quota e con quale regolamento
Dieci operatori con concessione ADM, un solo mercato in comune e dieci regolamenti che si somigliano senza essere identici. Non ordiniamo le schede per quanto è generoso un bonus: un bonus è denaro che entra e, in qualche caso, denaro che esce solo dopo una certa quantità di giocate. Le ordiniamo per una cosa più semplice e più utile, la trasparenza del mercato — quanto di quel regolamento si trova scritto prima di giocare e non dopo.
| Operatore | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le sue condizioni sul mercato dei cartellini |
|---|---|---|
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 punti per giocatore; doppio giallo con rosso 3 punti; nei mercati sui soli gialli il doppio giallo vale 2 punti e il rosso non conta |
| SNAI | n. 16031, SNAI S.p.a. | i cartellini figurano fra i mercati sportivi accanto a risultato esatto, numero di goal, tiri in porta e rigori |
| Goldbet | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | fra i mercati di calcio, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | nessun dettaglio di regolamento sui cartellini fra le condizioni pubblicate |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | nessun dettaglio di regolamento sui cartellini fra le condizioni pubblicate |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | fra le giocate proposte figurano tiri in porta, rigori ed espulsioni; sui cartellini nessun regolamento pubblicato |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | nessun dettaglio di regolamento sui cartellini fra le condizioni pubblicate |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | il regolamento dei mercati non entra nel dettaglio dei cartellini |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | nessun dettaglio di regolamento sui cartellini fra le condizioni pubblicate |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | nessun dettaglio di regolamento sui cartellini fra le condizioni pubblicate |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | nessun dettaglio di regolamento sui cartellini fra le condizioni pubblicate |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | nessun dettaglio di regolamento sui cartellini fra le condizioni pubblicate |
Una precisazione che vale più di tutta la tabella: la concessione è rilasciata per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale; Goldbet Better Organization Italy S.p.a. compare come concessionario di Lottomatica e di un altro sito dello stesso gruppo; Betsson e StarCasinò fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited. Due brand diversi con lo stesso concessionario non sono la stessa piattaforma, ma condividono un titolare, e questo conta quando si guarda chi risponde di un reclamo.
Nella tabella ci sono due nomi, SNAI e Goldbet, la cui concessione non è presa dall’elenco letto il 30 Ottobre 2026: è la lettura dell’elenco fatta il 25 ottobre 2026, con codici da 16000 a 16051, a riportare n. 16031, SNAI S.p.a. e n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., accanto agli altri otto. Se un numero non torna con quello che leggi sul sito dell’operatore, ha ragione il sito: è lui che espone la concessione nelle proprie condizioni, ed è l’unico posto dove quel dato è aggiornato insieme al resto.
Quello che la tabella non dice è quanto siano stretti i mercati. Nessuna delle condizioni pubbliche degli operatori qui sopra riporta il margine di un mercato sui cartellini, e un margine dichiarato da chi lo applica sarebbe comunque una notizia. L’unica misura che resta in mano al lettore è il confronto fra due quote dello stesso esito lette nello stesso momento: 1,90 contro 1,86 sono quattro centesimi che l’operatore con la quota più corta si tiene in più, e su dieci giocate la differenza è già un caffè e mezzo. Poi il tetto di tre punti per giocatore taglia una parte delle puntate che sembravano più sicure: la scala premia l’espulsione, e l’espulsione è l’evento che il mercato conta meno spesso.
Fondamenti del mercato: cosa si gioca, come si chiude, quanto si paga
Tre cose si danno per scontate in ogni scommessa sportiva italiana e tre cose sono vere solo dentro una concessione: gli eventi su cui si può giocare, la quota fissata al momento della giocata e il conto che l’operatore tiene su quella quota. Nessuna delle tre è una formalità, e la terza è quella che sposta il risultato nel tempo.
Il palinsesto decide le partite prima di te
L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto. Non è un dettaglio da avvocati: significa che la partita di cartellini che non trovi nel programma di un operatore può mancare semplicemente perché quell’evento non è stato approvato, e che il catalogo non nasce dalla fantasia di un trader.
