Siti di scommesse stranieri 2026: la concessione ADM è il vero prezzo del biglietto

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

La prima cosa che un lettore cerca quando digita «siti di scommesse stranieri» è un modo per giocare dove le regole sembrano più larghe. La seconda, spesso, è un bonus che altrove non trova. Nessuna delle due ricerche porta dove sembra: un bookmaker che accetta giocatori italiani senza concessione ADM non è più libero, è semplicemente fuori dal perimetro in cui qualcuno risponde di quello che succede sul conto. La concessione non è un bollino da collezione. È il documento che decide chi, come e per quanto può prendere le giocate in Italia, e soprattutto chi si fa carico delle conseguenze quando qualcosa va storto.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Il quadro è cambiato da poco, e in modo sostanziale. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riordinato il settore dei giochi pubblici a distanza: le licenze italiane non sono più autorizzazioni aperte, ma concessioni assegnate per gara pubblica, e la gara di settembre 2025 ha distribuito 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni. Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi è rimasto fuori da quella gara non è un concorrente con regole diverse: è un soggetto che da un certo giorno non può più raccogliere giocate in Italia.

Verificato contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, in data 30 Ottobre 2026.

Indice dei contenuti
  1. Cosa vuol dire davvero «scommesse straniere»: il meccanismo
  2. Cosa si paga per giocare senza concessione ADM
  3. La normativa che decide chi può accettare le giocate in Italia
  4. Limiti, identità e RUA: dove la concessione si sente sul conto
  5. Prevenzione e tutela: cosa esiste quando il conto è in concessione
  6. Ricariche, pagamenti e prelievi: chi tocca il denaro
  7. Tasse: chi paga l’imposta e chi dichiara
  8. Tassazione e costo reale di una giocata: il conto che nessuno fa
  9. Bonus e requisiti di puntata: cosa chiede un’offerta di benvenuto
  10. Valutazione e criteri: come si guarda un bookmaker per davvero
  11. I dieci concessionari a confronto
  12. Sisal: il marchio che si è costruito attorno al live
  13. Lottomatica: copertura larga e visione in tempo reale
  14. NetWin: un bonus alto che vive di condizioni
  15. Eurobet: il palinsesto più ampio della lista
  16. BetFlag: conto e identità prima di tutto
  17. Betsson: quantità di eventi e varietà di mercati
  18. William Hill: due strade per il bonus di benvenuto
  19. StarCasinò: la scommessa dentro un prodotto da casinò
  20. bet365: il catalogo internazionale e il suo contesto
  21. Planetwin365: ampiezza di campionati e risultati in diretta
  22. Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri
  23. Cosa resta in mano dopo il confronto

Cosa vuol dire davvero «scommesse straniere»: il meccanismo

La parola «straniero» copre due cose che il mercato tratta come una sola e che non lo sono. La prima è un operatore con sede all’estero e concessione italiana: la società può essere maltese, ma il sito su cui si gioca è un dominio .it con un codice di concessione, e sotto quel sito risponde il diritto italiano. La seconda è un operatore che accetta giocatori italiani da una piattaforma .com con una licenza rilasciata altrove — Curaçao, Malta, Anjouan. Il profilo è completamente diverso, e la confusione fra i due è esattamente ciò su cui conta chi propone il secondo spacciandolo per il primo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

La concessione italiana è legata a un singolo sito, non a un’azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, è la concessionaria di Eurobet, ma la stessa società compare dietro Bwin e Gioco Digitale: un’impresa, più concessioni, più domini, ognuno con la sua. Nel mercato questo passaggio viene saltato via, e la conseguenza pratica è che «questo operatore ha la licenza» non dice nulla sul sito che si sta per aprire in una scheda del browser.

C’è poi un dettaglio che nessuna pagina promozionale mette in evidenza. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Non ha una colonna per i giochi. Una concessione può coprire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione: la presenza del nome nella lista non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il palinsesto che espone. Per il giocatore la differenza è concreta: sta cercando un bookmaker, non un concessionario, e sono due cose che coincidono solo se il palinsesto c’è.

Vale anche la pena dire cosa l’elenco non è. Non è l’intero mercato: altri concessionari esistono oltre a quelli trattati qui, e un marchio che non compare in questa pagina non è per questo privo di concessione. Ma il ragionamento inverso tiene, ed è quello che conta: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Un nome che si vede ovunque nelle classifiche di ricerca e che non sta su quell’elenco è un’offerta senza concessione, per quanto ben pubblicizzata.

Dal dominio all’oscuramento: la sequenza dei fatti

Un sito senza concessione non è semplicemente «non consigliato». È un bersaglio. L’ADM blocca dal 2007 i siti privi delle autorizzazioni previste, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione non è una moral suasion: si appoggia all’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Sul piano pratico il conteggio è la parte meno rassicurante. Un provvedimento del 2025, come riportato dalla stampa di settore, ha portato il totale a 11.481 domini inibiti; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. La parola che il settore usa per il risultato è «oscurati», e descrive bene l’esperienza: il dominio smette di rispondere, e chi lo cercava si trova davanti a una pagina di avviso.

Il meccanismo tecnico è in transizione proprio in questi mesi. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione: un lettore può ancora incrociare l’uno o l’altro. L’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026.

C’è un punto che il racconto comune sbaglia, e vale la pena metterlo diritto. Il blocco agisce a livello DNS, e alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri ad applicare gli aggiornamenti. Da qui nasce l’impressione che «tanto il sito funziona»: i mirror ricompaiono nel giro di ore, con indirizzi nuovi, e chi ha salvato un link in un preferito lo ritrova attivo la mattina dopo. Ma un sito che riappare sotto un altro nome non è un sito che ha vinto la partita. È un sito che si è spostato, e ogni spostamento porta con sé un saldo, uno storico di giocate e un eventuale prelievo in sospeso su una piattaforma che nessuno ha autorizzato.

