Scommesse sul cricket 2026: dodici membri ICC, cinquanta over, nessun pareggio regalato
Un Test match può durare cinque giorni e chiudersi senza un vincitore: il pareggio è un esito regolare, non una casualità. Chi apre una schedina sul cricket lo scopre spesso con i soldi già impegnati. Questa è la ragione per cui conviene leggere prima le regole del formato e solo dopo il palinsesto dell’operatore.

Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Otto dei dieci operatori presenti nella vetrina non nominano il cricket in nessun passaggio dei propri termini o delle schede della propria app. È il fatto più utile di tutta la pagina, e sta in piedi prima di ogni classifica: la disciplina è regolata, la disciplina è viva, e la proposta italiana su di essa è sottile. Chi cerca un mercato profondo sull’India contro l’Australia lo trova altrove, con le conseguenze che un’offerta senza concessione porta con sé.
- Prevenzione e tutela: quando i limiti entrano in funzione, non quando li cercate
- Calendario, formati e tornei: le regole che decidono un mercato prima che apriate la schedina
- Concessione, marchio e sito: chi risponde davvero della scommessa
- Classifica e criteri: dieci concessioni lette su ciò che dichiarano
- Panoramica e meccanismo: che cosa c’è dentro una quota
- Normativa e vigilanza: la concessione, il palinsesto e le conseguenze di sceglierne un’altra
- Perché al momento del clic conta l’ordine delle cose
- Domande frequenti sulle scommesse sul cricket
Prevenzione e tutela: quando i limiti entrano in funzione, non quando li cercate
Il primo pensiero di chi si avvicina al cricket è quasi sempre il calendario. Il secondo, molto meno romantico, riguarda il conto: quanto si deposita, quanto tempo si passa davanti al palinsesto, che cosa succede quando la settimana va male. Conviene partire da qui, non per moralismo ma per una ragione pratica — gli strumenti che contano si impostano una volta, e quasi tutti agiscono dopo, quando modificarli diventa scomodo.

Cosa si sceglie al momento della registrazione
Un conto di gioco italiano richiede l’identificazione completa. Tra gli operatori della vetrina, BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica con documento, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi non passa da SPID ha trenta giorni per completare la validazione: oltre quella soglia il conto viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni sono pochi se la registrazione la fate a ridosso di una serie che vi interessa.
Admiralbet chiede già in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. La struttura di quel limite è la parte da capire bene: una riduzione ha effetto immediato, un aumento aspetta sette giorni. È un meccanismo costruito per rendere facile stringere e lento allargare.
Vale la pena soffermarsi sulla logica, perché non è un dettaglio burocratico. Se il lunedì decidete che il tetto settimanale è troppo basso, il tetto resta quello per un’altra settimana intera. Sette giorni di attesa sono una settimana di partite che passano mentre l’asticella non si muove. Non è un ostacolo casuale: è l’unico modo in cui un limite volontario può servire a qualcosa, visto che un limite che si alza in due minuti non è un limite.
Autoesclusione: il RUA e la sua copertura reale
L’autoesclusione è lo strumento più drastico e il più utile da conoscere prima di averne bisogno. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, oltre alle sale sul territorio. Le condizioni di Admiralbet prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
La copertura è la parte che conta. Un sito senza concessione non è collegato al RUA: chi si è escluso da ogni piattaforma autorizzata resta perfettamente raggiungibile da un marchio .com che accetta giocatori italiani senza titolo. La protezione più forte del sistema si ferma esattamente al confine della legalità, e questo è il tipo di conseguenza che si vede solo dopo.
L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca il resto del pacchetto: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa.
Il tetto di 1.000.000 € merita una riga. È un importo serio per una campagna, ed è anche il segno di una proporzione: la stessa filiera che sostiene quel tetto muove, sull’imposta unica, il 24,5 % di quanto raccoglie a distanza. La tutela è dentro il sistema, non contro di esso.
Sul versante operativo, bet365 elenca tra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia la sua scheda indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è l’unico riferimento della pagina che non riguarda il gioco ma la sua interruzione, e vale più di qualunque tabella.
La distanza tra il limite che firmate e il limite che vi frena
Il punto pratico è questo: il limite di deposito scelto in registrazione è l’unico strumento davvero automatico. Nessun tetto statale in euro sulle puntate sportive è noto; ciò che vincola davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che sceglie lui. Non esiste un tetto che vi salvi contro la vostra stessa mano, e chi pensa il contrario ha frainteso il meccanismo.