L’ADM aggiunge eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore: un evento nuovo entra nel palinsesto con un’autorizzazione, non con un aggiornamento software.
Una quota bloccata al momento della giocata
La quota è quella fissata quando la giocata viene registrata, e la vincita è la puntata moltiplicata per quella quota. Il conto è breve: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, con un profitto netto di 8,50 €. Nelle multiple la stessa regola si applica una volta per gamba, perché le quote si moltiplicano fra loro: due quote da 1,85 diventano 3,4225, e dieci euro diventano 34,23 €, sempre con l’arrotondamento dello scontrino a decidere i centesimi.
Il palinsesto approvato fissa anche il quadro in cui questi numeri hanno senso. Non esiste un tetto di legge alla puntata nelle scommesse sportive a quota fissa; gli unici freni reali sono i limiti che il giocatore imposta da sé e il limite di deposito scelto in registrazione. Un bookmaker che rifiuta una puntata non sta applicando una norma: sta applicando la propria politica commerciale, ed è una cosa che può fare.
Le varianti che restano in piedi
Il prodotto centrale è la scommessa sportiva a quota fissa, e accanto c’è il totalizzatore, con il montepremi diviso fra i vincitori. Quanto ai virtuali, l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — sport, corse e altri eventi generati al computer e mostrati con animazione o con la registrazione di un evento reale — e gli operatori hanno una sezione «Virtuali» dedicata. Chi cerca i cartellini per interrompere una serie negativa sul calcio finisce spesso lì, e dovrebbe sapere che sta giocando su un evento simulato, con lo stesso margine ma senza arbitro.
Il betting exchange è un gioco separato, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e), e dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair, secondo quanto riportato, fissa regole proprie per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di settore del 2024 sostiene che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Modi e commissioni dell’exchange oggi in Italia non sono ricostruibili da qui: chi è interessato li trova nella documentazione dell’operatore, che è l’unica fonte che li aggiorna.
Normativa e vigilanza: chi risponde, e cosa ti riguarda davvero
Un nome su una lista autorizzata e una concessione in mano all’azienda sono due cose diverse. Il titolo è per sito: l’elenco dell’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS, riporta codici da 16000 a 16051 in 52 righe e un solo sito per riga. Nessuna concessione vale come autorizzazione per un dominio che non è quello indicato, e le condizioni di ogni operatore riportano il numero e la società concessionaria.

Cosa premia l’ultima gara
Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, tiene insieme la materia. Le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano con gara pubblica, e l’art. 6, comma 3 fissa una durata massima di nove anni senza rinnovo. L’art. 6, comma 5 mette fra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara, mentre l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 congelano condizioni e regime fiscale per tutta la durata del titolo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Art. 6, comma 1 elenca cosa si può offrire a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori; bingo.
Il punto che riguarda il lettore sta in una riga: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker, giochi di sorte, exchange e bingo in qualunque combinazione, quindi un nome sulla lista non dimostra da solo un’offerta sportiva. Lo dimostra il sito dell’operatore, con i suoi mercati e le sue condizioni. Un posto in una classifica non è una concessione.
La verifica in due minuti
Aprire l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’ADM, cercare il brand o il dominio, leggere il numero e la società. Poi aprire le condizioni del sito: il numero di concessione e il concessionario sono nella prima parte del documento, quella che nessuno legge, ed è normale che sia così, perché è anche l’unica parte che serve al momento del reclamo. Se i due numeri non coincidono, il dato aggiornato è quello che l’operatore espone. E se un dominio non compare nell’elenco, non c’è niente da interpretare.
Il conto in due tempi
Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione completa. Il modello classico è la registrazione con documento; accanto ci sono SPID e CIE, che BetFlag indica fra le proprie procedure di identificazione, accanto alla registrazione tradizionale, e che Goldbet mette a disposizione tramite un fornitore SPID. Chi si registra senza SPID deve completare la validazione entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi restano bloccati.
Trenta giorni sembrano tanti fino al momento in cui una vincita è ferma in un conto sospeso. Lo stesso schema vale sull’importo: l’operatore che ti blocca un prelievo per un controllo di identità non sta trattenendo i tuoi soldi per dispetto, li sta trattenendo per una regola che vale per tutti. Il momento giusto per scoprire come funziona è prima della prima giocata, non dopo la prima vincita. E il gioco è vietato ai minori di 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi della materia, e le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco.
