Siti di scommesse esteri 2026: senza concessione ADM non c’è nessuna tutela

Updated Ottobre 2026
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30 Ottobre 2026 — Dati verificati contro l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), ex AAMS, e contro i termini e le condizioni dei dieci operatori recensiti.

Cercare un sito di scommesse estero significa quasi sempre cercare una scorciatoia: quote più alte, un bonus più generoso, magari una partita che in Italia non si trova nel palinsesto. Il problema è che quella scorciatoia ha un prezzo, e non è il prezzo del deposito. Il costo di un bookmaker estero in Italia è la perdita di tutto il sistema che sta dietro a un operatore con concessione ADM: il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, i limiti di deposito che scegli in fase di registrazione e un tribunale italiano davanti al quale discutere, se le cose vanno storte.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
Indice dei contenuti
  1. Che cos’è davvero un sito di scommesse estero, e perché conviene partire dai fondamenti
  2. Come si riconosce un operatore con concessione, e cosa dicono i numeri
  3. Cosa cambia per il giocatore: i fondamenti operativi del conto di gioco
  4. La normativa in pratica: inibizione, oscuramento e chi paga davvero il conto
  5. La parte che nessuno mette in vetrina: che cosa rischia chi gioca su un sito estero
  6. La tassazione del mercato: chi paga l’imposta unica e perché conta per te
  7. Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo con la concessione
  8. Il limite di deposito che scegli tu, e l’autoesclusione che vale davvero
  9. Pagamenti e ricariche: dove il sistema italiano si fa sentire
  10. Il margine del bookmaker: la voce di costo che non compare in nessun bonus
  11. La classifica: dieci concessionari ADM, confrontati su quello che conta
  12. Le dieci piattaforme, una per una
  13. Domande frequenti sui siti di scommesse esteri

Che cos’è davvero un sito di scommesse estero, e perché conviene partire dai fondamenti

Il nome lo dice già: siti di scommesse esteri sono piattaforme che accettano giocate dall’Italia senza comparire sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Non è una categoria giuridica, è una descrizione pratica di chi sta fuori. Il mercato li chiama ancora «non AAMS», anche se l’autorità che rilascia le concessioni è oggi l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e la sigla vecchia è rimasta appiccicata alle ricerche come una vecchia etichetta sul barattolo.

Un operatore che vuole raccogliere giocate in Italia deve invece avere una concessione ADM, e la parola tecnica conta: non è una licenza aperta che si richiede quando si vuole, è una concessione assegnata con gara pubblica. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ridisegna l’intero impianto e all’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

L’articolo 6, comma 3 fissa anche il resto: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Il comma 5 chiede una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. E gli articoli 4, comma 3 e 5, comma 3 bloccano le regole del gioco durante la concessione: le condizioni e il regime fiscale restano quelli firmati all’inizio.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La RUA, la vigilanza, i limiti: tutto questo è il contenuto di quella concessione, e tutto questo è ciò che un conto estero non porta con sé.

Come si riconosce un operatore con concessione, e cosa dicono i numeri

C’è una verifica sola, ed è pubblica. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è la prova: se un marchio non c’è, non ha una concessione italiana, qualunque licenza esibisca altrove. Le licenze di Curaçao, Malta o Anjouan non hanno alcun valore in Italia, e questo va detto senza giri di parole perché è il punto su cui la comunicazione dei siti esteri fa più confusione.

Ma attenzione a leggere la lista per quello che è. Una riga dell’elenco non dice nulla sui giochi: la lista non ha una colonna che li indichi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra un’offerta di scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, che nella pratica sono ciò che il lettore guarda per primo.

Un altro equivoco da sciogliere: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco lega ogni codice a un solo indirizzo .it, e una stessa società può gestirne diversi — Eurobet Italia S.r.l. porta Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E il concessionario raramente coincide con il marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, e Betsson con Starcasino fanno capo ad Azzurri Limited. Chi vuole risalire alla società trova il dato nei termini dell’operatore stesso, dove concessione e ragione sociale sono dichiarate.