Perché il bonus senza deposito è il gancio, non il regalo

Nelle ricerche che portano a questa pagina ricorrono sempre le stesse quattro varianti: bonus scommesse senza deposito siti stranieri, bonus scommesse siti stranieri, bonus senza deposito scommesse stranieri, bonus siti scommesse stranieri. È una domanda legittima — un bonus senza deposito è l’unico modo di provare una piattaforma senza mettere mano al portafoglio — ed è anche il gancio più efficace che un’offerta fuori concessione abbia a disposizione.

La ragione per cui funziona è psicologica, non economica. Un bonus di benvenuto su un operatore con concessione ADM è regolato da condizioni che l’operatore scrive nei propri termini, e che il giocatore può leggere, contestare e — se serve — portare davanti a un’autorità italiana. La stessa promessa fatta da un sito privo di concessione non ha nessuno a valle: non c’è un’autorità che ne risponde, non c’è un registro su cui appoggiarsi, non c’è un foro italiano competente. Il «senza deposito» è la parte visibile. La parte che manca è tutto il resto.

Va detto con precisione, perché la confusione qui è frequente: la legge italiana vieta la pubblicità ai giochi e alle scommesse con vincite in denaro, non l’esistenza di un bonus. Un bonus di benvenuto può esistere. Ciò che non si può fare è pubblicizzarlo, e in effetti nessuno degli operatori trattati in questa pagina lo spinge con una campagna. Quando un bonus viene invece reclamizzato in modo aggressivo, è quasi sempre segno che quel soggetto opera da una giurisdizione in cui la regola italiana sulla pubblicità non lo tocca — perché non lo tocca nemmeno la concessione.

Cosa si paga per giocare senza concessione ADM

Qui si arriva al punto che dà il titolo alla pagina, e conviene affrontarlo togliendo di mezzo una tentazione: immaginare un semplice «rischio». Non si tratta di un rischio indeterminato. Si tratta di una serie di costi specifici, alcuni monetari, alcuni di tutela, uno penale, che il giocatore si assume personalmente nel momento in cui versa su una piattaforma senza concessione.

L’inquadramento generale è netto. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore della disposizione risulta non confermata, e questo è un dettaglio che vale la pena tenere a mente, perché significa che il canale dei pagamenti è un fronte aperto e non un muro già alzato. Nel frattempo ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legata ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche.

Poi c’è il fronte dell’offerta. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa ha ribadito il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero». La stessa comunicazione aggiunge la parte che nessun sito estero mette in vetrina: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non sono noti. Che non si conoscano casi non è una assoluzione: è l’assenza di un dato, e l’effetto pratico di una norma penale sta tutto nella sua formulazione.

Sul versante dell’offerta il quadro si completa. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 € a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. È una cifra che non colpisce il giocatore, ma spiega la traiettoria del fenomeno: quando il costo di lasciar passare un pagamento supera quello di bloccarlo, il blocco arriva. Un conto aperto su una piattaforma fuori perimetro vive quindi in una finestra che si restringe.

Per gli operatori la presa è ancora più ampia. L’articolo 4, comma 4-bis, della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le scommesse vengono accettate all’estero. La formula chiude la scappatoia più ovvia — «la giocata la prende la società straniera» — e chiarisce che quello che conta è dove il giocatore si trova, non dove sta il server.

La pubblicità illegale e chi la veicola

C’è un passaggio intermedio che riguarda i media, e che vale come indicatore di quanto il tema sia presidiato. L’ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La comunicazione dell’ADM del 28 febbraio 2024 è intitolata proprio così: pubblicizzare siti di gioco illegale è reato.

Il lettore che arriva su una pagina di questo tipo da un banner, una sponsorizzazione o un video dovrebbe leggere quel banner come un’informazione su chi lo ha pagato. Nessun soggetto con concessione italiana può comprare quello spazio per una campagna di scommesse: il divieto glielo impedisce. Chi lo compra, quindi, sta dicendo qualcosa di sé anche quando non lo dice a parole.

Cosa si compra con la concessione

Per capire cosa manca dall’altra parte conviene guardare cosa c’è da questa. Una concessione italiana porta con sé quattro cose che il giocatore non vede e che contano nel momento in cui qualcosa va male.

La prima è la vigilanza dell’ADM su un soggetto identificato, con un codice e una società scritti nei termini dell’operatore. La seconda è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: un’autoesclusione registrata lì blocca tutte le piattaforme autorizzate, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. La terza sono gli strumenti di limite che il giocatore sceglie in registrazione. La quarta è un foro italiano: se il conto viene gestito in modo che si ritiene scorretto, esiste un’autorità davanti a cui discuterne.

Il paragone onesto sta in una riga: una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza dell’ADM, strumenti obbligatori di limite e una sede legale italiana; un marchio .com senza licenza non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma l’ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Non è una differenza di comodità. È la differenza fra avere un interlocutore e non averlo.

La normativa che decide chi può accettare le giocate in Italia

Il riferimento da cui parte tutto è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Prima di quel testo il mercato parlava di «AAMS»; l’autorità è oggi l’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e la formula che si incontra ancora sulle pagine del settore è «ADM (ex AAMS)».

L’aspetto che cambia il calcolo per chi cerca un sito straniero è la natura della licenza. Non è un’autorizzazione aperta: è una concessione assegnata per gara pubblica, senza rinnovo automatico. L’articolo 6, comma 3, stabilisce che i vincitori della gara possono gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni; i requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando, ai sensi dell’articolo 6, comma 5. Le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come prevedono l’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3. È una struttura pensata per dare stabilità a chi entra: niente revisioni a metà strada, niente sorprese sul prelievo.

Poi c’è il catalogo dei giochi. L’articolo 6, comma 1 elenca ciò che può essere offerto a distanza in regime di concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; alla lettera f) il bingo.