Calendario, formati e tornei: le regole che decidono un mercato prima che apriate la schedina
Il cricket non si legge come il calcio. Prima di sapere che cosa offre un operatore bisogna sapere che cosa può succedere in campo, perché in questo sport il regolamento produce direttamente gli esiti che pagate — e ne produce alcuni che nessun altro sport vi prepara a leggere.
I tre formati e la durata che cambia tutto
Una squadra di cricket ha 11 giocatori; i tre formati internazionali sono i Test match, i One Day International (ODI) e il Twenty20 (T20). Da questa riga discendono tre mercati completamente diversi, con tre orizzonti temporali diversi.
Un Test match dura fino a cinque giorni con al massimo quattro inning in totale (massimo due per squadra); sono previsti almeno novanta over al giorno e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. Cinque giorni sono un’eternità per chi scommette dal telefono: una giocata fatta il giovedì può restare aperta fino al lunedì, e in mezzo ci stanno la pioggia, il campo, e il sonno di chi deve alzarsi per andare a lavorare.
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi; se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio (tie). Qui il pareggio non è un esito improbabile e assurdo: è il risultato di una partita arrivata all’ultimo lancio con i punteggi allineati, e va pagato di conseguenza.
Nel Twenty20 ogni squadra batte per un massimo di 20 over (120 lanci regolari), un lanciatore può lanciare al massimo quattro over e un incontro in parità si decide con un super over. Il T20 è il formato breve, quello che entra in una serata, ed è anche quello in cui il regolamento ha già deciso che non esisterà alcun pareggio: se le squadre finiscono in parità si gioca un over supplementare, e le scommesse sul pareggio perdono il senso. Un mercato esistente e un mercato sensato sono due cose diverse.
Dove entra l’acqua e chi decide il bersaglio
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; se si giocano troppi pochi over (di solito 20) l’incontro è dichiarato senza risultato. Quella parentesi è il motivo per cui una schedina può chiudersi senza vincitore né perdente: il metodo ricalcola il bersaglio della squadra che insegue in funzione di over rimasti e wicket persi, e sotto la soglia minima non c’è più nulla da ricalcolare.
Per chi scommette è la fonte di confusione più frequente. Una quota sul 1X2 di un ODI può non essere un pronostico sul risultato del campo ma sul fatto che il campo sia utilizzabile fino in fondo. Chi non conosce il meccanismo legge il mercato come se leggesse una partita di calcio, e sbaglia il metro.
Chi comanda, e che cosa significa per il palinsesto italiano
L’International Cricket Council (ICC) governa il cricket; dodici membri effettivi hanno lo status di Test e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Il calendario internazionale, dunque, non è negoziabile: le finestre delle serie sono decise da un organismo unico, e gli operatori si adattano.
L’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026 (dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka, 20 squadre), battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un torneo di venti squadre su due paesi, in pieno inverno europeo: è il tipo di finestra che un appassionato italiano guarda di notte, e che un operatore può coprire solo se ha deciso di coprire il cricket.
Perché in Italia il cricket arriva corto
Qui l’angolo della questione diventa scomodo. Una disciplina con tre formati regolamentati, un ente mondiale e un mondiale appena concluso dovrebbe avere un mercato ricco. Negli operatori della vetrina non lo ha.
Lottomatica copre la propria sezione sportiva su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Planetwin365 va sui principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — più competizioni come Champions League, Europa League e Conference League e oltre venti tipologie di sport con risultati in diretta. Eurobet costruisce il palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica. NetWin somma calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports. Betfair Sport lavora su mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket.
Nessuno di questi elenchi contiene la parola cricket. Non è una svista di redazione: gli operatori descrivono ciò che vendono, e ciò che vendono è il campionato italiano e le coppe europee. Il cricket, per un bookmaker con concessione che deve comporre un palinsesto approvato da ADM evento per evento, è un costo fisso su un pubblico che in Italia resta piccolo.
Questo cambia il modo in cui si legge la parola «cricket bookmakers» nelle ricerche. Non esiste una categoria separata di bookmaker che fanno cricket per vocazione: esistono operatori generalisti la cui offerta sulla disciplina dipende dal singolo evento e dalla singola finestra di calendario. Il modo serio di verificarlo è aprire il palinsesto della settimana e cercare una serie internazionale per nome.