Ricariche, prelievi e il punto sotto casa
Il D.Lgs. 41/2024, art. 13, regola i «punti vendita ricariche»: tabaccai e ricevitorie tengono un registro ADM, ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi, e non possono pagare vincite né restituire saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È la via più comoda per chi non vuole carte sul conto di gioco, e la più lenta nel senso opposto: il tabaccaio mette dentro, non tira fuori.
Il resto è nelle condizioni di ogni operatore. I confronti di mercato mostrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco esatto di ogni operatore sta nelle sue condizioni, ed è quello che conta.
Le vincite e la tassa che non ti arriva
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è pagata dal concessionario: 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano gli stessi tassi, prima erano al 43 % e al 47 %; le giocate sui virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare i tassi al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore il percorso è corto: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi vince e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario («tassate alla fonte», il giocatore riceve l’importo netto e non dichiara nulla). È una ricostruzione della stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione fiscale: per il proprio caso conviene consultare un commercialista. La stessa raccomandazione vale, con più forza, per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è ricostruibile da qui, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
La pubblicità vietata e i bonus che restano
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
La cronaca del 2025 e del 2026 non è banale: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica al bilancio 2026, sostenuta da Forza Italia, puntava a togliere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data della verifica il divieto è in vigore.
Una cosa va tenuta ferma: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto di legge al bonus di benvenuto e nessun tetto ai requisiti di puntata è noto, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Ed è per questo che la parte che segue è una lettura di quelle condizioni, non un elenco di quanto è generoso il mercato.
Il rischio di chi resta fuori
Offrire gioco a chi è in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore (ordine del 24 settembre 2025), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini per volta, e i mirror tornano in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati», ed è una parola vera.
Poi c’è la parte che vale per il giocatore, e l’ADM la dice senza giri di frase: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’Agenzia la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi contro un giocatore non sono ricostruibili. Per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Un sito .com che accetta italiani mostra una licenza straniera, che non ha alcun valore qui. Non è collegato al RUA, non passa dai controlli dell’ADM, non ha obbligo di strumenti di limite, ed espone il giocatore alla sanzione che l’ADM stessa descrive. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano fra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Questo non autorizza a chiamare illegale ogni brand assente dalle schede di questa pagina: l’elenco non è esaustivo del mercato, e un marchio che non c’è non è per questo privo di concessione. La differenza fra un sito oscurato e un concessionario minore è leggibile in trenta secondi nell’elenco dell’ADM, e vale la pena di farli.
William Hill: l’unico con la scala dei punti scritta nero su bianco
Il regolamento di William Hill è l’unico, fra quelli letti, che dice come si contano i cartellini. Giallo 1 punto, rosso 2, massimo 3 punti per giocatore, doppio giallo con rosso 3 punti, rosso diretto 2, e — nella variante che conta solo i gialli — doppio giallo a 2 punti senza che alcun rosso entri nel conteggio finale. Aggiungiamo il perimetro: nel mercato che intreccia gialli e rossi contano solo i giocatori in campo, quindi niente espulsioni dalla panchina, niente allenatori, niente staff, niente cartellini dopo il fischio finale. E il referto segue il sito ufficiale della manifestazione; solo in mancanza si usano i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video.
Un tetto di tre punti a giocatore in un mercato a punti per giocatore fa una cosa precisa: chiude la porta alle combinazioni più appariscenti. Il mercato non premia chi indovina la rissa finale, premia chi legge bene un reparto. Il Player Builder aggiunge il tassello: sulla stessa partita si possono combinare, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Una giocata costruita così mescola due mercati veloci e uno lentissimo, e la quota finale è la loro moltiplicazione.
Sul fronte del benvenuto le condizioni sono esplicite. Il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Facciamo il conto con cinque selezioni tutte a quota 5.00, che è il minimo consentito: il prodotto è 3125, quindi 10 € puntati tornerebbero 31.250 €. È il tipo di numero che i casinò mettono sui poster e nessuno mette sugli scontrini, perché la probabilità di centrare cinque eventi a quota 5.00 è quella che è. Le tranche da 10 € esistono per questo.
