Scommettere sulle partite sportive 2026: 52 concessioni ADM e una sola lista da controllare
30 Ottobre 2026 · Concessioni, siti autorizzati e numeri di concessione verificati sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS).

Ogni settimana qualcuno mi scrive la stessa frase: «Ma su questo sito posso scommettere le partite o rischio qualcosa?». La domanda è buona e la risposta è più corta di quanto il mercato voglia far credere. In Italia l’unica cosa che conta davvero è una riga in un elenco pubblico: la concessione per il gioco a distanza rilasciata da ADM (ex AAMS), che vale per un singolo sito e non per un marchio in generale. Chi non è in quella lista non è «un’alternativa con qualche rischio in più»: è fuori dal perimetro, e il giocatore che ci mette i soldi resta scoperto su tutto, dai limiti di deposito alla tutela dell’autoesclusione.
Quello che cambia da lì in poi è una questione di scelte. Un concessionario e un altro offrono lo stesso prodotto legale — quota fissa su eventi approvati — ma non lo offrono allo stesso prezzo, con gli stessi strumenti e con la stessa idea di quanto il cliente debba essere trattenuto dal gioco. C’è chi costruisce una macchina di palinsesto sterminata e chi punta tutto sul bonus di benvenuto; chi ti fa limare la quota con un margine un po’ più alto e chi ti dà lo streaming gratis per guardare la partita che stai giocando. Sono strade diverse per lettori diversi, e questo pezzo serve appunto a dire quale strada è quale.
Il margine del bookmaker, per dirla subito, è la cosa meno visibile e più costosa del gioco. Non compare a schermo, non compare nel regolamento, e sta dentro ogni quota che vedi. Prima di guardare un bonus da migliaia di euro vale la pena capire quanto costa la quota su cui quel bonus andrà speso.
- La «partita sicura» non esiste: quello che cambia è la concessione
- Autoesclusione e limiti: quali strade di uscita esistono, e quanto sono rapide
- Le regole italiane che valgono solo per chi ha la concessione
- E se il sito non ha la concessione: cosa succede davvero
- Trovare il bookmaker: la whitelist, il palinsesto e le tre domande utili
- Il margine che non vedi: quanto costa davvero una quota
- Bonus e free bet: cosa chiedono in cambio e a chi convengono
- I soldi: come arrivano, come tornano indietro, quanto ci mettono
- Live, cash out e streaming: quanto vale guardare la partita mentre la giochi
- Previsioni e metodo: la calcolatrice batte il pronostico
- Quanto costa scommettere: tre strade, tre conti diversi
- Streaming e visione: la partita dentro il sito di scommesse
- I dieci concessionari: chi è, cosa offre e per chi ha senso
- BetFlag: il conto che si apre con SPID, e un deposito che diventa credito
- Lottomatica: il pallone dentro un’app che fa altro
- Eurobet: il catalogo più largo, e il conto dell’identificazione
- NetWin: virtuali a ripetizione e sport minori
- bet365: la diretta TV e la macchina dei mercati
- Sisal: mille eventi al giorno e un bonus che si spende ovunque
- Planetwin365: il calcio europeo e lo streaming quotidiano
- SNAI: le combinazioni sulla stessa partita
- StarCasinò: il calcio dentro un casinò
- AdmiralBet: il marchio che scrive i limiti nelle condizioni
- Come cambiano le quote e il margine tra un operatore e l’altro
- Domande frequenti
La «partita sicura» non esiste: quello che cambia è la concessione
Chi cerca «partite sicure da scommettere oggi» o «partite da scommettere sicure» sta cercando una cosa che nessun operatore può dargli: un esito. Nemmeno il concessionario più solido dell’elenco conosce il risultato di un match, e chiunque scriva che una partita è «sicura» sta vendendo qualcosa di diverso dalla certezza — in genere un pronostico, a volte un abbonamento.

La parola «sicura», nelle scommesse italiane, ha invece un significato tecnico preciso e riguarda il contorno, non il risultato. È sicura la strada in cui il denaro che versi va a un concessionario autorizzato, la quota che accetti è quella che il palinsesto approvato prevede, il prelievo dipende dalle condizioni che l’operatore ha pubblicato e, se decidi di fermarti, esiste un meccanismo che ti ferma davvero. Da qui in avanti, quando su questa pagina si parla di «sicurezza», si parla solo di questo.
Le partite truccate sono un capitolo a parte, e il posto in cui accade è quello che la vigilanza presidia. Il palinsesto — cioè il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario prepara e ADM approva, definito dall’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 — è esattamente lo strumento con cui si decide su cosa si può puntare: ADM autorizza gli eventi uno per uno (a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore). Un evento che non sta nel palinsesto approvato non si può giocare, e questo è il primo filtro contro il mercato sporco. Il secondo è il fatto che l’operatore con concessione ha interesse a un esito credibile, perché la concessione vive di controlli, non di una singola partita.
Chi cerca «scommesse sicure» su un sito senza concessione, invece, sta cercando sicurezza nel posto esatto in cui il sistema italiano ha deciso di non garantire nulla. Vale la pena dirlo in modo diretto: l’offerta di gioco a un giocatore in Italia senza concessione è illegale, e la legge 401/1989, art. 4 — come la riporta ADM il 28 febbraio 2024 — prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda anche per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari. Non è una riga che si trova nei banner dei siti .com che compaiono in cima ai risultati di ricerca.
Qui sotto la lista delle concessioni dei dieci operatori esaminati su questa pagina. Il numero di concessione è la prima cosa da confrontare con l’elenco ADM, e il resto del confronto viene dopo.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa stabiliscono le condizioni dell’operatore sul tema di questa pagina |
|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto anche tramite SPID e CIE accanto alla registrazione classica; bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 € |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | App con Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto che va dal calcio e dal tennis fino a spettacolo e politica; sezione Virtual con partite simulate, galoppo e levrieri |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali ogni 2 minuti |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote maggiorate su centinaia di mercati al giorno, Bet Builder+, decine di migliaia di mercati live e Diretta TV |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei di calcio, più di 20 sport con risultati in diretta e streaming quotidiano |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione richiede limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
La cosa che salta all’occhio leggendo la colonna centrale è che il concessionario quasi mai porta il nome del marchio. Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, StarCasinò è Azzurri Limited, bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc. Il nome commerciale è quello che il giocatore vede; la società concessionaria è quella che risponde. Chi controlla solo la prima riga di un sito — il logo — non ha ancora controllato niente.