Concessione, marchio e sito: chi risponde davvero della scommessa
Prima di entrare nella classifica c’è un passaggio che conviene fare una volta sola, perché vale per tutti e dieci. La concessione in Italia non è un bollino appiccicato su un gruppo: è un titolo legato a un singolo sito .it, e la società che lo detiene quasi mai porta il nome del marchio che il giocatore vede.
Le righe cambiano nome molto più di quanto ci si aspetti. Lottomatica è autorizzata con il numero 16010 e il concessionario Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) — la stessa società che firma Goldbet, con il numero 16009, presente in questa vetrina. Betfair Italia S.r.l. è un’altra cosa rispetto a Goldbet; Azzurri Limited risponde sia di StarCasinò, numero 16026, sia di un altro marchio sul mercato italiano. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene il numero 16012 per Eurobet e altri tre siti, tra cui Bwin e Gioco Digitale. Hillside (New Media Malta) Plc è dietro bet365, numero 16030; Netwin Italia S.p.a. dietro NetWin, numero 16035; Pwo S.p.a. dietro Planetwin365, numero 16007; Betflag S.p.a. dietro BetFlag, numero 16008; William Hill Malta Plc dietro William Hill, numero 16044.
| Marchio | Concessione ADM | Concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore |
|---|---|---|---|
| NetWin | 16035 | Netwin Italia S.p.a. | palinsesto su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati 1X2, combo bet e marcatori, live score |
| Lottomatica | 16010 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | sport su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, quote e risultati in tempo reale, streaming per il live |
| bet365 | 16030 | Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; strumenti di gioco responsabile con Telefono Verde 800 55 88 22 |
| Goldbet | 16009 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport; bonus di benvenuto con registrazione dall’app |
| Planetwin365 | 16007 | Pwo S.p.a. | Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions League, Europa League e Conference League; oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | 16028 | Betfair Italia S.r.l. | mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| StarCasinò | 16026 | Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò |
| BetFlag | 16008 | Betflag S.p.a. | apertura conto con SPID e CIE oltre alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni; Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 € |
| Eurobet | 16012 | Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, più eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality) e di politica (elezioni) |
| William Hill | 16044 | William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
Due cose emergono dal prospetto e non sono visibili a colpo d’occhio. La prima: la colonna del concessionario contiene nomi che un giocatore non ha mai visto, e sono quei nomi a stare sui documenti. La seconda: nessuna cella della colonna sui termini nomina il cricket — la disciplina non compare nemmeno una volta.
Il consiglio operativo è banale e vale la pena ripeterlo: il numero da leggere è quello della riga giusta, non quello del marchio. Chi confronta due siti dello stesso gruppo sta confrontando due prodotti dello stesso concessionario, con le stesse regole di fondo e gli stessi obblighi. Chi sceglie un marchio per il nome e non per il numero si affida alla pubblicità, che su questo mercato non può nemmeno rivolgerglisi direttamente.
Classifica e criteri: dieci concessioni lette su ciò che dichiarano
L’ordine che segue non è una graduatoria. È l’elenco dei dieci operatori della vetrina, e i criteri sono due soli, entrambi verificabili: la concessione ADM per il sito .it, letta sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e ciò che le condizioni dell’operatore o la scheda della sua app dichiarano sul palinsesto, sulla struttura della giocata e sui limiti che il giocatore si trova davanti.
Il cricket non è un criterio di selezione perché non lo è per nessuno dei dieci. Vale anche come avvertenza: una classifica costruita su una disciplina che nessuno di questi operatori nomina sarebbe un esercizio retorico, non una comparazione.
Che cosa distingue davvero le dieci righe, allora? La profondità del palinsesto fuori dal calcio, la presenza di un mercato exchange, il tipo di bonus e la sua lavorazione. Su quest’ultimo punto la varietà è più ampia di quanto la parola «benvenuto» faccia pensare, e la sezione che segue al prospetto ne spiega il motivo aritmetico.
NetWin: concessione 16035, un palinsesto costruito sull’ampiezza
NetWin è autorizzata con il numero 16035 e la società Netwin Italia S.p.a. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Undici discipline elencate, un catalogo virtuale che riparte ogni due minuti e un live score integrato.