E un avvertimento che vale più di tutte le classifiche: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Non sono i soli assenti, e l’assenza da un elenco non è una condanna morale, è un fatto amministrativo. Ma è esattamente il fatto che separa un conto tutelato da un conto scoperto.

Cosa cambia per il giocatore: i fondamenti operativi del conto di gioco

Sul piano pratico, il conto di gioco di un concessionario italiano è un documento d’identità con un saldo. Apertura con registrazione classica e caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente: è la procedura che AdmiralBet descrive nei propri termini, e la stessa logica vale per il resto del mercato. BetFlag rimanda alle identificazioni con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il conto va identificato per intero. Senza SPID deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Non è un cavillo: è il meccanismo che impedisce a un conto anonimo di esistere, e quindi di nascondere un minore o un giocatore che ha già chiesto l’autoesclusione.

Dentro quel conto, il prodotto principale resta la scommessa a quota fissa, e l’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi del palinsesto approvato, e ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha dato il via alla Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto non è dato sapere in anticipo, e nessun elenco pubblico di mercati live esiste.

Accanto alle scommesse sportive fisse, la legge prevede il totalizzatore, e definisce gli eventi simulati (art. 2, lett. v): sport, corse di cavalli e altri eventi generati dal computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali» che risponde esattamente a questa voce. L’ippica, invece, è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio online oggi offra i totalizzatori di ippica nazionale non è dato saperlo.

Il betting exchange merita una riga a parte, perché è il prodotto che più somiglia all’idea che un lettore si fa di un sito estero senza saperlo. L’articolo 6, comma 1, lett. e) e l’articolo 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima sulla punta di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul conto del giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, però, non risulta.

La normativa in pratica: inibizione, oscuramento e chi paga davvero il conto

Qui si arriva al cuore economico della faccenda, perché il costo di un sito estero non lo paga solo chi ci gioca.

L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. ADM blocca dal 2007 i siti privi delle autorizzazioni previste e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. I domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale vengono inibiti e reindirizzati verso una pagina di avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.

Il meccanismo tecnico è cambiato di recente. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a un indirizzo ADM dedicato al posto del vecchio indirizzo IP statico, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti disponibile è aggiornato al 13 ottobre 2026. Il blocco funziona a livello di DNS, alcuni provider arrivano in ritardo, un’ordinanza del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta. I mirror, però, ricompaiono nel giro di poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati», e descrive bene la natura di questo gioco a rincorrersi: bloccare un dominio è un’operazione amministrativa, chiuderlo è un’altra cosa.

Il costo dell’inibizione non ricade soltanto su chi offre il gioco. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come prevede l’articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. E non è un numero simbolico: una sanzione moltiplicata per ogni violazione accertata cambia il calcolo di convenienza di chi deve decidere se lasciar passare un pagamento o no.

La pubblicità ha un regime ancora più severo. Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, provvedimenti specifici dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il quadro non è però congelato. La stampa di settore riporta che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

E i bonus? Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Il «bonus di benvenuto» è il termine con cui gli operatori la chiamano, e non esiste alcun tetto statale né all’importo né ai requisiti di puntata: ammontare, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Chi promette il contrario sta vendendo una favola.

La parte che nessuno mette in vetrina: che cosa rischia chi gioca su un sito estero

La legge 401/1989 è nota per il lato dell’offerta, ma l’articolo 4, come ADM stessa ha dichiarato il 28 febbraio 2024, raggiunge anche il giocatore: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità, non in quella di un commentatore: l’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti concreti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Questo cambia la natura della scelta. Un sito estero non è semplicemente un fornitore con regole diverse: è un fornitore la cui attività in Italia è illegale, e la cui controparte giuridica, in caso di controversia, non ha sede in Italia. Il conto non è tutelato dal sistema italiano e non lo sarà.