Autoesclusione e limiti: quali strade di uscita esistono, e quanto sono rapide
Il capitolo che nessuno legge prima di iscriversi è quello che conta di più quando le cose vanno male. Il sistema italiano lo ha costruito su due gambe che funzionano in modo diverso: un registro centralizzato che vale su tutto, e limiti individuali che valgono solo sul sito dove li hai impostati.

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, è la gamba centralizzata: quando ci entri, il blocco riguarda tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e anche le sale sul territorio. È il solo strumento italiano con quella portata, ed è per questo che i siti senza concessione non possono offrirlo — non sono collegati al registro, e un giocatore autoescluso che si reiscrive su un .com non trova nessuno che lo fermi. Il D.Lgs. 41/2024, art. 15, comma 1, lett. e), impone ai concessionari strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. La stampa di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e le durate e le modalità sono quelle che i termini degli operatori indicano.
AdmiralBet è l’operatore che su questo punto ha il testo più esplicito fra quelli esaminati: le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutto il circuito legale italiano, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. C’è un dettaglio che sfugge a chi legge di fretta: la revoca dopo nove mesi è essa stessa un limite, e va letta come tale da chi pensa di «provare» un’esclusione lunga per poi tornare indietro in due settimane.
I limiti personali sono l’altra gamba, e sono più deboli di quanto sembri. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito — fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM — messaggi automatici su durata e spesa, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile.
Quello che l’art. 15 non dice è che il limite che abbassi vale subito e quello che alzi no. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il ritardo non è una scortesia burocratica: è il tempo che serve perché una decisione presa in una serata storta non diventi operativa entro sera. Il punto è che questo vale per i limiti che imposti tu. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara per le concessioni non è pubblica, e quindi il «limite di legge» che molti siti di comparazione promettono come numero unico non esiste in quella forma.
C’è poi un pezzo di sistema che non riguarda direttamente il giocatore ma il modo in cui l’operatore comunica: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È poco e serve a poche cose, ma è l’unica voce del sistema in cui l’operatore è obbligato a parlare del gioco in termini diversi dal bonus.
Le regole italiane che valgono solo per chi ha la concessione
Le regole di cui sopra non sono regole del gioco: sono regole del perimetro. Fuori dal perimetro non si applicano, ed è questa la cosa che un lettore deve tenere in mano quando confronta un .it con un .com.
La prima è l’età. Il D.Lgs. 41/2024, art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del sistema, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Detta così sembra ovvia; la differenza è che su un concessionario italiano il controllo lo fa il sistema, non la buona volontà.
La seconda è l’identificazione. Un conto di gioco richiede identificazione piena, e questo toglie di mezzo l’idea della registrazione usa e getta: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Attenzione a un malinteso frequente: SPID e CIE sono metodi di identificazione che alcuni operatori offrono, non un obbligo per tutti.
La terza è la tassa. Qui il giocatore deve capire chi paga cosa, perché la confusione è enorme. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa grava sull’operatore, non sul giocatore: il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, prevede il 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e il 24,5 % se avviene a distanza, calcolati sulla differenza fra le puntate e le vincite (stampa di settore). Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %), mentre le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Sul lato del giocatore la vicenda è più semplice e più delicata insieme: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta è pagata alla fonte dal concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla — e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione complessa fa bene a consultare un commercialista.
Il quadro cambia del tutto per chi gioca su siti senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota; la posizione si riassume così — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
La quarta regola è quella che ha cambiato la faccia del settore e che ancora nessuno cita correttamente: il divieto di pubblicità. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con le parole esatte: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
C’è una coda giurisprudenziale che vale la pena conoscere perché rende l’idea di quanto la materia sia mobile: la stampa di settore riporta che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; e che sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non una legge, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data della verifica il divieto è in vigore.
Questo divieto ha un effetto pratico che il giocatore sente senza accorgersene. Non vedrai più la pubblicità del bonus allo stadio, sulla maglia o in televisione; la vedrai, se la cerchi, dentro il sito dell’operatore dopo il login o nell’app store. Il che significa che il confronto fra offerte è diventato, per forza di cose, un lavoro da fare da soli. Nessuna legge impedisce l’esistenza di un bonus di benvenuto — il divieto riguarda la pubblicità — e non esiste in Italia un tetto di legge né all’importo del bonus né ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da nessun’altra parte.
E se il sito non ha la concessione: cosa succede davvero
Il capitolo dell’offerta illegale merita un posto suo, perché è il punto in cui la scelta del giocatore smette di essere una preferenza e diventa un rischio concreto.
L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 organizza il sistema in due elenchi, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza: la lista dei siti legali, legata ai concessionari, e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene aggiornati entrambi. Chi non rispetta un ordine di inibizione — fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento — è sanzionato da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (ordine del 24 settembre 2025, come riporta la stampa di settore), gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», che è anche il motivo per cui un sito bloccato non sparisce dalla tua ricerca ma solo dal tuo browser.
Sul versante della legge penale, la ricostruzione di ADM del 28 febbraio 2024 è la più secca che esista: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore così come l’enuncia ADM; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto, messo su una riga sola, è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limitazione obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza licenza non porta nessuna di queste quattro cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. È la zona non protetta per definizione: nessuna tutela sul prelievo, nessun collegamento al registro degli autoesclusi, nessun ricorso davanti a un’autorità italiana se qualcosa va storto.
Un ultimo dettaglio che riguarda tutti, anche chi non ha mai aperto un conto: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriva, toglierà all’offerta illegale il pezzo che le serve più degli altri: la possibilità di incassare.
Trovare il bookmaker: la whitelist, il palinsesto e le tre domande utili
Prima di guardare una quota conviene fare tre controlli, e la buona notizia è che non richiedono né competenze né software.
Il primo è la concessione. La lista di riferimento è l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, la stessa che il senso comune in Italia continua a chiamare whitelist AAMS. L’elenco del 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione si verifica per sito: una società può tenere più siti — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini è il modo più rapido per risalire alla riga giusta.
Il secondo controllo è quello che quasi tutti saltano: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Stare nella lista non dimostra che quel concessionario offra scommesse sportive, perché un concessionario può avere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome nell’elenco non è una prova del prodotto: la prova è il sito e l’app dell’operatore. E vale anche il rovescio: l’elenco non è esaustivo del mercato, e un marchio che non compare fra i dieci esaminati qui non è per questo privo di licenza. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025: le concessioni sono «concessioni» aggiudicate con gara pubblica, non licenze aperte, e l’art. 6, comma 3 del D.Lgs. 41/2024 consente ai vincitori di gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Nel frattempo Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono fra le 52 righe del 25 ottobre 2026. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.