Il cricket non compare nell’elenco, e la composizione della lista lo spiega meglio di qualunque commento: la quota di sport non-calcio è alta, ma è fatta di discipline con pubblico italiano — pallavolo, motociclismo, basket — non di discipline con pubblico altrove. Due minuti di cadenza sugli eventi virtuali dicono anche a chi è destinata la sezione: chi gioca spesso e in fretta, non chi aspetta una serie internazionale che comincia alle quattro del mattino.
Verdetto: la struttura premia chi vuole variare senza uscire dal proprio fuso orario, e quel pubblico qui trova più di quanto il calcio da solo offra; sul cricket la risposta è la stessa degli altri, cioè nessuna, e chi cerca il T20 indiano lo scoprirà scorrendo il palinsesto, non leggendo la descrizione dell’app.
Lottomatica: concessione 16010, il marchio sportivo dello stesso concessionario di Goldbet
Lottomatica opera con il numero 16010 sotto Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), la stessa società che detiene la concessione 16009 di Goldbet. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La convergenza societaria è il dato più rilevante della riga: due marchi distinti, un solo concessionario, e quindi lo stesso interlocutore formale per le questioni che contano — identificazione del conto, gestione dei prelievi, applicazione dei limiti. Chi apre entrambi i conti crede di distribuire il rischio su due operatori e in realtà lo concentra su un’identità giuridica sola.
Verdetto: lo streaming sul live è ciò che rende la piattaforma utilizzabile per chi vuole seguire la partita mentre gioca, e su un mercato italiano questa è ormai l’aspettativa minima; per chi si preoccupa di diversificare, il numero di concessione dice chiaramente che qui non si diversifica nulla.
bet365: concessione 16030, il partner UEFA e l’unico servizio di ascolto nominato
bet365 è autorizzata con il numero 16030 sotto Hillside (New Media Malta) Plc. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Tra gli strumenti di gioco responsabile la sua scheda elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
L’accordo con la UEFA è la parte che sposta il peso anche fuori dal calcio di club: ippica, freccette e boxe sono nicchie con volumi reali, e sono il motivo per cui la profondità di questa piattaforma non dipende dal campionato italiano. Il cricket, anche qui, non appare.
Verdetto: la larghezza su sport che gli altri trattano di sfuggita e la presenza di un canale di ascolto nominato nella scheda la collocano tra le opzioni più solide della vetrina, e per un giocatore che alterna ippica e freccette al calcio è probabilmente la prima da aprire.
Goldbet: concessione 16009, il marchio sportivo dello stesso concessionario di Lottomatica
Goldbet porta il numero 16009 e la società Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), già incontrata sulla riga di Lottomatica. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
La struttura della giocata è la parte più informat#iva della riga: singola, multipla e sistema sono tre rapporti diversi tra rischio e vincita, e il sistema è quello che molti giocatori capiscono meno. Le cinque tipologie dichiarate non dicono nulla sulla profondità del palinsesto, ma dicono molto su come l’operatore immagina il proprio utente — uno che compone, non uno che punta un evento singolo.
Verdetto: la coppia singola/sistema e la varietà delle modalità di gioco sono il vero contenuto di questa riga, e chi non ha mai provato un sistema ha qui il modo di capire che cosa sia senza aprire un secondo conto; sulla disciplina che interessa questa pagina, però, vale la stessa assenza di Lottomatica.
Planetwin365: concessione 16007, oltre venti discipline e risultati in diretta
Planetwin365 è autorizzata con il numero 16007 sotto Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta.
È la riga con il catalogo più esplicitamente ampio della vetrina: sette competizioni di calcio nominate una per una e un tetto dichiarato di oltre venti discipline. Il punto è che l’ampiezza è un elenco di partenza, non una garanzia: su un palinsesto approvato evento per evento, la disciplina numero diciannove può ricevere copertura in una settimana e nessuna in quella successiva.
Verdetto: per chi usa il calcio come base e vuole la possibilità di uscirne senza cambiare sito, questa è la riga più comoda del prospetto; chi interpreta le «oltre venti tipologie» come una promessa sul cricket si sta leggendo un elenco come se fosse un contratto.
Betfair: concessione 16028, l’unico mercato exchange della vetrina
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione 16028. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Nella lista di autorizzati al gioco a distanza questa è l’unica riga della vetrina associata al betting exchange, il gioco previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024, in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La differenza non è tecnica ma economica: in un exchange non c’è un margine incorporato dalla casa, c’è una commissione sulle vincite, e il prezzo lo fa la controparte. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario.