Un concessionario può detenere il diritto su alcune di queste voci e non su altre, in qualsiasi combinazione. Ed è qui che il catalogo smette di essere un elenco tecnico e diventa un’informazione utile al giocatore: la concessione non garantisce che il mercato che interessa sia disponibile su quel sito. Lo garantisce il palinsesto.

Il palinsesto è approvato evento per evento

L’articolo 2, lettera s), definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. La conseguenza è precisa: si può prendere una giocata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e l’ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Nel settembre 2026, come riporta la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.

Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di un singolo operatore non è un dato unico: è quello che l’operatore espone. Per il giocatore significa che il confronto va fatto sulle competizioni che gli interessano e non su un numero complessivo di eventi.

Due categorie meritano una riga a parte perché vengono spesso trattate come un’unica cosa. Gli eventi simulati sono definiti dall’articolo 2, lettera v): sport simulati al computer, corse di cavalli e altri eventi mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive, e le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori li espongono. L’ippica è invece due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, rientrano nell’articolo 6, comma 1, lettera a); i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, definiti dall’articolo 2, lettera h) come giocate di tipo totalizzatore — richiedono una concessione propria. Se un marchio online tratti oggi i totalizzatori di ippica nazionale è un dato che non risulta.

Sul resto del perimetro: il live è offerto da tutti i grandi operatori, ma le regole ADM sui mercati in diretta, sui ritardi e sugli eventi non sono un dato noto, e non esiste qui un elenco di mercati live. L’exchange è ammesso come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair — descritto come il primo operatore con concessione 16028 — è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. Gli esport non hanno una risposta definitiva: se il palinsesto li includa è un dato che manca.

Un’ultima cosa che conviene dire perché molti la cercano: non esiste un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Limiti, identità e RUA: dove la concessione si sente sul conto

Un operatore con concessione italiana è tenuto a costruire il conto attorno a una serie di adempimenti, e questi adempimenti si traducono in vincoli concreti per chi gioca. È il capitolo in cui l’angolo del costo si vede meglio, perché quasi ogni obbligo ha un rovescio fatto di tempo, documenti o attese.

Si parte dai diciotto anni. L’articolo 3, comma 1, lettera a) nomina la «tutela dei minori di età» come principio; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e la formula compare anche nelle procedure di apertura conto degli operatori, non solo nei testi normativi.

Poi l’identificazione, che è la parte che i giocatori percepiscono di più. Un conto di gioco richiede un’identificazione piena. Il ventaglio che gli operatori offrono comprende la registrazione con modulo e copia di un documento e la registrazione con SPID; Goldbet permette anche la CIE attraverso un fornitore SPID. Per dare un esempio concreto di come si presenta: per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Admiralbet chiede la registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure lo SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.

Il costo sta nelle pieghe. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano molti finché non si considera che stiamo parlando di un conto aperto per una partita di domenica, con i documenti ancora nella borsa. Lo SPID elimina il problema: importa i dati e chiude la pratica in un passaggio.

Il limite di deposito si sceglie, non si subisce

Qui c’è l’unico vincolo di questa pagina che il giocatore si impone da sé, e per questo vale la pena rendersi conto di quanto sia effettivamente vincolante. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede, alla lettera a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lettera b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; alla lettera c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lettera e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già alla firma. La meccanica del cambiamento è la parte da ricordare: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. Admiralbet spiega la stessa asimmetria nella propria procedura, dove in registrazione si impostano un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con il limite ridotto efficace subito e quello aumentato dopo 7 giorni.

Sette giorni sembrano un’inezia. Sono il tempo in cui una decisione presa di venerdì notte non si può finanziare lunedì, e questa è precisamente la funzione: il ritardo è il prodotto, non un difetto del prodotto. La cifra che l’ADM fissa nel bando come limite di deposito non è nota, e non è un dato che serva al giocatore: quello che conta è il limite che lui stesso sceglie, perché è quello che il sistema applica.

Il RUA e la sua asimmetria

Il Registro Unico degli Autoesclusi è il pezzo più sottovalutato della questione e quello che decide il titolo di questa sezione. Un’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme autorizzate, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Una richiesta chiude tutte le porte contemporaneamente, che è esattamente il risultato che serve.

I termini degli operatori mostrano come la misura si articola nella pratica, e qui le date contano. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La forbice si è allargata in entrambe le direzioni: chi ha bisogno di una pausa breve ora la trova, e chi ha bisogno di una pausa lunga non è più costretto a scegliere fra novanta giorni e l’eternità. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026; periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina ADM riportano.

Il lato che nessuno mette in evidenza è che i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apra un conto fuori perimetro non è protetto lì: non esiste un meccanismo che glielo impedisca, e non esiste un registro che lo intercetti. È la stessa asimmetria vista prima, applicata al momento in cui più serve — quando la persona ha già deciso di non voler giocare. Un limite che si applica ovunque è una cosa; un limite che si applica solo dove conviene al gestore è un’altra.

Prevenzione e tutela: cosa esiste quando il conto è in concessione

Gli strumenti di gioco responsabile al di fuori del RUA sono la parte del sistema che il giocatore incontra senza accorgersene, e vale la pena elencarli per funzione più che per nome, perché sono quelli che determinano quanto costa perdere il controllo.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

La prima funzione è la sospensione volontaria. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Un periodo di pausa è cosa diversa da un’autoesclusione: la pausa chiude il conto per un tempo definito senza la procedura formale, e per chi ha solo bisogno di una settimana di distanza è la misura giusta.

La seconda è il limite di versamento, che è il limite di deposito visto dalla parte dell’operatore, e la terza sono gli avvisi sull’attività di gioco, che arrivano senza che il giocatore li abbia chiesti. Sono messaggi che dicono quanto tempo è passato e quanto si è speso. La funzione è fare da specchio, e uno specchio che si consulta a comando serve a poco: la sua utilità sta nell’arrivare quando non lo si sta cercando.