Il terzo controllo è il palinsesto, e qui la domanda giusta è più stretta di quanto sembri: non «offre calcio?» ma «offre quello che voglio giocare io?». L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con concessione — alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. Se il tuo interesse è una nicchia — un totalizzatore, un mercato particolare, un evento — conviene verificarlo dentro il sito prima di versare, perché la concessione non lo garantisce e nessun elenco pubblico lo dice al posto tuo.
E qui si arriva al punto delicato, che è anche quello che la maggior parte delle guide nasconde: di cosa è fatto il palinsesto di un operatore italiano non esiste una versione pubblica. Il programma di eventi e tipi di giocata lo prepara il concessionario e lo approva ADM, evento per evento. Per il giocatore questo significa una cosa sola: la decisione su dove giocare si prende sul sito, non su una tabella di terzi. Le tre domande che valgono davvero sono queste. Quali competizioni sono nel palinsesto oggi? Quali mercati hanno la quota su cui voglio giocare? Che margine hanno, su quella quota, in quel momento?
Vale la pena fare un passo indietro sui tipi di gioco previsti, perché la scelta fra le strade passa anche di qui. Le scommesse a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore; se qualche marchio online proponga oggi i totalizzatori sportivi non è dato sapere. Gli eventi simulati hanno una definizione propria, all’art. 2, lett. v): scommesse su eventi sportivi, ippici e altri simulati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale pre-registrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. L’ippica nella legge è due cose separate: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) e dell’art. 2, lett. h) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, giochi di tipo totalizzatore — che richiedono una concessione propria. Se qualche marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere. Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e); l’art. 2, lett. u) spiega che il giocatore può stare dalla parte della puntata o del banco e il concessionario si limita a metterlo in contatto anonimo con l’altra parte. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, per esempio una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere (Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028).
Per chi si chiede se si possa scommettere su eventi che riguardano minori, esiste un provvedimento di un direttore ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006; sul suo contenuto non ci sono elementi. Su un tetto statale in euro alle puntate nelle scommesse sportive non ci sono elementi: gli strumenti che vincolano sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto alla registrazione.
Il margine che non vedi: quanto costa davvero una quota
Questa è la parte che vale più di tutte le altre messe assieme, perché nessuna promozione ti restituisce quello che il margine ti toglie quota dopo quota. Il margine del bookmaker è la quota parte della raccolta che il mercato non restituisce ai giocatori, e si calcola dalla totalità degli esiti di un solo mercato.
Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota quotata da nessuno: un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90. La quota di ritorno si ottiene da 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa 0,95; il margine è 100 % meno quella quota di ritorno, cioè intorno al 5 %. È un dato d’esempio, e il senso è tutto nella banda: su un mercato a due esiti di un operatore mainstream il margine sta all’incirca fra il 2 % e il 5 %, e questo intervallo dipende dal mercato e dall’operatore, non da una regola. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 le quote disponibili scendono e il margine sale, tipicamente sopra la metà alta di quella banda; su un mercato con molte più possibilità — marcatori, risultato esatto, numero di goal — si allarga ancora, perché più esiti significa più denominatori nella stessa somma e più margine incorporato. Non esistono, in Italia, margini pubblicati per singolo mercato: si ricavano dalle quote che il sito mostra, con quella formula, e chiunque abbia una calcolatrice può farlo. Il numero che esce è la sola misura onesta di quanto costa giocare da un operatore invece che da un altro.
Il passo successivo è quello che collega il margine al bonus, e qui la contabilità si fa sgradevole. Un bonus di benvenuto serve a far girare delle puntate, e ogni puntata gira attraverso un mercato che ha un margine. Chi accetta un bonus da migliaia di euro sta accettando di far passare una certa somma attraverso quel margine, e il conto non lo paga l’operatore. Nessun requisito di rigioco è regolato per legge in Italia: non esiste un tetto statale né al bonus né ai requisiti di puntata, quindi ogni operatore scrive i propri. La conseguenza è che il confronto utile non è fra l’importo del bonus e l’importo del bonus, ma fra il bonus e quanto bisogna giocare per incassarlo. Chi guarda solo i primi tre caratteri di una promozione («fino a…») sta guardando la parte che non decide nulla.
C’è un ultimo passaggio che riguarda le quote e non i bonus, ma pesa su ogni schedina. Sulle scommesse a quota fissa a distanza l’imposta unica è del 24,5 % sulla differenza fra puntate e vincite, e grava sul concessionario. Il margine e l’imposta sono due cose diverse e non vanno sommate: il margine è quello che il mercato non restituisce ai giocatori, l’imposta è quello che lo Stato prende dal concessionario sulla raccolta netta. Chi le confonde arriva a conclusioni sbagliate sull’operatore più «conveniente», che spesso è semplicemente quello con il palinsesto più stretto.
Bonus e free bet: cosa chiedono in cambio e a chi convengono
Il bonus di benvenuto è il prodotto di punta di ogni concessionario, ed è anche la cosa su cui le informazioni circolano peggio. Vale la pena mettere in fila che cosa esiste davvero, in Italia, oggi.
Innanzitutto il bonus non è vietato. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità dei giochi con vincite in denaro, non l’esistenza del bonus di benvenuto, e non esiste né un tetto statale agli importi né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Questa è la ragione per cui due offerte con lo stesso numero in copertina possono valere una metà dell’altra.
Poi ci sono le tipologie, che non sono equivalenti. Il bonus più diffuso è un accredito su saldo legato a una prima ricarica: BetFlag, per esempio, presenta il proprio Welcome Bonus Sport come pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Sisal lega il bonus di benvenuto al possesso di un conto di gioco, alla registrazione sul sito o dall’app e a una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Eurobet chiama le promozioni per i nuovi iscritti Welcome Bonus, per scommesse sportive e virtuali, e raggiunge l’assistenza dall’app via chat o telefono, con le FAQ consultabili. Goldbet ricorda che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sono quattro esempi della stessa famiglia: un credito che nasce da un deposito e che va speso dentro un catalogo.
Il punto che conta per il lettore è che la forma dell’offerta — credito su saldo, free bet, quota maggiorata, rimborso — decide chi ci guadagna. Un credito su saldo si gioca con la sua stessa somma e la vincita è vincita; una free bet il cui importo non torna indietro con la vincita vale, a parità di quota, meno di quello che il nome promette; un rimborso non è un accredito in denaro; un bonus il cui accesso passa da un deposito è un pacchetto legato al deposito, non un regalo slegato. Nessuno di questi formati è scorretto in sé. Sono però cose diverse, e vanno confrontate come cose diverse.