Il profilo dell’operatore è coerente: chi scrive il regolamento dei cartellini per intero è anche quello che mette requisiti di puntata capaci di svuotare il bonus. Chi punta ai cartellini per studio del regolamento trova qui la scheda più leggibile della lista. Chi cercava un bonus facile da sbloccare ha sbagliato indirizzo, e le tranche glielo diranno al primo tentativo.
SNAI: cartellini nel catalogo, regolamento altrove
SNAI mette i cartellini accanto a tiri in porta e rigori, in un catalogo che comprende risultato esatto, numero di goal, singole, multiple e sistemi. La funzione Cash Out permette di chiudere la schedina prima della fine dell’evento, e la My Combo fa un lavoro più interessante: combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — in un unico biglietto con una quota sola.
Sulla carta è il formato più adatto a chi vuole mettere insieme due ammonizioni e un risultato. In pratica, ogni gamba aggiunta allarga il margine complessivo, e il Cash Out è la valvola che si paga: chiudere in anticipo significa accettare la valutazione che la piattaforma dà a quel momento, che include il margine. Il regolamento dei cartellini, però, non è pubblicato fra il materiale che l’operatore mette a disposizione delle app: chi vuole la scala dei punti la deve chiedere o cercare altrove, e questo è un costo reale per un mercato in cui la scala non è standard.
La concessione n. 16031, SNAI S.p.a. è quella riportata nell’elenco dei concessionari autorizzati letto il 25 ottobre 2026, accanto alle altre schede.
Un catalogo largo con un regolamento silenzioso è una promessa a metà. SNAI resta una scelta sensata per chi gioca di sistema e vuole un biglietto che unisce sport diversi: lì la My Combo è difficile da battere. Chi invece vuole sapere in anticipo se un rosso diretto vale due punti o tre deve scrivere al servizio clienti e tenere la risposta. È una seccatura di dieci minuti che vale più di dieci punti di quota.
Goldbet: il cartellino nel catalogo, la concessione condivisa
I mercati di calcio di Goldbet comprendono, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, le scommesse sui cartellini. Il resto dell’offerta è quello di una piattaforma generalista: schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e un bonus di benvenuto legato al download dell’app e alla registrazione.
La scheda di Goldbet si legge meglio insieme a un’altra: la concessione n. 16010 appartiene a Goldbet Better Organization Italy, la stessa società che compare come concessionario di Lottomatica. Per il lettore questo significa una cosa concreta: due brand che si presentano come concorrenti condividono il titolare, e il reclamo, alla fine, arriva allo stesso indirizzo. Non è uno scandalo, è la struttura del mercato, ed è utile saperlo prima di scegliere per simpatia.
Sul mercato dei cartellini Goldbet dice che c’è, non come funziona. Quella riga di catalogo vale comunque qualcosa: significa che il mercato esiste e che il prezzo si può confrontare. Il confronto da fare, per chi punta sui cartellini, è fra la quota di Goldbet e quella del concorrente che quota lo stesso esito allo stesso minuto.
Eurobet: il mercato non è il punto di forza, la schedina sì
Con l’app Eurobet si giocano singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Sulla presenza dei cartellini, e su come si contano, le condizioni pubblicate non dicono nulla di più: chi arriva da questa pagina con la speranza di trovare la scala dei punti deve aprire il palinsesto e verificare di persona.
La My Bets è la parte interessante. Chi gioca sui cartellini ha un problema di memoria: un’ammonizione al 70° su una partita che non stavi guardando è difficile da ricostruire, e ritrovare tutte le giocate aperte e chiuse in un posto solo, senza scorrerle in ogni sezione del sito, è un vantaggio pratico che nessuna quota dà. È un argomento noioso e reale, e su questo mercato i vantaggi noiosi contano.
Eurobet è quindi la scheda dei conti in ordine, non quella dei cartellini spiegati. Chi punta sui cartellini per studio del regolamento deve cercare altrove la scala dei punti. Chi gioca molte giocate piccole e vuole vederle tutte insieme, qui trova il motivo per aprire il conto invece di un altro.