La quarta è il canale di aiuto esterno. Per i residenti in Italia bet365 indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero, non una pagina di condizioni, ed è l’unico elemento di questo elenco che serve anche a chi non ha un conto aperto.

Manca, nel quadro, il numero: l’ammontare che una concessione destina all’informazione. L’articolo 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % del proprio ricavo netto, con un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che non tocca il giocatore, ma dice qualcosa sulla struttura del settore: la tutela è finanziata da chi raccoglie le giocate, in proporzione a quanto raccoglie.

Resta un punto di confine che conviene tenere fermo. Un conto su un operatore senza concessione non ha nessuno di questi strumenti ancorati a un registro nazionale. I periodi di pausa, i limiti e gli avvisi possono esistere come funzioni di piattaforma — ma sono funzioni della piattaforma, revocabili da chi la gestisce, e senza un registro esterno che li renda vincolanti. È la stessa logica vista con il RUA, applicata agli strumenti di controllo quotidiano.

Ricariche, pagamenti e prelievi: chi tocca il denaro

Il denaro è la parte in cui la differenza fra concessione e non concessione si sente sulla pelle, e il punto di partenza è che le due situazioni non hanno lo stesso insieme di strumenti.

Sul versante dei concessionari esiste una figura che altrove non esiste: il punto vendita ricariche. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita — tabaccai, ricevitorie — iscritti in un registro ADM. La regola è stretta e vale la pena riportarla per intero: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Quel tetto di 100 € settimanali in contanti è una misura di controllo, non una comodità, e il divieto di pagare vincite alla cassa è la parte che lo rende tale: il denaro entra da un canale e esce da un altro, sempre tracciato. Per chi vuole capire quanto la struttura sia costruita per essere seguita, questo è il passaggio più esplicito.

Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono quelle note: carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney. L’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Il punto che conta per il confronto è che questo insieme di strumenti è ciò che un concessionario espone, e che il cripto presso i concessionari ADM è una questione non definita: non risulta uno statuto che nomini rotaie approvate.

Sul versante opposto, l’articolo 22, comma 1 prevede la regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per interrompere il trattamento di denaro di gioco da parte dei prestatori di servizi di pagamento per operatori senza concessione. L’entrata in vigore non è confermata, il che rende la partita aperta: le sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per ciascuna violazione accertata sono la leva che dovrebbe produrre l’effetto. Un conto fuori perimetro vive quindi con una spada sopra il canale di pagamento, e quando quella spada cade, cade sul saldo.

Tasse: chi paga l’imposta e chi dichiara

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia, ma non nel modo in cui molti giocatori immaginano. L’imposta non è una trattenuta sul premio del giocatore: è un’imposta unica che grava sull’operatore e si calcola sulla differenza fra le puntate e le vincite.

Le aliquote per le scommesse sportive a quota fissa sono disciplinate dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, secondo quanto riporta la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in precedenza fissate al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è un dato che non risulta.

Per il giocatore su un concessionario ADM la conclusione è che le vincite non vengono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario. La stampa di settore lo descrive nel 2024 e nel 2026 come «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il lettore prudente consulta un commercialista prima di considerarla chiusa.

Le vincite da un sito senza concessione

Ed è qui che il conto cambia segno, in modo netto e sfavorevole. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri seguono una strada fiscale diversa. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche quando il sito è registrato o ospitato all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta.

Vale la pena scomporre il paradosso, perché è il più caro di tutta la pagina. Il giocatore sceglie una piattaforma senza concessione per avere più margine, e scopre che su quelle vincite la legge italiana chiede di dichiarare il lordo senza poter dedurre le puntate perse. Il regime fiscale meno favorevole è quello che si applica all’offerta meno tutelata. La posizione va intesa per quello che è — un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate su come classificare quei proventi — e non è consulenza fiscale: chi ha davanti una situazione concreta la porta a un commercialista.

Tassazione e costo reale di una giocata: il conto che nessuno fa

Fin qui si è parlato di quanto costa stare fuori. Conviene ora fare il conto di quanto costa stare dentro, perché è l’unico modo per confrontare le due situazioni su un terreno comune, e perché il costo di un’offerta non è mai il suo bonus.

Cominciamo dalla meccanica. Nel mercato 1X2 di una partita di calcio, o in un mercato a due esiti, il bookmaker applica una quota a ciascun esito. Il margine è ciò che resta quando si somma il reciproco delle quote. Su un mercato a due esiti con quota 1,90 da entrambe le parti, il conto è il seguente: la somma dei reciproci delle due quote è 1/1,90 + 1/1,90, che dà una quota di ritorno di circa 0,95, cioè il 95 %. Il margine è il resto, circa il 5 %. Tradotto: ogni 100 € puntati su quel mercato, il bookmaker ne trattiene in media circa 5 €, e ne restituisce in media circa 95 € sotto forma di vincite. Non è una trattenuta sulla singola giocata — quella dipende dall’esito — è la quota che il prezzo incorpora per costruzione. E le quote di 1,90 e 1,90 sono un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da un operatore in un dato momento.

Da qui si arriva al conto che interessa, con i numeri che questa pagina ha già in mano. Prendiamo un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e che punta quella cifra una volta sola, su un mercato a due esiti con quota 1,90 per ciascun esito. Il costo atteso non è il deposito, che resta suo finché non lo punta; è ciò che il margine sottrae alla puntata. Su 100 € di turnover a un margine del 5 %, la perdita attesa è di circa 5 € alla settimana, che su un anno fanno nell’ordine di 260 € di turnover giocato (assumendo una settimana di giocate e nessuna variazione del limite). La banda da tenere a mente è questa: fra 4 e 6 € a settimana, ovvero fra circa 200 € e circa 310 € l’anno, a seconda che il margine del mercato effettivamente giocato stia un po’ sotto o un po’ sopra il 5 % usato nell’esempio, e a condizione che il giocatore punti esattamente quel turnover e non lo rincari. Un margine più stretto — un mercato sui principali campionati con quote più alte — abbassa la cifra; un mercato più largo, come certi mercati secondari o le combo, la alza.