Su quanto costi far girare un bonus, il conto si fa con la stessa aritmetica di prima, applicata al volume. Prendiamo di nuovo un mercato a due esiti con margine intorno al 5 %, bandiera dell’esempio illustrativo: se il requisito di rigioco impone di far passare dal mercato una somma pari a venti volte la base del bonus, il costo medio atteso di quel giro è nell’ordine del 5 % di quella somma, cioè di un quarto della base del bonus. Non è una previsione su quanto vincerai — è una media su molte giocate, e non dice nulla sull’esito di una singola schedina. Dice però una cosa molto concreta: quanto più alto è il moltiplicatore di rigioco e quanto più alto è il margine del mercato su cui giri, tanto più grande è la parte di bonus che il giro si mangia. Se il rigioco scende a cinque volte la base, quello stesso costo medio si riduce a circa un sedicesimo della base. E se puoi girare su mercati più efficienti, cioè su margini più bassi, il costo scende ancora. Tutti i bonus di questa pagina si descrivono per come le condizioni degli operatori li presentano; nessuno di essi è un consiglio ad attivarlo.
Un’ultima nota riguarda un formato di cui si parla molto e che va trattato con attenzione: il «bonus senza deposito». Non è un formato che questa pagina possa attribuire a un operatore sulla base delle sue condizioni, e il criterio per riconoscerlo è comunque sempre lo stesso — guardare cosa si deve giocare, con quali quote minime e entro quando.
I soldi: come arrivano, come tornano indietro, quanto ci mettono
Il primo dato che sorprende chi arriva dal mondo delle carte di credito è che in Italia esiste un canale di ricarica che non assomiglia a nessun altro. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 sono tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM: caricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono quelli che ci si aspetta: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). Ogni operatore ha la sua lista nei propri termini, ed è lì che va verificata, perché può escludere il metodo che ti serve. Su un punto la situazione è aperta: l’uso delle criptovalute presso i concessionari ADM è una materia non definita, e non esiste una norma che elenchi i binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento d’intesa con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Il punto che riguarda davvero il giocatore è un altro, ed è quello che dice la parola «prelievo» sulle pagine dei concessionari. Un modo per distinguere la strada italiana da quella offshore non è la velocità promessa, ma il fatto che i tempi e i limiti del prelievo stiano nelle condizioni pubblicate di un soggetto identificabile, con un numero di concessione sopra. Il nodo che rallenta tutti, anche sui concessionari, è l’identificazione: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. È una regola, non una scortesia, e vale la pena leggerla prima di versare piuttosto che dopo la prima vincita. Chi apre con SPID o CIE salta quasi sempre il passaggio più lento, e questo è il vero vantaggio pratico di quei metodi di identificazione: non la modernità, il tempo.
Live, cash out e streaming: quanto vale guardare la partita mentre la giochi
Il live è la parte del prodotto in cui gli operatori si differenziano più visibilmente, e anche quella in cui è più facile confondere una funzione con un vantaggio. Vedere la partita in streaming mentre hai una schedina aperta non ti fa vincere: ti fa reagire in fretta, che è una cosa diversa e non sempre migliore. Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste una lista dei mercati live disponibile.
Sul versante degli strumenti, la funzione che ha cambiato il gioco più di ogni altra è il cash out: chiudere la giocata prima che l’evento finisca. SNAI la indica come funzione della propria app, accanto a scommesse singole, multiple e sistemi e a mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; anche l’offerta di Sisal include il Cash Out come modo per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Attenzione a un equivoco frequente: il cash out non è un rimborso, è una vendita della tua posizione a un prezzo che il bookmaker stabilisce, e quel prezzo incorpora sempre il margine di un nuovo mercato. Per questo il cash out è comodo e non è mai neutro.
Gli strumenti di costruzione della giocata raccontano invece filosofie diverse di prodotto. bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. SNAI, con la funzione My Combo, permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Sono due risposte allo stesso desiderio: mettere insieme una schedina che assomigli a quello che hai in testa. La differenza pratica è nel vincolo: quando unisci più pronostici in una quota unica, il margine si moltiplica con loro, e la schedina che «sembra più probabile» è spesso quella che paga peggio di tutte.
La copertura di sport, infine, è il terreno su cui ogni marchio racconta la propria ambizione. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Planetary365 copre i principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta, e offre eventi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Eurobet raggiunge le scommesse live dall’icona Live e comprende calcio, tennis, basket e pallavolo. NetWin propone calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. SNAI aggiunge un’offerta di streaming gratuito accanto alle scommesse live e oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo. L’ampiezza non è un valore in sé: serve a chi gioca tanti sport diversi, e non aggiunge nulla a chi gioca sempre lo stesso campionato.
Previsioni e metodo: la calcolatrice batte il pronostico
Chi scrive «chi vincerà il resto della partita» cerca un pronostico, e chi lo offre per denaro fa un mestiere che non ha nulla a che vedere con questa pagina. Nessuno conosce un esito, e un metodo che promette di conoscerlo è la definizione di una vendita, non di un’informazione. Quello che si può fare, e che serve davvero, è decidere in anticipo quanto vale una giocata e quanto puoi perdere senza che la cosa ti cambi la settimana.
La parte più utile del metodo non riguarda la partita: riguarda il conto. Il sistema italiano offre due strumenti concreti — i limiti che imposti in registrazione e l’autoesclusione — e il loro valore sta nel fatto che uno vale subito e l’altro vale a distanza di giorni. Sono strumenti asimmetrici, progettati per non farti cambiare idea in fretta, ed è la loro unica qualità, ma è quella che conta. Un budget di gioco scritto su un foglio e non caricato nel conto è un budget che esiste solo finché la serata è tranquilla.
Sul lato dell’analisi, la cosa che l’esperienza insegna è che le informazioni pubblicamente utili sono poche e ripetitive: chi gioca, chi manca, il campo, la competizione, il momento della stagione. Il palinsesto approvato da ADM è la fonte di quello che si può giocare, e le quote che il sito mostra sono la fonte di quanto quel qualcosa vale per il mercato. Tutto il resto — pronostici di terzi, «quote sicure», segnali su partite truccate — è rumore, e in Italia il rumore sulle partite truccate tocca un tema che la vigilanza presidia proprio attraverso gli eventi autorizzati uno per uno.