C’è anche il capitolo fiscale, che è quello su cui circolano più leggende. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con l’espressione «tassate alla fonte», e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: prima di fidarsi, conviene consultare un commercialista.

Il trattamento delle vincite maturate su siti non autorizzati o esteri è un’altra storia. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le considera «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

La tassazione del mercato: chi paga l’imposta unica e perché conta per te

L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato. Le aliquote riportate dalla stampa di settore sono 20,5 % se il gioco è raccolto sulla rete fisica e 24,5 % se raccolto a distanza, calcolate sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere passate dal 43 % e dal 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Perché al lettore dovrebbe importare un’imposta che paga l’operatore? Perché è il punto in cui si capisce l’unica ragione davvero solida per uscire dal sistema italiano: il margine del concessionario, e quindi la quota che ti offre, si muove dentro un regime fiscale che non sceglie. Un prelievo del 24,5 % sulla differenza tra incassi e vincite si scarica sui prezzi, e i prezzi sono quelli che vedi sul palinsesto. È un vincolo di mercato, non una scusa, ed è il tipo di cosa che un confronto onesto mette sul tavolo invece di nascondere.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo con la concessione

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Il limite di deposito che scegli tu, e l’autoesclusione che vale davvero

Alla registrazione, il giocatore di un concessionario ADM sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Non è un’impostazione nascosta nelle preferenze: è un passaggio dell’apertura del conto, e la differenza tra abbassarlo e alzarlo è tutta lì. AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La stessa asimmetria — scendere subito, salire con attesa — è la ragione per cui lo strumento funziona: il giocatore impulsivo incontra un ritardo quando vuole allentare la briglia, non quando vuole stringerla.

L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 costruisce l’intera cassetta degli attrezzi: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota.

Il pezzo che conta di più è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e blocca anche le sale fisiche. Chi si esclude non sta chiudendo un conto: sta chiudendo il mercato legale italiano, in una volta sola.

Le durate si sono mosse di recente. I termini di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto sul mercato legale italiano; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, mentre periodi e modalità sono quelli che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano.

Qui si misura la differenza che conta rispetto a un sito estero, e non è una questione di buona volontà. Le piattaforme prive di concessione non sono collegate al RUA: il giocatore autoescluso è, lì, un giocatore come un altro, senza alcuno schermo davanti. Non è un dettaglio di conformità, è la protezione che sparisce esattamente nel momento in cui serve. Un altro obbligo va nella stessa direzione: l’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Sul fronte del sostegno concreto, bet365 elenca tra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero da salvare, perché è uno dei pochi punti di contatto che non chiede nulla in cambio.

Pagamenti e ricariche: dove il sistema italiano si fa sentire

I «punti vendita ricariche» dell’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 sono la parte del sistema che sorprende chi arriva dall’estero. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non si conosce alcuna norma che nomini binari approvati.

L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore non è confermata. È il tassello che, se e quando arriva, rende il conto estero non solo rischioso ma anche scomodo: senza un binario di pagamento, un conto è una pagina web con un saldo che non si muove.

Il margine del bookmaker: la voce di costo che non compare in nessun bonus

Prima di guardare le quote di dieci operatori conviene fissare un concetto, perché è quello che decide tutto il resto. Il margine del bookmaker è la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce, e si legge da un’unica formula: il payout è 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti di quel mercato; il margine è 100 % meno il payout. Un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 restituisce quindi il 95 % circa di quanto raccoglie, e il bookmaker trattiene il resto.

Vale la pena vederlo sui numeri, perché è qui che un’offerta smette di sembrare gratuita. Prendiamo un esempio illustrativo e non una quota quotata: 100 € di giocate settimanali, versati una volta sola, e un mercato a due esiti a quota decimale 1,90 / 1,90. Il margine di quel mercato è intorno al 5 %, quindi su 100 € di giocate ci si aspetta di lasciare sul tavolo, in media, circa 5 €. Non è il costo dell’offerta, è il costo del mercato: si paga comunque, con o senza bonus, e su qualunque piattaforma.