Due precisazioni, perché senza di esse il numero si legge male. La prima è che si tratta di una stima statistica: una media su molte giocate nelle condizioni dette, non un risultato garantito per una singola persona in una singola settimana. Un giocatore può chiudere l’anno in positivo; il conto descrive ciò che il prezzo gli sottrae in media, non cosa gli accadrà. La seconda è che è esattamente il costo che un bonus di benvenuto deve compensare per essere un guadagno netto, e che i requisiti di puntata di un bonus sono il modo in cui quell’aritmetica si sposta. Il margine, in altre parole, è il motivo per cui un bonus con rigioco pesante tende a costare più di quanto renda, e la ragione per cui vale la pena leggere i requisiti prima della cifra.

Bonus e requisiti di puntata: cosa chiede un’offerta di benvenuto

Un bonus di benvenuto è una promessa con condizioni attaccate, e le condizioni sono la parte che decide se conviene. Nessuna di queste condizioni può essere dedotta dal nome dell’offerta, perché non esiste un tetto statutario né sull’importo del bonus né sui requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore.

I termini in questione riguardano tre cose. La prima è la quota minima ammessa per le giocate che contano ai fini del rigioco: sotto quella soglia la puntata non consuma il requisito, e la cosa sfugge facilmente a chi punta su mercati con quote basse perché li ritiene più sicuri. La seconda è il tempo: un requisito di puntata ha una scadenza, e una scadenza troppo vicina rispetto al rigioco richiesto trasforma un bonus in un bonus parzialmente inutilizzabile. La terza è il tetto alle vincite che si possono incassare dal bonus, che è la voce che cambia di più da un’offerta all’altra.

Su questo terreno conviene anche sgombrare il campo da un equivoco che costa caro, ed è una distinzione di tipo e non di grado. Un bonus in denaro è denaro. Un bonus sport è un credito di gioco: la sua puntata normalmente non viene restituita insieme alla vincita, e questo cambia il valore dell’offerta in modo sostanziale rispetto a un bonus in contanti di pari importo. Un’offerta presentata come «senza rischio» e rimborsata sotto forma di bonus sport non è un rimborso in denaro: è un credito da rigiocare. Una promozione sulle quote, un’assicurazione sulle multiple e un cashback sono ancora altra cosa. Trattare queste quattro categorie come lo stesso prodotto, come fanno molte classifiche, è il modo più rapido per scegliere male.

Come si legge un’offerta in tre passaggi

Il primo passaggio è la base su cui si calcola il rigioco. Un fattore di puntata si applica al bonus, oppure al bonus più il deposito, e le due letture danno requisiti diversi a parità di fattore. Il secondo è la quota minima: dice quali giocate contano. Il terzo è il tempo, che trasforma i primi due in un vincolo operativo.

La funzione di tutto questo è sempre la stessa: il rigioco serve a far passare il bonus attraverso il margine del bookmaker un certo numero di volte. È il motivo per cui un requisito di puntata pesante tende a costare più di quanto l’offerta renda, e la ragione per cui vale la pena guardare la quota minima prima dell’importo del bonus. Un’offerta di 50 € con rigioco da consumare su quote alte può valere più di un’offerta da 100 € con rigioco su quote basse e una settimana di tempo.

Valutazione e criteri: come si guarda un bookmaker per davvero

Il termine «classifica» promette una graduatoria e consegna qualcosa di diverso. Nessun operatore paga per stare in una lista, e nessuna lista è un giudizio sull’offerta: la posizione in una pagina non è una concessione, e la concessione non è una posizione in una pagina. Vale la pena fissare i criteri con cui questa pagina guarda un bookmaker, perché sono gli stessi che un giocatore può applicare da sé.

Il primo criterio è la concessione, verificabile sull’elenco pubblicato dall’ADM e leggibile nei termini dell’operatore, dove codice e società compaiono. Un codice a cinque cifre non è un’opinione.

Il secondo è il palinsesto: quali competizioni, quali mercati, quali tipi di giocata. Non il numero di eventi in vetrina — quello è una cifra che si gonfia in mille modi — ma la presenza degli eventi che il giocatore segue davvero. Va letto con l’avvertenza dell’articolo 2, lettera s): si gioca solo su ciò che sta nel palinsesto approvato.

Il terzo è la copertura del prodotto: pre-match o live, singole o combo, mercati speciali come marcatori, tiri in porta, rigori, espulsioni, e funzioni come il cash out, che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il quarto è l’apertura del conto e la gestione del limite: se l’operatore accetta SPID o CIE, quanto è rapida la validazione, come si comporta con i limiti che il giocatore imposta.

Il quinto è la trasparenza dei termini: se le condizioni dell’offerta di benvenuto si trovano in una pagina raggiungibile prima della registrazione, e se un requisito di puntata è scritto con i suoi numeri. Una condizione che si scopre dopo il deposito è una condizione che non si è potuta valutare.

Il sesto è la tracciabilità del denaro: gli strumenti di ricarica e prelievo che l’operatore espone nei propri termini, e se un punto vendita ricariche è collegato al conto. Dicono quanto il percorso del denaro è ricostruibile.

Nessuno di questi sei criteri è un pronostico. Sono le cose che si possono verificare prima di depositare, e sono le stesse che restano quando la promozione in vetrina cambia.