Su un punto la prudenza è obbligatoria, ed è anche il modo in cui il mondo reale entra nel calcolo. Un evento rinviato o non giocato cambia le regole della schedina, e le regole sono il regolamento dell’operatore, non una consuetudine: chi mette in una multipla una partita che può slittare dovrebbe sapere in anticipo se quella partita viene rimborsata, sostituita o congelata, perché le tre soluzioni danno tre risultati diversi alla stessa schedina. Su come i singoli marchi trattino una partita rinviata, e su come trattino una partita vinta a tavolino, le condizioni degli operatori sono l’unico posto in cui guardare, e la voce da cercare è quella sulle scommesse annullate o non valide. Non è un dettaglio da esperti: è la voce che decide se una multipla tranquilla diventa una multipla ridotta a metà.
La strategia meno spettacolare e più solida consiste nel ridurre il numero di occasioni in cui paghi il margine due volte. Il margine si paga su ogni mercato che tocchi, e un sistema che intreccia molte schedine sullo stesso evento paga il pedaggio molte volte. Meglio poche giocate, scelte, su mercati che conosci — e nessuna quota accettata senza averne calcolato prima il margine, con la formula del mercato a due esiti di cui sopra. Non serve un software: serve non saltare quel passaggio.
Quanto costa scommettere: tre strade, tre conti diversi
Se il criterio è il costo, le strade che un giocatore italiano ha davanti sono tre, e si distinguono per quanto paghi per giocare, non per quanto promettono di regalarti.
La prima è la strada del prezzo. Si scegle un concessionario con margini bassi sui mercati che si giocano, si ignorano le promozioni e si guarda solo il numero che esce dalla formula. È la strada più noiosa e quella che nel lungo periodo costa meno, perché ogni quota vale un po’ di più. Ha un difetto però: su un mercato a due esiti un margine intorno al 5 % vuol dire che su un giro di 1.000 € di puntate la parte non restituita ai giocatori è nell’ordine di 50 €, e non c’è bonus che renda quel numero invisibile. Chi gioca molto deve partire da qui.
La seconda è la strada dell’incentivo. Si apre il conto per il bonus di benvenuto, si accetta il requisito di rigioco e si prova a girare il credito su mercati con margine basso e quote che non siano state limate ad arte. Funziona quando il moltiplicatore è contenuto, quando le quote minime richieste restano nel range delle quote normali e quando hai già chiaro in testa quanto sopra hai calcolato con l’esempio illustrativo. Non funziona, curiosamente, per chi pensa che il bonus sia denaro: è credito da far girare, e la parte che il giro si mangia è quella che gli operatori non mettono in copertina.
La terza è la strada della copertura. Si sceglie il concessionario per quello che si può guardare e giocare insieme — streaming, numero di mercati, sport disponibili, funzioni come il Bet Builder o il My Combo — e si accetta di pagare il margine un po’ più caro in cambio di un prodotto più ricco. È la strada giusta per chi gioca poco e vuole farlo bene, per chi segue sport di nicchia o per chi costruisce schedine con più pronostici sulla stessa partita. È la strada sbagliata per chi punta volumi.
Nessuna delle tre è «quella sicura», e nessuna è un consiglio a scommettere. Sono tre modi diversi di pagare per lo stesso prodotto legale, e la scelta dipende da quanto giochi, su cosa e con quale margine. Il resto è pubblicità, che in Italia non si può nemmeno fare allo stadio.
Streaming e visione: la partita dentro il sito di scommesse
Guardare la partita dentro un sito di scommesse è diventato, per molti, un motivo di scelta a sé, e vale la pena dire con chiarezza che cosa si guarda davvero e a quali condizioni.
Il primo elemento da sapere è che la diretta streaming, quando c’è, è legata all’operatore e non al campionato. Sisal indica una diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket dentro la propria app, accanto a oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live. bet365 poggia la propria proposta sulla Diretta TV, con centinaia di migliaia di eventi ogni anno tra cui calcio, NBA e NFL, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker, e su decine di migliaia di mercati live. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Lottomatica indica lo streaming come funzione per scommettere live seguendo la partita in diretta. SNAI affianca alle scommesse live un’offerta di streaming gratuito.
Mettendo questi elementi in fila si capisce una cosa che le pagine di confronto di solito non dicono: la diretta streaming nei siti italiani è quasi sempre abbondante dove il prodotto internazionale è già forte — tennis, basket, pallavolo, tennis tavolo, basket americano — e più rara dove starebbe il pubblico italiano, cioè sul calcio di cartello. Chi sceglie un operatore per «vedere le partite» dovrebbe quindi verificare quali partite, e non quante ore di diretta.
Il secondo elemento è la differenza fra vedere e giocare. Uno streaming aperto mentre la schedina è viva ti mette nella condizione di reagire al minuto, che è esattamente la condizione in cui il cash out diventa attraente. Il cash out, però, ti fa vendere una posizione a un prezzo che l’operatore fissa, e quel prezzo contiene il margine di un nuovo mercato: ogni volta che chiudi prima, paghi un pedaggio che non avevi messo nel conto iniziale. Chi usa lo streaming per informarsi su una giocata già chiusa paga quel pedaggio una volta; chi lo usa per aprire e chiudere tre volte nella stessa partita lo paga tre volte.
Il terzo elemento riguarda i mercati e gli sport che si vedono. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi. Eurobet offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È un catalogo che dice molto su chi è il cliente tipo: chi scommette sulle elezioni non sta cercando lo stesso prodotto di chi cerca la Serie A. NetWin copre calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali. Anche gli eventi simulati hanno un peso reale: Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster; SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno tra calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; i Virtuali di Lottomatica comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; nella sezione Virtual di Eurobet si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. Per il giocatore la conseguenza è concreta: gli eventi simulati hanno un ritmo deciso dall’operatore, non dal calendario, e i più frequenti arrivano ogni pochi minuti. Chi ha problemi di controllo sulla frequenza del gioco trova qui il terreno meno adatto, e dovrebbe trattare la sezione Virtual con la stessa attenzione con cui tratta gli autolimiti.
I dieci concessionari: chi è, cosa offre e per chi ha senso
Dieci marchi, dieci concessioni, dieci modi diversi di stare sul mercato. Nessuno di questi è una raccomandazione, e l’ordine non è una classifica di merito: il numero di concessione serve a ritrovare la riga nell’elenco ADM, il resto serve a capire quale di queste strade somiglia alla tua.
L’elenco non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono, e il fatto che un marchio non figuri qui non lo rende privo di licenza. Le condizioni che seguono sono quelle che gli operatori stessi e le loro schede negli app store dichiarano, e su alcuni punti — per esempio su quali mercati live siano proposti o su come venga trattata una partita rinviata — l’unico posto in cui guardare resta il sito dell’operatore.