La cifra va letta come una stima statistica, non come un conto che torna riga per riga. Su una singola settimana può andare in qualsiasi modo; su molte settimane, allo stesso margine, il costo medio converge verso quella banda. Cambia la quota e cambia la banda: un mercato con margine più alto costa di più a parità di giocate, e uno più stretto costa meno. È per questo che i requisiti di puntata di un bonus si leggono accanto alle quote minime accettate: il rigioco obbliga a passare molte volte attraverso quel margine.

La classifica: dieci concessionari ADM, confrontati su quello che conta

La parola «migliori» in questo confronto non significa generosi. Significa verificabili: tutti e dieci i marchi che seguono sono su siti .it con un codice di concessione ADM, e ognuno è qui per quello che le sue stesse condizioni e le sue schede applicative dichiarano. Non è una classifica del mercato — l’elenco non è esaustivo e un marchio assente da queste pagine non è per questo privo di concessione — ed è utile leggerla come una griglia di controllo: chi ha cosa, e a quali condizioni.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul limite di deposito
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
AdmiralBet n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. Limite di ricarica, spesa e tempo di gioco giornaliero, settimanale e mensile scelti in registrazione; limite ridotto subito, aumentato dopo 7 giorni
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc —
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited —
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. —
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. —
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. —
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
Sisal n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. —
bet365 n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc —

Il motivo per cui la terza colonna è quasi vuota è istruttivo, e vale più di una colonna piena. Le condizioni pubblicate da questi operatori non espongono il limite di deposito come una scheda tecnica ripetibile: le procedure di registrazione sì, il tetto scelto no. Nessuna delle righe vuote significa che l’operatore non abbia limiti — l’articolo 15, comma 1 li rende obbligatori per tutti i concessionari — né significa alcunché sulle condizioni praticate. Significa che il numero, quando c’è, vive nella fase di apertura del conto, dove il giocatore lo sceglie. AdmiralBet lo mette per iscritto nei termini; per gli altri marchi il posto giusto per leggerlo è la schermata di registrazione e la sezione dei termini dell’operatore, non una pagina di confronto.

Le dieci piattaforme, una per una

Lottomatica: il marchio con l’app più orientata al live

Lottomatica è un concessionario ADM con il codice 16010, riconducibile a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita in diretta.

Il dato che pesa non è la lista dei campionati, è l’accoppiata tra risultati in tempo reale e streaming. Guardare la partita e giocare sullo stesso schermo è la funzione che più di ogni bonus tiene un giocatore su una piattaforma, e chi segue il calcio live lo sa. Il rovescio della medaglia è che la fluidità di un live non si giudica da una scheda: si giudica alle 21:45 di un mercoledì, quando il mercato si muove e la quota che vedi potrebbe non essere quella che prendi.

La concessione qui fa il suo lavoro, ma non aggiunge nulla alle sensazioni di un intervallo. Il marchio è solido, la copertura è ampia, e per chi passa le serate sul calcio europeo con il telefono in mano è una delle prime schede da aprire.

AdmiralBet: l’unico che mette per iscritto come si comporta il limite

AdmiralBet è un concessionario ADM con il codice 16048, di Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it, ed è l’unico marchio di questo elenco con una linea confermata sul tema del limite di deposito. Il conto si apre con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.

Alla registrazione il marchio chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Aggiungiamo il pezzo che completa il quadro: l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto sul mercato legale italiano, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Un marchio che scrive queste cose nei propri termini sta dicendo al lettore dove andare a controllare. Il limite di ricarica, di spesa e di tempo scelto in registrazione è il solo tetto che il giocatore incontra davvero, visto che un tetto statale in euro sulle puntate sportive non è noto, e uno aumentato dopo 7 giorni è un attrito voluto: chi vuole alzare la posta aspetta una settimana, chi vuole abbassarla no. È il modello di trasparenza che gli altri otto marchi della tabella non offrono sulla stessa materia.