I dieci concessionari a confronto

La tabella che segue mette a confronto i dieci operatori trattati in questa pagina su due cose soltanto: la concessione, letta dall’elenco ADM e dai termini degli operatori, e quello che i termini e le schede dei loro prodotti dichiarano sul punto che interessa a chi cerca un’alternativa straniera — cioè quanto la verifica dell’identità, il limite di deposito e l’autoesclusione siano costruiti e presidiati. È il confronto che serve a chi sta valutando se spostarsi, non a chi cerca una graduatoria.

Brand N. concessione ADM e concessionario Quanto dichiarano i termini dell’operatore sul punto
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto anche con Touch ID e giocate da mobile; oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura del conto con procedure di identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e coppe europee, oltre a più di 20 tipi di sport con risultati in diretta

Tre cose emergono dalla tabella e nessuna delle tre è una classifica.

La prima è la distanza fra il concessionario e il marchio. Sisal Italia S.p.a. sta dietro Sisal, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. sta dietro Lottomatica, Azzurri Limited compare due volte — dietro Betsson e dietro StarCasinò — e Pwo S.p.a. dietro Planetwin365. Chi apre un conto non firma con il nome che vede in vetrina, e questo è il motivo per cui la ragione sociale va letta nei termini invece di essere data per scontata.

La seconda è che la seconda colonna non risponde alla stessa domanda per tutti. Per alcuni operatori i termini parlano del catalogo — quanti eventi, quali campionati, quali mercati — e per altri parlano della procedura di apertura del conto. Non è una lacuna della tabella: è il modo in cui le due cose si distribuiscono fra dieci operatori che hanno tutti la stessa concessione e la espongono in modo diverso. Confrontare colonne che misurano cose diverse è esattamente l’errore che una classifica ordinata per numero commette, e ordinare questi dieci per «quantità» di qualcosa produrrebbe un risultato che non regge un minuto.

La terza riguarda quello che la tabella non contiene. Non contiene un margine, perché i margini di questa pagina valgono per il mercato e l’esempio indicati, non per l’offerta di un singolo marchio su un singolo evento. Non contiene un requisito di puntata, perché quei numeri appartengono ai termini del singolo operatore e cambiano con l’offerta. Chi vuole confrontare davvero due bookmaker porta il margine del mercato che gioca davanti ai due prezzi e li mette uno accanto all’altro: è l’unico confronto che vale, e si fa sul mercato, non sul marchio.

Sisal: il marchio che si è costruito attorno al live

Sisal è un concessionario storico e la sua app per le scommesse sportive è il pezzo su cui il marchio punta di più. I numeri che espone sono quelli che ci si aspetta da un operatore che ha fatto del live il proprio terreno: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. È una copertura costruita sulla diretta, non sul catalogo pre-match.

L’accesso al conto anche con Touch ID è il dettaglio che dice quanto l’operatore pensi al mobile: piazzare le scommesse dal telefono senza rifare ogni volta le credenziali è una comodità concreta per chi gioca a ridosso dell’inizio di una partita, che è precisamente il momento in cui il live comincia a valere qualcosa.

Sul versante dei tipi di giocata l’offerta è più ricca della media. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Sono mercati che richiedono un palinsesto approvato e un’infrastruttura di quotazione in diretta: dietro ogni riga c’è un lavoro di quotazione che il giocatore non vede.

Il giudizio sta in una riga: la profondità dell’offerta live è il vero prodotto di questo marchio, e chi gioca soprattutto a risultato esatto sui grandi campionati o a mercati secondari in diretta trova qui più da scegliere che altrove. Chi invece punta una singola sull’1X2 la domenica mattina e non tocca il resto ha davanti un catalogo molto più ampio di quello che userà, e non c’è nulla di male — semplicemente non è lì che la differenza si sente.

Lottomatica: copertura larga e visione in tempo reale

Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il concessionario dietro il marchio è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con concessione ADM n. 16010.

La lista degli eventi è quella di un operatore generalista che copre sia il calcio sia il motorsport, e la combinazione è meno scontata di quanto sembri: chi segue la MotoGP e il calcio ha in un solo conto due stagioni che non si sovrappongono mai. Le quote in tempo reale sono però la parte che determina l’uso: un prezzo che si aggiorna mentre si guarda la partita è ciò che rende possibile entrare a metà gara, e senza quello il live è una funzione a metà.

Il giudizio è di tipo operativo: la copertura è larga e la visione in tempo reale è dichiarata, il che rende questo un conto adatto a chi alterna sport diversi nella stessa settimana e vuole una sola piattaforma invece di tre. La larghezza, però, è una promessa di catalogo e non un giudizio sui prezzi dei singoli mercati: la copertura dice quante porte si aprono, non quanto costa passarci.

NetWin: un bonus alto che vive di condizioni

NetWin è il marchio su cui la lettura delle condizioni paga meglio. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il concessionario è Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035.

Vale la pena leggere questa scheda per quello che dice e per quello che non dice. Il 100 % è un numero pieno, e il tetto di 50 € lo tiene onesto: è il tipo di offerta che un nuovo giocatore può effettivamente consumare senza costruirci sopra un piano. Il deposito minimo di 20 € fissa la soglia d’ingresso, e la condizione del conto verificato mette la registrazione davanti al bonus — il che significa che il bonus arriva dopo l’identificazione, non prima.

L’ordine degli eventi è la cosa da capire: ci si registra, si carica, si verifica, e solo allora l’offerta si attiva. Un giocatore abituato a ricevere il credito immediatamente potrebbe trovare l’ordine insolito, ma è l’ordine coerente con un mercato in cui l’identificazione è obbligatoria: il conto verificato non è una formalità, è la condizione senza la quale il conto non è operativo. Il giudizio è che questa è una delle schede più leggibili del gruppo quanto a condizioni dichiarate, e che la cifra contenuta è un punto a favore di chi vuole provare la piattaforma senza impegnarsi: un’offerta che non si può usare in pieno vale poco, e qui i margini per usarla ci sono tutti.