Lottomatica: lo streaming prima del mercato
L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita e giocare live. Sulla presenza dei cartellini e sul loro conteggio, le condizioni pubblicate non aggiungono nulla.
Il problema di un mercato come questo è il disallineamento fra ciò che vedi e ciò che viene refertato: un’ammonizione che a occhio sembra evidente, il referto che arriva qualche minuto dopo, la quota che nel frattempo si muove. Uno streaming affidabile non elimina l’attesa, ma rende l’esito leggibile mentre succede, e su un mercato che si decide al 90° quello è tempo guadagnato. Su un mercato a punti, dove il valore di un’ammonizione cambia con il giocatore che la prende, seguire la partita è quasi una condizione per giocare bene.
Chi guarda le partite prima di puntare ha qui un argomento che non ha nulla a che fare con le quote. Chi cerca il regolamento dei cartellini scritto in chiaro deve continuare a cercarlo, e sul sito dell’operatore, non in una classifica.
AdmiralBet: la lezione sui limiti che nessuno vede
AdmiralBet è fra gli operatori che spiegano come funzionano gli strumenti, e le sue condizioni sono quelle che abbiamo citato per prime: limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile da impostare in registrazione; limite ridotto con effetto immediato, aumento dopo 7 giorni; autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; e dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Sul mercato dei cartellini le condizioni non entrano nel merito. Chi si informa qui trova però la parte che il resto della lista NON scrive: la tempistica dei limiti. Il rinvio di sette giorni sull’aumento sembra una clausola tecnica ed è invece il meccanismo con il più alto rendimento di tutta la scheda, perché trasforma una decisione presa nel momento peggiore in una decisione presa a freddo. Su un mercato che spinge a giocare live, alla fine della partita, quando l’adrenalina è alta, quella frizione lavora per il lettore.
AdmiralBet non ha quindi niente da dire sui punti cartellino, e parecchio da dire su come si trattiene una serata storta. Chi cerca il mercato trova poco; chi cerca gli strumenti trova la scheda più esplicita del gruppo.
Betsson: il catalogo internazionale
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Un’offerta ampia, costruita per chi confronta molte partite e molti campionati, e utile a chi cerca un evento meno battuto su cui giocare — dove il margine, in genere, si assottiglia.
Sui cartellini le condizioni pubbliche non riportano il conteggio dei punti. Il concessionario è Azzurri Limited, la stessa società che compare dietro StarCasinò: due brand diversi, un solo titolare, e vale la stessa nota fatta per Goldbet e Lottomatica.
Un catalogo internazionale serve a chi vuole scelta, non a chi vuole una scala di punti. Chi gioca cartellini su campionati minori trova qui il numero di partite che cerca; chi vuole sapere in anticipo quanto vale un doppio giallo deve verificarlo con il servizio clienti prima della giocata, non dopo.
Planetwin365: la diretta quotidiana
Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Sulle scommesse sui cartellini le condizioni pubblicate non dicono nulla: il mercato è quello, il regolamento no.
La particolarità è il peso dello streaming in un calendario che non ruota solo attorno al calcio. Per il giocatore che segue i cartellini questo apre un terreno diverso: gli sport di racchetta e di squadra hanno i loro cartellini, le loro esclusioni e le loro routine, e le quote sono spesso meno battute di quelle di un derby di Serie A. Non è una scorciatoia, è un altro listino, con le sue asimmetrie.
Planetwin365 è quindi la scheda da aprire per chi cerca partite che gli altri non guardano. Chi invece arriva qui cercando punti cartellino spiegati deve rassegnarsi: la scala, se esiste, sta nel regolamento sportivo dell’operatore e non nelle condizioni commerciali.
Betfair: l’exchange e i cartellini
L’app Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. È anche il marchio che in Italia viene descritto come il primo exchange, con la concessione n. 16028.