Il registro di ADM non distingue i giochi, quindi essere su quella lista non dimostra da solo che un marchio offra l’exchange: lo dimostra la sua piattaforma. Anche la commissione praticata oggi è una materia da leggere nei termini, non da dedurre.
Verdetto: per chi ha già un’idea precisa del prezzo a cui vuole entrare, la struttura a commissione invece che a margine è un vantaggio reale e non retorico; per chi cerca un palinsesto da scorrere la sera, un libro di offerte in cui si può anche fare il banco è una complicazione che non ripaga.
StarCasinò: concessione 16026, il casinò che tiene aperta anche la porta dello sport
StarCasinò opera con il numero 16026 sotto Azzurri Limited, la stessa società che risponde di un altro marchio presente sul mercato italiano. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La descrizione dice esattamente ciò che è: un prodotto nato sul casinò a cui è stata aggiunta una sezione sportiva. Non c’è niente di scorretto, ma il baricentro è dichiarato, e su questo baricentro la disciplina di nicchia riceve il trattamento che ricevono le cose aggiunte.
Verdetto: il valore della riga sta nella coincidenza dei marchi, non nell’ampiezza sportiva: chi arriva dal casinò ha un solo conto e una sola identificazione da gestire, chi arriva dallo sport trova una sezione corretta e non un palinsesto su misura.
BetFlag: concessione 16008, l’identificazione più tracciata e il bonus più grande
Betflag S.p.a. detiene la concessione 16008. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Le due informazioni vanno lette insieme, perché si contraddicono in modo interessante. Da un lato l’identificazione più tracciata della vetrina; dall’altro il bonus dal tetto più alto, con un’accoglienza che fa leva sull’entità del deposito iniziale. Un tetto di 5.000 € è una cifra che dice anche quanto l’operatore si aspetti che il nuovo conto depositi per sbloccarlo — e il deposito è, come sempre, denaro del giocatore.
Ammettiamolo: «100 %» è la formula più ripetuta del settore e la meno informativa di tutte, perché descrive la proporzione e tace sulla condizione.
Verdetto: l’apertura del conto tramite SPID o CIE è il vantaggio concreto della riga, perché elimina la finestra dei trenta giorni e i prelievi bloccati che ne derivano; il tetto del bonus va invece letto come una misura dell’esposizione richiesta, non come un premio.
Eurobet: concessione 16012, dal volley alle elezioni
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione 16012. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Le elezioni sono la voce che rende questa riga diversa da tutte le altre, e non solo per la curiosità. Un mercato su un evento politico è l’esempio più chiaro di quanto la definizione di «evento sportivo» nel palinsesto sia ampia e amministrata: ciò che compare non è ciò che il mondo produce, è ciò che il concessionario ha preparato e ADM ha approvato, voce per voce.
Verdetto: il pallavolo e il rugby allargano l’offerta oltre ciò che gli altri dichiarano, e sono la ragione per cui questa piattaforma vale un’occhiata; la disciplina di questa pagina non è nell’elenco, e la lista di sport non-calcio qui presente non è più vicina al cricket di quanto lo sia quella di NetWin.
William Hill: concessione 16044, la freebet che si guadagna giocando
William Hill Malta Plc detiene la concessione 16044. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
La struttura è diversa da tutte le altre della vetrina e va capita: non è un bonus erogato all’apertura del conto, è un premio ricorrente legato a un comportamento ripetuto. La quota totale minima di 10.0 su almeno cinque eventi è la condizione che pesa: una multipla a quel livello è composta da selezioni il cui esito congiunto è raro, e il valore atteso di quel tipo di giocata è la ragione per cui il premio esiste.
Verdetto: per chi gioca comunque multiple lunghe ogni settimana, un premio ricorrente che non richiede work alternativo è il bonus meglio progettato dell’elenco; per chi punta singole, la soglia di 10.0 di quota totale è un invito ad allontanarsi dal proprio modo di giocare — e questo è il costo nascosto del club.
Panoramica e meccanismo: che cosa c’è dentro una quota
La quota è un numero che contiene due cose insieme: la probabilità che l’operatore attribuisce a un esito e il proprio compenso. Separarle è la differenza tra leggere un prezzo e saperlo valutare, e su un mercato a due esiti la separazione si fa a mente.