Eurobet: il palinsesto più ampio della lista

Eurobet è il caso in cui il palinsesto è il prodotto. La sua app sportiva offre un ventaglio che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Il concessionario è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012.

Le ultime due voci sono quelle che cambiano la percezione dell’offerta. Scommettere su un festival, su un’uscita al cinema o sull’esito di un’elezione è un modo di giocare che non ha nulla a che vedere con il calcio della domenica, e che occupa un segmento di utenti con abitudini proprie — persone che passano davanti al calcio senza fermarsi e che però seguono un talent o una tornata elettorale con attenzione. Per loro questo è uno dei pochi cataloghi che risponde alla domanda.

L’altra faccia è che un palinsesto di questa ampiezza non è una promessa di margine: la larghezza dice quali eventi sono quotati, non quanto costa la quota. E gli scacchi, per la cronaca, sono l’evento su cui è più facile trovare un mercato largo, non il contrario. Il giudizio è che questo è il conto di chi cerca copertura fuori dagli schemi sportivi classici, e che per chi gioca solo Serie A e Champions League tutta questa ampiezza è una vetrina da guardare di sfuggita.

BetFlag: conto e identità prima di tutto

BetFlag mette l’apertura del conto in primo piano nella propria comunicazione. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il concessionario è Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008.

Su un mercato in cui le piattaforme senza concessione insistono sulla rapidità della registrazione, un operatore che apre la propria pagina di apertura conto elencando gli strumenti di identificazione sta dicendo qualcosa di preciso: che l’accertamento dell’identità è parte del prodotto, non un cancello da superare in fretta. Lo SPID e la CIE non sono alternative più lente — sono le due strade che importano i dati e chiudono la partita in un passaggio, ed è per questo che gli operatori le mettono avanti.

Il dettaglio del divieto ai minori ripetuto accanto alla procedura è un segno di come la materia sia trattata in Italia: l’età è un requisito che si scrive nella pagina operativa e non solo nella legge. Il giudizio è che questa è la scheda più chiara del gruppo sul fronte dell’ingresso, e che chi ha già attivo lo SPID o la CIE ci entra in pochi minuti senza dover caricare documenti — un vantaggio che si apprezza solo il giorno in cui i prelievi funzionano subito perché il conto è verificato dall’inizio.

Betsson: quantità di eventi e varietà di mercati

Betsson punta su un catalogo ampio e su una gamma di mercati dichiarata. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il concessionario è Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027 — la stessa società che compare dietro StarCasinò, con un altro codice e un altro sito.

La varietà dei mercati elencati è quella di un operatore che ha costruito il prodotto sulla profondità delle singole partite: marcatori e combo sono mercati che richiedono una quotazione articolata e che attirano chi non si accontenta dell’esito finale. Sul calcio questo significa poter costruire una giocata sul singolo giocatore invece che sulla squadra, che è un modo di leggere la partita completamente diverso.

La condivisione del concessionario con StarCasinò è il dato che vale la pena isolare: una stessa società con due concessioni e due siti, uno dei quali si presenta come casinò e l’altro come piattaforma sportiva. Per il giocatore significa che le due offerte vengono dalla stessa struttura, e che un conto aperto sull’una non è un conto sull’altra. Il giudizio è che la profondità di mercato è il punto di forza di questa scheda, e che chi gioca mercati speciali trova qui di che lavorare; chi cerca una copertura enciclopedica di sport diversi resta con una lista più corta di quella di altri marchi del gruppo.

William Hill: due strade per il bonus di benvenuto

William Hill presenta un benvenuto sport con una struttura a due binari che vale la pena leggere con attenzione. Il Bonus Sport da 10 € viene accreditato subito a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto invece un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Il concessionario è William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044.

La differenza fra le due strade non è di comodità, è di prezzo: dieci euro contro cinque. Chi ha lo SPID attivo prende il doppio. È il modo più concreto in cui un operatore con concessione costruisce un incentivo verso l’identificazione più solida, ed è un cambiamento nella logica dei bonus, che tipicamente serve a far depositare. Qui il premio è per aver verificato l’identità, che è una cosa diversa.

Il secondo binario ha la sua finestra: novantasei ore per inviare i documenti. È un termine stretto, e chi lascia la pratica a metà la perde — il che rende la scelta fra le due strade una decisione con una scadenza. Il giudizio è che questo è il marchio dove conviene decidere prima come ci si registra, perché il percorso manuale non è solo più lento ma vale la metà, e una scadenza di quattro giorni su un’attività da fare è esattamente il tipo di cosa che si dimentica.

StarCasinò: la scommessa dentro un prodotto da casinò

StarCasinò è il marchio con il profilo più spostato verso il casinò di tutto il gruppo. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il concessionario è Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026.

L’ordine in cui il prodotto si presenta è l’informazione: l’app si chiama StarCasinò, e lo sport è una sezione dentro un catalogo costruito attorno al gioco da tavolo. Sull’offerta sportiva il dato è generico — «principali eventi italiani e internazionali», «varie tipologie» — e questo è il punto che il lettore deve pesare: un operatore che descrive il proprio catalogo sportivo in termini generali sta dicendo che lo sport non è la parte su cui ha investito la profondità. Chi cerca mercati speciali, copertura live esaustiva o quotazioni sui campionati minori troverà altrove più materiale.

Il giudizio è che questo conto ha senso per un profilo specifico: chi passa la maggior parte del tempo sul casinò e vuole scommettere sulla partita di cartello senza aprire un secondo conto altrove. Per chi guarda alle scommesse sportive come attività principale, la profondità è quella che è, e conviene verificarla sul palinsesto prima di depositare.

bet365: il catalogo internazionale e il suo contesto

bet365 porta in Italia un catalogo costruito su un posizionamento internazionale. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il concessionario è Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030. bet365 risulta inoltre il primo partner della Setka Cup, autorizzata dall’ADM a settembre 2026 secondo la stampa di settore.