William Hill: il benvenuto che cambia a seconda di come ti registri

William Hill è un concessionario ADM con il codice 16044, di William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it. Il suo Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Qui il metodo di identificazione diventa una voce di prezzo, ed è una cosa che vale la pena guardare in faccia. Lo stesso benvenuto vale il doppio se scegli SPID, e vale la metà — con un’attesa legata all’invio dei documenti — se scegli il modulo. Chi apre il conto con il documento in mano e senza SPID sta pagando la comodità con 5 € e con qualche giorno di ritardo.

È un’architettura dell’offerta intelligente e un po’ irritante, perché trasforma una scelta tecnica in una scelta economica senza dirlo chiaramente. Se hai SPID attivo, la differenza la vedi subito; se non ce l’hai, il benvenuto è più magro e arriva dopo. In entrambi i casi è un bonus sport, quindi i requisiti di puntata vanno letti nei termini prima di considerarlo un regalo.

StarCasinò: il casinò che ha anche un banco sportivo

StarCasinò è un concessionario ADM con il codice 16026, di Azzurri Limited, sul proprio sito .it. Il marchio è dichiaratamente casino-first — l’app mette le slot e il Live Casinò in primo piano — e offre scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva.

La questione qui non è tecnica, è di priorità. Chi cerca un bookmaker puro troverà un prodotto che esiste, funziona e ha una concessione in regola, ma che non è il centro dell’azienda; il catalogo sportivo è una sezione accanto alle slot, non la ragione per cui il marchio è nato. Per un giocatore che alterna una multipla e qualche giro alle slot, la compresenza è un vantaggio. Per chi vuole solo quote e palinsesto, è rumore.

Vale la pena ricordare che il casinò e le scommesse sono permessi separati con regole separate: un limite sul gioco da casinò non è un limite sulle scommesse, e la concessione copre la combinazione che l’operatore detiene. Chi legge un limite o una promozione deve guardare a quale prodotto appartiene.

Planetwin365: il palinsesto più fitto sul calcio di casa

Planetwin365 è un concessionario ADM con il codice 16007, di Pwo S.p.a. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Serie C e Coppa Italia nella stessa riga di Premier League e Liga dicono qualcosa di preciso: questo è il marchio per chi scommette sul calcio italiano di ogni livello, non solo sui grandi tornei. La profondità su un campionato minore è un servizio che si nota solo quando manca, ed è esattamente ciò che spinge un giocatore a cercare alternative oltre confine.

Oltre venti tipologie di sport con risultati in diretta completano il quadro, e il limite sta dove sta per tutti: la comodità della copertura non dice nulla sulla quota offerta su un singolo mercato, che è la cosa da controllare prima di giocare.

NetWin: il benvenuto con la percentuale scritta per intero

NetWin è un concessionario ADM con il codice 16035, di Netwin Italia S.p.a. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Il dettaglio interessante non è il 100 %, che nel linguaggio dei bonus è quasi sempre un tetto travestito da percentuale: è il fatto che questo bonus sia «reale», cioè denaro e non un gettone da rigiocare. La distinzione conta, perché un bonus in denaro e un bonus sotto forma di free bet non valgono la stessa cosa: nel secondo caso la puntata non torna con la vincita, nel primo sì.

Restano due condizioni da non perdere di vista: il conto verificato e i 20 € di deposito minimo. Il tetto di 50 € è anche la misura onesta dell’offerta, perché dice subito che non stiamo parlando di un pacchetto capace di cambiare le sorti di un conto. Per chi cerca un ingresso a rischio contenuto è una porta ragionevole, purché i requisiti di puntata stiano nei termini che si accettano.

Betfair: l’exchange, il prodotto che assomiglia di più a un mercato estero

Betfair è un concessionario ADM con il codice 16028, di Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

L’app da sola non rende l’idea, perché Betfair è descritta come il primo operatore ad aver portato in Italia il betting exchange con la concessione 16028. È il prodotto che più somiglia all’idea di mercato aperto che molti cercano nei siti esteri senza sapere che esiste anche qui: nel punta e banca il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima, come prevede l’articolo 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024.