La formula del payout e la forchetta del margine
Su un mercato a due esiti con entrambe le selezioni offerte a 1,90 la somma dei reciproci è 1/1,90 + 1/1,90, cioè 1,0526 circa; il margine è 1 meno quel valore, quindi attorno al 5,3 %. La cifra non è una legge di mercato, è una fotografia: su una partita di cartello con liquidità alta il margine può scendere verso il 2-3 %, su un mercato di nicchia con poche puntate può superare il 7 %, e il cricket, in Italia, sta dalla parte scomoda della forchetta. Il condizionamento è sempre lo stesso: che le due selezioni siano davvero offerte entrambe a 1,90 e che i due esiti siano gli unici.
Vale la pena leggere quel 5,3 % per ciò che è. Su 100 € distribuiti in modo proporzionale ai due esiti, il mercato ne restituisce circa 95 € e ne trattiene circa 5 €: non c’è un momento della giornata in cui l’operatore incassa, ma il margine è incorporato in entrambe le selezioni e agisce su ogni puntata. La quota è già pagata. Il resto della schedina si gioca su un tavolo leggermente inclinato, e l’inclinazione è il prezzo dell’offerta.
Nel cricket la questione si complica per due ragioni note. La prima è che il pareggio esiste e va pagato, quindi il mercato a due esiti non è il modello naturale: sugli ODI e sui Test il 1X2 a tre esiti distribuisce la stessa trattenuta su tre selezioni. La seconda è che il metodo Duckworth-Lewis-Stern può ridefinire il bersaglio a partita in corso, e un’offerta costruita su un bersaglio che cambia non è la stessa cosa di un’offerta costruita su un punteggio finale fisso.
Dal prezzo al rendimento: due modi di leggere la stessa partita
La differenza tra margine e resa si vede meglio su una puntata singola che su una tabella. Chi mette 10 € su una selezione a 1,90 e vince riceve 19 €, dei quali 9 € sono profitto. Chi mette 10 € su una selezione a 3,40 e vince riceve 34 €, dei quali 24 € sono profitto. La prima schedina ha una probabilità implicita alta, la seconda bassa, e il margine è dentro entrambi i prezzi.
Il punto che sfugge spesso: la quota non dice nulla su quanto sia probabile quell’esito nella realtà. È il prezzo al quale il bookmaker è disposto a vendere quella probabilità, e comprende la sua trattenuta. Chi confronta due operatori sullo stesso evento sta confrontando due prezzi dello stesso rischio: la selezione che paga di più è quella su cui la casa trattiene di meno, e su un mercato a bassa liquidità la differenza tra i due prezzi può valere più di qualunque bonus.
Dove il margine mangia il bonus: una lettura con i numeri
Prendiamo il bonus di benvenuto di BetFlag, il 100 % del primo deposito accreditato su saldo fino a 5.000 €. Un lettore attento nota subito una cosa: da nessuna parte della scheda compaiono requisiti di puntata, e senza un requisito dichiarato il costo di lavorazione non è calcolabile. Non è un elogio del bonus, è l’assenza di un dato che servirebbe a valutarlo.
Con il bonus di benvenuto di Sisal si può fare un conto, perché il meccanismo è noto: serve un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Mettiamo un bonus da 100 €, un fattore di rigioco 5 e una puntata da 10 € per volta: il volume richiesto è di 500 €, distribuito su cinquanta puntate da 10 €. Con l’ipotesi che solo l’importo del bonus venga rigiocato, e applicando un margine del 5 % al volume, il costo atteso è di circa 25 €. È una stima media su molte giocate, non un esito: la singola serie può chiudersi in attivo, e il margine è il prezzo della possibilità.
Il fattore cinque non è un dato di Sisal: è l’esempio con cui si mostra come il costo si muova. Con un fattore 3 il volume scende a 300 € e il costo atteso a circa 15 €; con un fattore 10 sale a 1.000 € e a circa 50 €, cioè metà del bonus. Da qui la conclusione che vale su tutta la vetrina: il fattore di rigioco, non l’importo in cifre grandi, è la cosa da leggere per prima. Un bonus da 500 € con fattore 10 costa molto più di un bonus da 100 € con fattore 3, e il primo è quello che la pubblicità mette in vetrina.
Su una freebet il conto si fa in un altro modo, e la differenza è sostanziale: in una freebet la puntata non viene restituita con la vincita. Una freebet di 10 € giocata a quota 2,00 non restituisce 20 €, ma 10 € — la quota meno uno moltiplicata per l’importo. È il motivo per cui una freebet «da 10 €» vale meno di dieci euro di saldo, e su una quota alta vale più di quanto valga su una quota bassa.