BetFlag: il conto che si apre con SPID, e un deposito che diventa credito
BetFlag è un concessionario diretto: ADM n. 16008, Betflag S.p.a., sito proprio BetFlag. È uno dei pochi casi in cui il nome del marchio e il nome della società concessionaria coincidono quasi per intero, e per un lettore che vuole fare i controlli da solo è una comodità non da poco: la riga nell’elenco ADM si trova in un colpo.
Sul fronte dell’accesso, il dato che distingue questo operatore riguarda le procedure di identificazione: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Non è una funzione di prodotto, è una scorciatoia procedurale, e vale il tempo che fa risparmiare: chi arriva con SPID salta il passaggio della copia del documento e, soprattutto, non rischia la scadenza dei 30 giorni oltre la quale il conto non validato viene sospeso e i prelievi bloccati.
Sul fronte dell’offerta, il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La forma conta più dell’importo: è un credito su saldo legato a una ricarica, non una free bet né un rimborso, e questo ha due conseguenze pratiche. La prima è che la somma va giocata dentro un catalogo, e quindi il valore reale dell’offerta dipende dai mercati che ti interessano e dal loro margine. La seconda è che un tetto a 5.000 € è un tetto alto, e un tetto alto interessa solo a chi deposita cifre importanti: per chi versa 50 € la cifra in copertina non cambia nulla, cambia il requisito di rigioco. Su quest’ultimo punto, come per tutti gli operatori di questa pagina, il moltiplicatore e le quote minime stanno nei termini del marchio e da nessun’altra parte.
Il verdetto su BetFlag è questo: è l’operatore da guardare per primo se il tuo problema è il tempo dell’identificazione, non il bonus. Chi apre con SPID o CIE arriva al prelievo con un passaggio in meno, e su una vincita che vuoi incassare subito quel passaggio vale più del credito in copertina.
Lottomatica: il pallone dentro un’app che fa altro
Lottomatica è ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e questo è il primo dato da registrare: la società concessionaria ha un nome che con il marchio non ha nulla a che vedere, ed è la prova più semplice che il controllo sull’elenco ADM va fatto sul numero, non sul logo.
La scheda dell’app per le scommesse sportive racconta un prodotto costruito attorno al risultato in tempo reale: copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È un impianto dichiaratamente live-first, e il pubblico a cui parla è quello che vuole la quota aggiornata mentre l’evento scorre.
Una cosa va detta con chiarezza perché è il punto in cui questo marchio si distingue nella lista: Lottomatica è un concessionario con un’anima da casinò. I Virtuali della sua app comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Chi apre il conto per il calcio trova quindi dentro la stessa piattaforma una parte di prodotto che vive di ritmi diversi e di frequenze diverse. Non è un difetto in sé, ma è un elemento da mettere nel conto: se il tuo problema è la frequenza del gioco, la sezione Virtual è la parte dell’app che ti riguarda meno.
Il verdetto è questo: l’ampiezza del palinsesto e la copertura internazionale rendono Lottomatica una scelta ragionevole per chi gioca su più campionati e vuole tutto in un’app sola, mentre chi cerca un prodotto essenziale paga la ricchezza del catalogo senza usarla.
Eurobet: il catalogo più largo, e il conto dell’identificazione
Eurobet è ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. È il caso più interessante dell’elenco per un motivo che non ha a che fare con le quote: la stessa società concessionaria gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Tre siti, una concessione in capo alla stessa azienda, e questo spiega in una riga perché la concessione si verifichi per sito e non si deduca dalla somiglianza fra marchi.
Il palinsesto è il più esteso fra quelli che le schede descrivono. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Le scommesse live si raggiungono dall’icona Live e comprendono calcio, tennis, basket e pallavolo. Sul lato virtuale, la sezione Virtual copre partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. Ai nuovi iscritti l’operatore riserva promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali, e l’assistenza è raggiungibile dall’app via chat o telefono, con le FAQ consultabili.
Che cosa manca, invece, è qualsiasi indicazione sul conto: le condizioni pubblicate dell’operatore non dicono, almeno nella parte che qui rileva, quali procedimenti di identificazione siano disponibili e che cosa accade a un conto non validato. Su una pagina che parla di scelte, questa è l’informazione da chiedere all’operatore prima di versare, perché è la stessa variabile che altrove decide se i prelievi partono o restano fermi.
Il giudizio su Eurobet verte su una sola riga: è il marchio da scegliere se il tuo interesse è la nicchia — uno sport minore, uno scacchista, un evento politico, un virtuale — perché su tutto ciò che non è calcio poche piattaforme italiane offrono altrettanto. Un margine leggermente più caro su Serie A è il prezzo di quel catalogo, e chi guarda solo il prezzo lo paga più volte.
NetWin: virtuali a ripetizione e sport minori
NetWin è ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., e anche qui nome del marchio e ragione sociale sono vicini, il che rende il controllo sull’elenco ADM immediato.
La scheda descrive una copertura ampia ma non di cartello: calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Due elementi meritano attenzione separata.
Il primo è la frequenza del virtuale. Partenze ogni 2 minuti significano che la sezione simulata offre una occasione di giocata ogni volta che si guarda lo schermo, e la cosa non riguarda la qualità del prodotto ma la sua natura: un ritmo così stretto trasforma il tempo di gioco in una variabile che si muove da sola, e chi non ha impostato un limite di tempo prima di iniziare non lo troverà impostato da nessuno. Il secondo è la presenza degli esports nell’elenco degli sport: sono una nicchia che in Italia non tutti i concessionari dichiarano, e che per un certo tipo di giocatore è la ragione per aprire un conto e per un altro è irrilevante.
Quello che non si trova, invece, è un quadro delle promozioni di benvenuto, e nemmeno delle modalità di identificazione: su questi punti il marchio non ha, nella parte che qui rileva, condizioni pubblicate equivalenti a quelle di altri operatori dell’elenco. Non è una mancanza di prodotto, è una mancanza di informazione, e su una pagina di confronto il modo di trattarla è uno solo: verificarla direttamente prima di versare.
Il verdetto su NetWin ha un perimetro stretto: è l’operatore per chi gioca esports o sport che altrove stanno in fondo al palinsesto, e per chi vuole una giocata virtuale ogni due minuti. Chi cerca un prodotto solo-calcio con la partita trasmessa in streaming non è il cliente di questo marchio, e conviene che lo sappia prima e non dopo.
bet365: la diretta TV e la macchina dei mercati
bet365 è ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. Il nome della concessionaria è quello di una società maltese, ed è il caso più evidente nella lista di come una concessione sia un titolo italiano in capo a una società che ha sede altrove nel SEE: è esattamente ciò che l’art. 6, comma 5 richiede, cioè una società di capitali con sede nel SEE, un piano di investimento e l’impegno ai limiti di deposito fissati da ADM nella gara.