L’exchange cambia il mestiere in modo radicale: lì il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto le due parti in forma anonima (art. 6, comma 1, lett. e) e art. 2, lett. u)). Con lo scambio, il margine non è la quota del bookmaker ma la commissione sul mercato, e chi vuole chiudersi prima del fischio trova una controparte al prezzo del momento. La documentazione di Betfair, secondo quanto riportato, fissa regole proprie per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 sostiene che il giocatore non debba nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Commissioni e regole attuali vanno letti nella documentazione dell’operatore, che è l’unica fonte aggiornata.
Sui cartellini, le condizioni pubbliche non entrano nel dettaglio. Chi cerca un mercato a punti con la scala scritta trova un’altra scheda. Chi cerca liquidità e un prezzo formato da altre persone valuta l’exchange, sapendo che la commissione, e non la quota, è la voce da confrontare con il margine di un bookmaker tradizionale.
StarCasinò: il calcio accanto alle slot
StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Il concessionario è Azzurri Limited, lo stesso di Betsson.
Il mercato dei cartellini qui è una riga dentro un catalogo che vive di un’altra cosa. Chi apre un conto aspettandosi il regolamento dei punti cartellino non lo trova nelle condizioni pubblicate, e non c’è motivo di aspettarsi che un’offerta orientata al casinò metta per iscritto le regole di un mercato di nicchia.
Il vantaggio di una piattaforma mista è il conto unico. Chi alterna sport e casinò non deve moltiplicare i conti e le verifiche. Il costo è l’attenzione: un catalogo che mette una partita di Serie A accanto a cento slot non è progettato per farti ragionare sul conteggio dei punti, e su un mercato che si referta al 90° la distrazione si paga in fretta.
NetWin: il rigioco che taglia le gambe ai cartellini
NetWin chiede, per sbloccare il bonus Sport-50, un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00. Sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo restano fuori.
Quello che interessa questa pagina sta nell’ultima riga. Un mercato che si decide al 90° e una funzione che permette di chiudere la schedina prima della fine sono fatti l’uno per l’altro, e NetWin li esclude esplicitamente dal conteggio del rigioco. Lo stesso vale per il live: cercare un’ammonizione nel secondo tempo non aiuta a sbloccare il bonus. Le gambe che contano devono essere pre-match, con quota minima 2.00 per evento, e la scelta si restringe a una fascia precisa di giocate.
Sui cartellini le condizioni pubblicate non dicono nulla. Il dato che vale la pena di leggere due volte è il giro: tre volte il deposito in sette giorni con denaro reale è un ritmo alto per chi gioca poche decine di euro a schedina, e la quota minima 2.00 su ogni evento restringe ulteriormente il campo. Chi apre un conto per il bonus più che per il mercato deve farsi due conti prima: sette giorni, multipla da tre eventi, quota totale almeno 10.00.
Domande frequenti sui cartellini
Come faccio a verificare che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?
Aprendo l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, cercando il brand o il dominio e leggendo il numero e la società. Poi confrontando con il numero di concessione che l’operatore espone nelle proprie condizioni. Se compare solo il marchio e non la società, il dato completo è nel documento.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La quota fissata al momento della giocata moltiplica la puntata: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, con 8,50 € di profitto netto. In una multipla le quote delle gambe si moltiplicano fra loro, e due quote da 1,85 diventano 3,4225, quindi 34,23 € su dieci euro giocati.
Come si legge dalle quote il margine che un operatore trattiene?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Due quotazioni identiche a 1,90 danno 1/1,90 + 1/1,90 = 1,0526: il mercato restituisce il 95,0 % del giocato e il margine è il 5,0 % residuo. Con quote più corte il residuo cresce.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, accanto ai limiti di spesa e di tempo su base giornaliera. Un limite ridotto è operativo subito, un aumento dopo sette giorni. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede anche limiti di perdita, avvisi automatici e l’autoesclusione, che passa dal RUA.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: l’imposta unica cade sul concessionario, al 20,5 % sulla raccolta fisica e al 24,5 % su quella a distanza. È una ricostruzione della stampa di settore, quindi conviene consultare un commercialista.
Cosa si rischia su un sito di scommesse senza concessione?
Non si è collegati al RUA, non ci sono obblighi di limiti e l’ADM stessa ricorda che la Legge 401/1989, art. 4, sanziona anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le licenze estere non hanno valore in Italia.
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