Il costo che si vede solo dopo
Messi uno accanto all’altro, i tre meccanismi raccontano la stessa cosa: il margine agisce su ogni puntata, il requisito di rigioco agisce sul bonus, la puntata minima agisce sulla possibilità di partecipare. Nessuno dei tre compare nella frase con cui un’offerta viene annunciata, e i tre insieme spiegano perché un bonus dal tetto alto e un bonus dal tetto basso possono costare uguale.
Normativa e vigilanza: la concessione, il palinsesto e le conseguenze di sceglierne un’altra
In Italia l’offerta di gioco ai giocatori presenti sul territorio richiede una concessione. Non è un requisito di qualità né un riconoscimento: è un titolo, e senza di esso l’attività è illecita. Capire come si legge e che cosa copre è più utile di qualunque elenco di marchi.

Come si verifica una concessione, e che cosa la lista non dice
Il regolatore è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» perché il mercato continua a dire AAMS. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte.
La verifica è alla portata di chiunque e richiede un solo strumento: l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», pubblicato da ADM. La lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito e non per azienda, e una stessa società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Il limite dello strumento va detto chiaramente, perché è il punto in cui le comparazioni sbagliano: la lista non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Stare sull’elenco non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito dell’operatore con il suo palinsesto. E la presenza in una classifica non è una concessione.
Su 52 righe verificate, quattro marchi molto noti in Italia non compaiono: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra i 52 codici alla data del 25 ottobre 2026. Per chi li incontra in una ricerca mentre cerca cricket, è l’informazione più pratica di questa sezione.
Il palinsesto: perché il cricket c’è o non c’è
Il palinsesto è definito dall’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024: è il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere accettata solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore.
Questo spiega meccanicamente l’assenza del cricket dalle schede degli operatori. Non è un giudizio commerciale lasciato al singolo bookmaker: è un catalogo approvato voce per voce, e una disciplina che non entra nel catalogo semplicemente non esiste per quel sito, per quanto famosa sia nel mondo.
Il comma 1 dell’art. 6 elenca i giochi offeribili a distanza con una concessione: a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; b) totalizzatori sportivi e ippici; c) ippica nazionale; d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; e) scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); f) bingo. Il comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (comma 5), mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Nove anni senza rinnovo sono un orizzonte lungo per chi deve ammortizzare un investimento da 7 milioni, e spiegano perché i concessionari costruiscano l’offerta intorno a ciò che rende — il calcio — e non intorno a ciò che sarebbe bello avere.
La distinzione tra quota fissa e totalizzatore è la seconda cosa da capire. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale; la legge prevede anche il totalizzatore, in cui il premio dipende dal monte puntate e non da un prezzo fissato in anticipo. Se qualche marchio online offra totalizzatori sportivi è materia che non risulta.
Le corse dei cavalli, poi, sono due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c); art. 2, lett. h): vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) richiedono una concessione propria. Anche qui, se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è materia che non risulta.
Sugli eventi simulati la norma è esplicita: l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e altri simulati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e NetWin dichiara centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti.
Sul live, infine, va detta una cosa semplice: è offerto da tutti i grandi operatori, ma le regole di ADM su mercati live, ritardi ed eventi non risultano qui, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili. Il contrasto con il pre-match è netto: nel pre-match la concessione definisce un catalogo approvato, nel live il catalogo si muove dentro un perimetro che il giocatore non vede.
Tassazione: chi paga, e che cosa cambia per il giocatore
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non risulta.
La conseguenza per il giocatore è la parte che interessa davvero, ed è una buona notizia con una riserva: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. La riserva è che si tratta di una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria; chi ha una posizione fiscale articolata fa bene a consultare un commercialista.
Sui siti senza concessione la musica cambia e cambia in peggio. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va assunta per ciò che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il punto da portarsi via è il rovescio di quel ragionamento: un sito .com senza concessione non trattiene nulla, e per questo la somma che il giocatore riceve è lorda e sua, nella dichiarazione. La comodità del prelievo alla fonte non esiste fuori dal perimetro autorizzato.
Pubblicità, bonus e ciò che il divieto non vieta
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita così il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
L’applicazione spetta ad AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può attirare misure di AGCOM sui mezzi.