La mescolanza di Premier League, freccette e ippica dice a chi appartiene questo catalogo: un pubblico anglofilo che guarda il calcio inglese e gli sport che in Italia occupano poco spazio nel palinsesto degli altri. Le freccette, in particolare, sono una nicchia che pochi operatori trattano con continuità, e la boxe è l’altro sport dove il mercato si stringe.

Sul fronte del gioco responsabile bet365 è anche il marchio su cui sono documentati più strumenti: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. È il pacchetto più completo fra i dieci e non è un dettaglio da poco: il numero verde è l’unico elemento della lista che serve anche a chi non ha un conto aperto.

Il giudizio è che questo è il conto di chi segue gli sport anglosassoni e vuole un catalogo internazionale sotto una concessione italiana — una combinazione che il mercato fuori perimetro non può offrire, perché fuori perimetro il catalogo internazionale c’è ma la concessione no. E la profondità degli strumenti di controllo rende questo marchio una scelta ragionevole anche per chi vuole regole di pausa chiare scritte nero su bianco prima di iniziare.

Planetwin365: ampiezza di campionati e risultati in diretta

Planetwin365 è il marchio che copre il calcio nella sua interezza, dalle coppe alle serie minori. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il concessionario è Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007.

La presenza di Serie C accanto alla Premier League è il dettaglio che dice il tipo di copertura: pochi operatori offrono la terza serie italiana, e chi la segue lo sa. È una copertura che serve la provincia, non il grande pubblico internazionale, ed è una nicchia con una domanda reale e una offerta scarsa — esattamente la combinazione in cui un catalogo vale la pena di essere guardato.

Le più di venti tipologie di sport e i risultati in diretta completano il quadro di un operatore che ha costruito il prodotto sull’ampiezza ordinata. Il giudizio è che questo è il conto più adatto a chi segue anche il calcio che non finisce in prima pagina, e che la scelta di coprire la terza serie è il segnale più affidabile di quanto seriamente il marchio tratti il proprio catalogo; chi gioca solo i grandi campionati europei troverà qui quello che trova altrove, con in più una serie che gli altri non quotano.

Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il principale è l’assenza di ogni tutela italiana: quell’operatore non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, non risponde all’ADM e non ha una sede legale in Italia davanti a cui discutere un conto. In più il dominio è esposto al blocco ADM, con i mirror che ricompaiono e rispariscono. E l’articolo 4 della legge 401/1989, come afferma l’ADM, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, che il 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi conferma la concessione ma non il prodotto. Per sapere se quel sito offre scommesse sportive si guarda il suo palinsesto; codice e società compaiono anche nei termini dell’operatore.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. Un’autoesclusione registrata lì blocca tutte le piattaforme autorizzate, qualunque sia il concessionario presso cui è stata chiesta. I siti senza concessione non vi sono collegati, quindi lì la misura non produce alcun effetto. Le durate praticate vanno da periodi brevi a forme indeterminate, secondo quanto riportano i termini degli operatori.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. L’AGCOM lo fa rispettare con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa: l’asimmetria è voluta e serve a rendere difficile alzare il tetto proprio nel momento in cui si è tentati di farlo. Accanto al deposito si impostano limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Su un operatore con concessione ADM l’imposta unica grava sul concessionario, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite: 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza secondo la stampa di settore. Il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, ma la ricostruzione è riportata dalla stampa e non da una pagina dell’amministrazione finanziaria: prima di considerarla chiusa conviene consultare un commercialista.

Cosa resta in mano dopo il confronto

La domanda da cui parte questa pagina — se convenga giocare su un sito straniero — ha una risposta che dipende da cosa significa «straniero» nel caso concreto. Se significa una società con sede all’estero ma con una concessione italiana e un sito .it, la risposta è che si gioca dentro il perimetro, con il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limite e un foro italiano. Se significa un dominio .com con una licenza rilasciata altrove, la risposta è che si paga un prezzo in quattro voci: la tutela, perché il RUA non arriva lì; il canale di pagamento, perché la regolamentazione concordata con la Banca d’Italia per interrompere quei flussi è prevista dall’articolo 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024; la fiscalità, perché le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni; e la posizione personale, perché l’ADM afferma che anche il partecipante è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Il numero che questa pagina ha messo insieme è piccolo e va letto per quello che è: un giocatore che imposta un limite di 100 € a settimana e punta quella cifra su un mercato a due esiti a quota 1,90 sostiene un costo atteso di circa 4-6 € alla settimana in virtù del margine incorporato nel prezzo, con una banda annuale fra circa 200 € e circa 310 € se il turnover resta quello. È una stima statistica su molte giocate, non una previsione su una persona. Serve a una cosa sola: a ricordare che il margine è un costo certo e il bonus è un’incognita condizionata, e che un’offerta va confrontata con quel costo prima che con la sua cifra in vetrina.

Per chi cerca un posto dove giocare, la lista dei dieci concessionari di questa pagina è il punto di partenza più solido che il mercato italiano offra, e i sei criteri della sezione sulla valutazione sono gli strumenti per sceglierne uno. Per chi cerca un bonus senza deposito su un sito straniero, la raccomandazione è più semplice di quanto sembri: quel bonus esiste come prodotto, e la scelta di dove prenderlo è una scelta su chi risponde quando qualcosa va storto. Se la risposta è «nessuno», il bonus è già stato pagato.

Prodotto dalla redazione di «Previsionisulcampo».

Siti di scommesse esteri: cosa si perde senza la concessione ADM
Siti di scommesse esteri: cosa si perde senza la concessione ADM

Guida ai siti di scommesse esteri in Italia: concessione ADM, RUA, limiti di deposito e…