Sul prodotto, bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La parte più caratteristica è tecnica: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live; nell’app si trovano decine di migliaia di mercati live e la Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi ogni anno, tra cui calcio, NBA e NFL, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker. bet365 è inoltre indicato come primo partner della Setka Cup, autorizzata da ADM a settembre 2026.
Sul lato della tutela, la scheda indica che gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È una combinazione di strumenti che va letta per quello che è: la pausa e i limiti di versamento li gestisce il giocatore, l’autoesclusione ha una portata diversa. Chi ha bisogno di un blocco che valga anche altrove deve sapere che il solo strumento con quella portata resta il registro unico degli autoesclusi, richiamato nella sezione dedicata a limiti e autoesclusione.
Il verdetto su bet365 è tutto nella sua scala. La Diretta TV e il numero di mercati live sono probabilmente il pacchetto più ricco dell’elenco, e sono anche il pacchetto che costa di più in termini di tempo davanti allo schermo: chi apre questo conto per la diretta deve mettersi in testa che il prodotto gli offrirà una giocata ogni volta che si collega, e l’unica difesa è aver deciso prima quanto e per quanto.
Sisal: mille eventi al giorno e un bonus che si spende ovunque
Sisal è ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., e qui marchio e concessionaria coincidono, il che rende semplice il controllo sull’elenco.
La scheda dell’app è una delle più esplicite sulla scala: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive, più di 15.000 eventi live, diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. A questo si aggiunge un catalogo di tipi di giocata che va oltre la singola e la multipla: tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, mentre la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. La parte virtuale è altrettanto dimensionata: oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, con l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster accanto alle scommesse sportive.
Sul bonus di benvenuto la descrizione dell’operatore è chiara sulla sequenza: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Due cose contano per il lettore. La prima è che l’offerta è condizionata alla ricarica, quindi è un pacchetto legato al deposito e non un credito slegato. La seconda è che la spendibilità «su tutti gli eventi in palinsesto» è un vantaggio reale e non una formula: significa che il credito non ti obbliga a un mercato con margine alto per essere usato, e quindi che la parte del bonus che il giro si mangia dipende da te e non dal regolamento.
Il verdetto su Sisal sta in una tensione: è l’operatore con il catalogo di giocate più articolato e il miglior rapporto fra ampiezza e libertà d’uso del bonus, ma quel catalogo è costruito per far giocare spesso — mille eventi al giorno non si leggono, si scorrono. Chi ha un limite di tempo già impostato ne approfitta; chi non ce l’ha lo troverà nel posto sbagliato.
Planetwin365: il calcio europeo e lo streaming quotidiano
Planetwin365 è ADM n. 16007, Pwo S.p.a. È una delle concessioni più basse della serie 16000-16051, il che dice solo che il titolo è passato dall’elenco precedente al nuovo regime, non che l’operatore sia migliore.
La scheda del prodotto copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Alla parte sportiva si aggiungono eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo, e — dentro la stessa app — Casinò e Casinò Live, l’Ippica con eventi nazionali e internazionali e i Virtuali su calcio, corse di cavalli e di levrieri.
Il dato che colpisce è la struttura dello streaming: il palinsesto quotidiano dichiarato è fatto di sport che il pubblico italiano guarda meno del calcio, e non contiene il campionato che questo marchio mette in copertina. È una contraddizione utile da conoscere, perché spiega come funziona la diretta streaming nei siti italiani: si compra dove costa meno, non dove sta l’audience. Per il giocatore che cerca la partita trasmessa, il criterio corretto non è «questo operatore fa streaming?» ma «questo operatore trasmette la partita che voglio guardare?», e la risposta sta nel palinsesto quotidiano, che cambia.
Il giudizio su Planetwin365 è di buon compromesso sul calcio europeo: la copertura delle competizioni continentali è dichiarata in modo esplicito e il numero di sport è alto per un marchio che non è generalista per definizione. Chi però apre il conto per un campionato italiano in streaming rischia di trovare altro, e farebbe meglio a verificarlo nel palinsesto del giorno prima di versare.
SNAI: le combinazioni sulla stessa partita
SNAI è ADM n. 16032, Snaitech Spa. Marchio e concessionaria sono distinguibili ma legati, come nella maggior parte dei casi dell’elenco.
La scheda descrive un prodotto costruito attorno alle forme di giocata: scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. A completare il quadro, oltre 3.000 eventi virtuali al giorno tra calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.
My Combo è la funzione di questa pagina che merita il ragionamento più attento, perché tocca il margine in modo diretto. Unire più pronostici sulla stessa partita dentro una quota unica è comodo e ha un costo preciso: ogni pronostico aggiunto porta con sé il proprio margine, e la quota unica risultante incorpora tutti i pedaggi in una volta sola. Il giocatore che usa My Combo per giocare la partita che sta guardando — magari con il live accanto — paga quindi il margine più volte sulla stessa partita, e il numero che vede sul biglietto non glielo dice.
Il verdetto su SNAI riguarda proprio questo strumento: My Combo è la funzione giusta per chi vuole costruire una giocata articolata su un unico evento senza aprire tre schedine, ma è anche la funzione che trasforma una sensazione in una quota, e su una sensazione il margine si sente meno. Chi la usa dovrebbe guardarla come guarda un mercato unico: prima il margine, poi la quota.
StarCasinò: il calcio dentro un casinò
StarCasinò è ADM n. 16026, Azzurri Limited. Il nome della concessionaria è quello di una società che non ha il nome del marchio, e questa è la prima cosa da registrare: il controllo sull’elenco ADM si fa sul numero, non sull’insegna.
La descrizione dell’app è breve e dice tutto quello che serve: permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Nessun dettaglio su campionati specifici, tipi di mercato, funzioni di costruzione del biglietto o promozioni: la parte sportiva è descritta come un reparto di una piattaforma la cui parte dichiarata per prima è un’altra.
Questo è il caso in cui la scelta della strada diventa più netta. Chi vuole giocare partite lo fa, e non gli manca nulla dal punto di vista della legalità: la concessione c’è, il sito è italiano, il perimetro di tutele è lo stesso degli altri nove. Ma il prodotto sportivo non è la ragione per aprire questo conto, e chi lo apre per il calcio paga in termini di informazioni meno dettagliate su mercati e funzioni rispetto agli operatori che sul calcio insistono di più.