Sul fronte sanzionatorio la cronaca recente è più interessante del testo. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: del suo esito non risulta nulla, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Una precisazione che vale per questa pagina in modo diretto: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto di legge agli importi dei bonus né ai requisiti di puntata, quindi cifre, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Ecco perché i «100 %» e i «fino a 5.000 €» sono dichiarazioni commerciali da leggere con la calcolatrice in mano, non massimali normativi.
Quando la concessione manca: il DNS, il reindirizzamento e la Legge 401
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco agisce a livello di DNS e alcuni fornitori restano indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati».
C’è poi il lato che riguarda il giocatore direttamente, e non ammette interpretazioni. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM lo riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. È la regola lato giocatore nella formulazione di ADM stesso; l’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano. L’art. 4, comma 4-bis punisce per gli operatori la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Messo accanto agli strumenti, il quadro è coerente: la concessione porta il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite e un foro italiano; un marchio .com non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stesso lo descrive, espone il giocatore a una sanzione penale. Le licenze estere esistono e compaiono nei risultati di ricerca, ma in Italia non hanno alcuno standing. Un’offerta che promette quote migliori sul cricket va pesata contro questa riga, non contro le altre offerte.
Perché al momento del clic conta l’ordine delle cose
Chi arriva qui cercando dove giocare il T20 ha in mano una risposta scomoda e un metodo. La risposta: tra i dieci operatori della vetrina nessuno nomina il cricket, e una ricerca su «migliori siti scommesse cricket» in Italia non trova un catalogo dedicato perché un catalogo dedicato, su un palinsesto approvato evento per evento, non esiste.
Il metodo è una sequenza. Prima si sceglie il formato e si legge il regolamento che lo governa — cinque giorni e quattro inning in un Test, cinquanta over in un ODI, venti over e super over in un T20, il metodo Duckworth-Lewis-Stern quando piove. Poi si verifica la concessione: il numero e la società sull’elenco ADM, sapendo che quella lista non ha una colonna per i giochi e che starci dentro non promette scommesse sportive. Ultimo, si guarda il prezzo: il margine, la forchetta tra un mercato liquido e un mercato di nicchia, il fattore di rigioco di un bonus, il fatto che la puntata di una freebet non torna con la vincita.
La conseguenza da portarsi a casa è questa. Un’offerta sul cricket che arriva da un dominio senza concessione è conveniente solo finché non succede niente: nessun RUA, nessuna vigilanza, nessun foro, e una vincita che si dichiara. Sul versante autorizzato, il cricket resta una scelta dell’operatore più che del marchio, e il modo per verificarlo è uno solo, ripetibile ogni settimana: aprire il palinsesto e cercare per nome la serie che interessa.
Domande frequenti sulle scommesse sul cricket
Su quali eventi si può scommettere presso un concessionario ADM?
Solo sugli eventi del palinsesto approvato da ADM, definito dall’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e autorizzato dall’Agenzia, che aggiunge gli eventi uno per uno. Un incontro assente dal palinsesto non è scommettibile, indipendentemente da quanto sia seguito nel mondo.
Come si accerta che un operatore abbia davvero la concessione?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM: la lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Il titolo è per sito, non per azienda, e la lista non indica i giochi offerti: per sapere se il marchio accetta scommesse sportive serve il suo palinsesto.
Da puntata e quota, come si calcola la vincita?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a 1,90 restituiscono 19 €, cioè 9 € di profitto. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo. Attenzione alla freebet: la puntata non viene restituita con la vincita, quindi una freebet da 10 € a 2,00 rende 10 €.
Come si riconosce dalle quote il margine che il bookmaker trattiene?
Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si sottrae il risultato da 1. Con due esiti a 1,90 la somma dei reciproci è circa 1,0526 e il margine circa il 5,3 %. La cifra non è fissa: su un mercato molto liquido può scendere verso il 2-3 %, su un mercato di nicchia superare il 7 %.
Le vincite sulle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono «tassate alla fonte»: l’imposta unica, 24,5 % sulla raccolta a distanza calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, cade sul concessionario e il giocatore riceve la somma netta senza dichiararla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore: per una posizione fiscale complessa, consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione?
A registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; Admiralbet chiede anche un tetto a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. Non risulta un tetto statale in euro sulle puntate sportive: i vincoli reali sono gli autolimiti e il RUA.
Scritto dal team di «Previsionisulcampo».