Le regole specifiche vanno però verificate dove il marchio le pubblica: la documentazione di Betfair è indicata riportare vincoli aggiuntivi per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima sulla punta di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul conto del giocatore non grava nulla sulle vincite perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta: questo è il punto in cui chi vuole il mercato aperto deve guardare i termini dell’operatore, non una recensione.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

Eurobet è un concessionario ADM con il codice 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. La sua app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.

Il dettaglio curioso sono gli scacchi accanto ai reality show, ed è anche il più informativo: dice che questo operatore ha costruito il palinsesto sul principio che tutto ciò che è discutibile è scommettibile. La stessa società porta anche Bwin.it e giocodigitale.it, ed è l’esempio più chiaro di come la concessione sia per sito e non per azienda.

Per il lettore la domanda è semplice: quanto di quel catalogo è utile davvero. Un evento politico o un reality ha un mercato sottile, e su un mercato sottile il margine tende a pesare di più. Chi cerca la quota competitiva la trova sul calcio; chi cerca l’evento introvabile la trova qui, pagandola.

Sisal: la profondità del live e il cash out

Sisal è un concessionario ADM con il codice 16020, di Sisal Italia S.p.a. La sua app Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

I numeri dichiarati dal marchio sono la parte interessante: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il cash out merita una riga in più, perché è uno strumento venduto come controllo e che controllo non è. Chiudere una giocata in anticipo significa accettare il prezzo che l’operatore offre in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine come qualsiasi quota. Il vantaggio è la riduzione dell’incertezza; il costo è pagarla. Su un palinsesto con streaming gratuito e migliaia di eventi live, la vera variabile resta la qualità della quota al momento della chiusura, non l’esistenza del pulsante.

bet365: il partner globale e la copertura più larga

bet365 è un concessionario ADM con il codice 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Tra gli strumenti di gioco responsabile il marchio elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. A settembre 2026 l’autorizzazione ADM della Setka Cup lo ha indicato come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore.

Il peso della casella sta nella combinazione tra profondità di palinsesto e macchina del live: ippica e freccette accanto alla Champions League coprono gusti molto diversi, e una copertura così larga con quote pre evento e live è ciò che rende raro il caso di non trovare un mercato. La concessione italiana, in questo caso, non è un dettaglio aggiunto: è ciò che gli permette di operare qui con le tutele descritte nelle sezioni precedenti.

Domande frequenti sui siti di scommesse esteri

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Oltre al rischio economico ordinario, chi gioca su una piattaforma senza concessione ADM è fuori dalle tutele italiane: nessun collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi, nessuna vigilanza dell’Agenzia, nessuna sede legale italiana in caso di controversia. ADM richiama inoltre l’articolo 4 della legge 401/1989, per cui anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Il test è l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblico e aggiornato: ogni riga porta un codice e un sito .it. Attenzione a due cose. La concessione è per sito, non per azienda, e il concessionario spesso non è il marchio. E l’elenco non ha una colonna dei giochi, perciò un nome presente non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’autoesclusione registrata vale su tutto il mercato autorizzato in Italia, a prescindere dal concessionario presso cui è stata chiesta, e blocca anche le sale fisiche. I termini degli operatori indicano durate da 30, 60 o 90 giorni fino all’indeterminato, con effetto dalle loro condizioni in vigore.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM vigila con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone anche autolimiti su tempo, spesa e perdita. La cifra del limite fissato da ADM nella gara non è nota. Nei termini degli operatori la logica ricorrente è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede un’attesa.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore, e conviene consultare un commercialista. Le vincite maturate su siti esteri o non autorizzati andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Preparato dagli editori di «Previsionisulcampo».

Siti di scommesse stranieri, quanto costa davvero giocare fuori concessione
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