Il verdetto su StarCasinò è quindi un verdetto di coerenza: è il marchio giusto per chi gioca sia sport sia casino e vuole un conto solo, con la stessa concessione, gli stessi limiti e lo stesso prelievo. Per chi cerca soltanto scommesse sportive è una strada percorribile ma senza nessun argomento a favore, e conviene dirlo invece di fingere che dieci opzioni equivalgano a dieci opportunità.
AdmiralBet: il marchio che scrive i limiti nelle condizioni
AdmiralBet è ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. È il numero di concessione più alto dell’elenco esaminato, ed è anche l’operatore la cui documentazione, fra quelle esaminate, dice di più sugli strumenti del giocatore.
Sul fronte dell’autoesclusione le condizioni sono esplicite: l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutto il circuito legale italiano, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Quest’ultimo punto merita una lettura da contabile: una revoca possibile dopo nove mesi è una condizione che pesa più della durata, perché è sulla revoca che si misura la serietà di un’esclusione volontaria.
Sul fronte della registrazione, l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e stabilisce che un limite ridotto abbia effetto immediato mentre uno aumentato produca effetti dopo 7 giorni. Sono tre limiti diversi — ricarica, spesa, tempo — e la distinzione non è formale: un limite di spesa non impedisce un deposito, e un limite di tempo non impedisce una ricarica. Chi ne imposta uno solo pensa di essere coperto su tutto, ed è la cosa che queste condizioni smentiscono.
Quello che non emerge dalla documentazione esaminata è, invece, un quadro comparabile del prodotto sportivo: la parte relativa a campionati, mercati e funzioni è più povera di quella degli altri nove marchi. Chi sceglie AdmiralBet per la quota o per il palinsesto lo fa sulla base di quello che trova dentro il sito; chi lo sceglie per tenere il conto sotto controllo trova qui il testo più chiaro dell’elenco.
Il verdetto è quindi rovesciato rispetto ai primi della lista: AdmiralBet è l’operatore giusto per chi vuole che i propri limiti siano già impostati al momento dell’apertura e non dipendano dalla memoria. Sull’offerta sportiva, chi ha esigenze precise farà meglio a confrontarla con quella di marchi che su questo terreno insistono di più.
Come cambiano le quote e il margine tra un operatore e l’altro
Un’ultima cosa va detta sulle quote, perché è la domanda che arriva più spesso e la più fraintesa: la quota di una stessa partita non è la stessa su tutti i concessionari italiani, e non è la stessa nemmeno sullo stesso mercato.
Le variabili che muovono la quota sono poche e prevedibili: il margine che l’operatore applica a quel mercato, la liquidità che quel mercato raccoglie, e il tempo che manca all’evento. Sui mercati principali e molto giocati — 1X2 di una partita di cartello, Under/Over sui goal — le differenze fra operatori sono più contenute, perché il mercato è grande e nessuno tiene un margine grosso su un prodotto che tutti controllano. Sui mercati laterali succede l’opposto: il risultato esatto, il marcatore, il minuto del primo goal, il numero di cartellini sono mercati con meno giocatori, e lì il margine che l’operatore incorpora cresce senza che nulla cambi nell’interfaccia. È il motivo per cui una giocata «divertente» costa sistematicamente più di una giocata «noiosa».
Il momento della giornata conta altrettanto. Una quota pubblicata il giorno prima del match e la stessa quota a dieci minuti dal fischio d’inizio sono due prezzi diversi, e il live è il posto dove questo si vede meglio: le quote live si aggiornano continuamente e il margine è quasi sempre più alto di quello del pre-mercato, perché il bookmaker deve gestire un rischio che non può più aggiustare con calma. Il cash out è la stessa cosa vista dal lato opposto: quando vendi la tua posizione, il prezzo lo fa l’operatore con lo stesso margine incorporato.
Un esercizio che vale più di qualsiasi guida vale la pena di essere fatto almeno una volta. Prendi una partita di Serie A, guarda la quota 1X2 su tre concessionari diversi, calcola il margine di ciascuno con la formula dell’esempio sopra e confronta i tre numeri. La differenza ti dice quanto costa, in percentuale sulle puntate che farai, giocare da uno invece che dall’altro. Fatto una volta su un mercato laterale — un marcatore, per esempio — si capisce subito perché i mercati che sembrano più generosi siano spesso quelli che pagano peggio.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
I concessionari autorizzati si verificano nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, aggiornato al 25 ottobre 2026. La concessione si verifica per singolo sito (.it), non per marchio in generale.
Cosa succede se un sito non ha la concessione ADM?
L’offerta è illegale, il sito è soggetto a blocco DNS e il giocatore non ha tutele (autoesclusione, rimborsi). La legge 401/1989 prevede sanzioni penali, incluse ammende e arresto, anche per chi gioca su operatori non autorizzati.
Cos’è il margine del bookmaker e come si calcola?
È la commissione implicita trattenuta dal bookmaker. Si calcola sommando i reciproci delle quote (es. 1/quota + 1/quota); se la somma è superiore a 1, il margine è la differenza tra 1 e il valore inverso della somma.
Le vincite sono tassate?
Le vincite presso concessionari ADM sono tassate alla fonte: il giocatore riceve l’importo netto. Su siti esteri non autorizzati, le vincite vanno invece dichiarate come redditi diversi, con rischio di sanzioni per mancata dichiarazione.
Il divieto di pubblicità impedisce di ricevere bonus?
No, il divieto riguarda solo la pubblicità esterna (stadio, tv, stampa). I bonus di benvenuto possono ancora esistere, ma vanno verificati direttamente sul sito dell’operatore, leggendo con attenzione i requisiti di puntata.
Su quali eventi si può scommettere da un bookmaker con concessione ADM?
Su quelli che il concessionario ha inserito nel proprio palinsesto e che ADM ha approvato: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. Fuori da quel programma la giocata non è ammessa.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota in forma decimale, il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo, quindi la vincita cresce insieme al rischio.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si somma il reciproco di ciascuna quota di uno stesso mercato, si divide uno per quella somma e si ottiene la quota di ritorno; il margine è 100 % meno quel valore. Con due esiti a 1,90 la quota di ritorno è circa 0,95 e il margine intorno al 5 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
L’imposta unica grava sul concessionario, non sul giocatore: 20,5 % sulla raccolta della rete fisica e 24,5 % su quella a distanza, calcolati sulla differenza fra puntate e vincite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore; per posizioni complesse conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita con limiti fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Creato dalla redazione di «Previsionisulcampo».